Papua Nuova Guinea

Il Paese degli ombrelli arcobaleno... là dove pochi arrivano, un viaggio nel tempo e nel luogo della terra più vicina al passato

  • di valmio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 15
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

… è già arrivata l’ora di partire. Le ultime settimane sono volate. Inizio a spuntare: passaporto, €, dollari (più convenienti per il cambio rispetto agli €), spazzolino, medicine, giubbotto salvagente, zanzariera, ecc. ecc., non mi devo dimenticare niente. Credo che in PNG sia un po’ difficile recuperare qualcosa, preferisco non scordarmi nulla e partire con tutto. Informazioni se ne trovano poche (non è in Africa centrale, come molti sostengono confondendola con la Guinea Bissau) e la guida è solo in inglese. Un amico e compagno di viaggio, gentilissimo l’ha tradotta per tutti e gliene sono grata.

Nuova Guinea, la seconda isola più grande al mondo dopo la Groenlandia, si trova in Oceania, PNG occupa la metà orientale dell’isola melanesiana della Nuova Guinea, e Irian Jaya quella occidentale. Sono ancora oggi politicamente divise. Negli ultimi quasi cinquant’anni, la situazione politica divergente dei due Paesi ha comportato notevoli differenze di sviluppo. PNG, influenzata ancora oggi dall’Australia, ha sviluppato collegamenti stradali, economia del turismo ed infrastrutture anche moderne, Irian Jaya, la metà indonesiana, per ragioni governative e di sicurezza ha mantenuto chiuso gran parte del territorio. E’ una terra dimenticata, ospitava non solo gli ultimi cannibali, ma era soprattutto la patria indiscussa degli ultimi uomini della Terra. E’ un caleidoscopio etnico, un mosaico linguistico e culturale. Tanta natura incontaminata, paesaggi esotici con flora e fauna assolutamente uniche, territorio ostile e privo di collegamenti di qualsiasi genere, l’ultima ad aver conosciuto il progresso. Non esistono luoghi del nostro pianeta dove la civilizzazione sia arrivata così recentemente. Il territorio centrale dell’isola, le Highlands, è stato esplorato per la prima volta dal dim dim (straniero bianco) nel 1930. Fino ad allora due milioni di indigeni vivevano in stato tribale, qualche tribù era dedita al cannibalismo, e sembra che una non conoscesse l’uso della ruota. Pidgin lingua ufficiale, una particolare lingua franca costituita fondamentalmente da una base di lingua inglese con l’aggiunta di tedesco, portoghese e dagli idiomi locali; a scuola viene insegnato l’inglese, ma è il paese al mondo con il maggior numero di idiomi differenti, più di 800, quasi un quinto di tutti quelli parlati sul pianeta. Unicità della propria cultura; ogni tribù nella propria valle aveva formato nel tempo sue tradizioni e fedi animiste, rimaste tali. Queste tribù si sono sempre combattute fra loro con tristi conseguenze anche ora. A causa di queste diversità, di cui sono orgogliosi, sono emersi molti stili diversi di espressione culturale, ogni gruppo ha creato la propria forma espressiva: d’architettura, arte, danze, armi, costumi, canti e musica. Gli indumenti sono stati introdotti solo in tempi recenti. Oggi esistono i clan, famiglie allargate, all’interno dei quali ci si garantisce reciprocamente la sopravvivenza. La maggior parte degli abitanti afferma di praticare il cristianesimo, le cui forme più diffuse sono il cattolicesimo, la chiesa evangelica luterana e la chiesa riformata.

Il clima; in gran parte del paese le piogge sono concentrate tra dicembre e marzo, la stagione secca dura da maggio ad ottobre, durante i due mesi di transizione (aprile e novembre) il tempo tende ad essere afoso. Più del 75% della popolazione non partecipa all’economia del Paese, la moneta è la kina, è divisa in 100 toea (toia). Terra ricca di giacimenti d’oro, argento, rame, petrolio, piantagioni di caffè, cocco e cacao. In pochi decenni, quest’isola preistorica è stata catapultata nel XXI secolo. Viaggio assolutamente antropologico, oltre che naturalistico. Dal 1975 è una Repubblica

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