Tutto su Pantelleria

8 bellissimi giorni a Pantelleria

  • di Giacomo1956
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: due
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Pur essendo siciliani, di Palermo, io e mia moglie nei nostri primi 50 anni non eravamoo ancora andati a Pantelleria. Me ne avevano dette tante... La maggior parte positive, di chi è rimasto innamorato di quest'isola sperduta nel Mediterraneo, vicina alla Tunisia. Alcuni di questi hanno addirittura acquistato una casetta, o meglio un dammuso, proprio per tornarci spesso. Qualcuno mi aveva più evidenziato gli aspetti negativi: difficili accessi al mare via terra, scarsa organizzazione dei Panteschi, necessità di fare tanti Km. In auto per poter girare l'isola. Ma tutti coloro che mi avevano parlato di Pantelleria concordano comunque nel sottolineare che si tratta di un'isola molto diversa dalle altre siciliane, quali Lampedusa o Favignana o Salina, etc. Etc.. Dopo un paio di giorni nell'isola, si può dire che quest'ultima affermazione è sicuramente vera, come sono vere un po' tutte le altre considerazioni, positive e negative; per quanto mi riguarda, di negativo ho visto poco: forse solo un po' di disorganizzazione ed il cattivo aspetto del paese di Pantelleria, che, al di là del centro vero e proprio, è una città bruttina e trascurata.

Abbiamo attraccato al porto di Pantelleria Sabato mattina intorno alle 6,15; purtroppo, abbiamo dovuto attendere quasi un'ora per sbarcare l'auto, in quanto un escavatore Caterpillar, anch'esso imbarcato la precedente mezzanotte a Trapani, ha avuto problemi meccanici in fase di sbarco, bloccando il passaggio di tutte le autovetture. Superato questo ostacolo, ci siamo diretti verso Rekale, un sobborgo di Scauri, piccolo centro a circa 15 km. Di distanza da Pantelleria, nella parte sud-orientale dell'isola, secondo porto utilizzato per gli approdi, quando tira vento di maestrale o tramontana. A poca distanza da Pantelleria ci siamo trovati ad un bivio: Scauri era indicato in entrambe le direzioni; chiaramente ho imboccato la strada teoricamente più breve. Ad un bivio successivo, dopo almeno 3 km. Di curve, troneggiava un cartello di divieto di accesso verso Scauri per lavori in corso. Ovviamnete siamo tornati indietro per percorrere l'altra strada, abbastanza brutta, per arrivare dopo una mezz'ora a Scauri e poi più su a Rekale. La cosa fastidiosa è che la sera abbiamo appurato che la prima strada per Scauri è assolutamente percorribile, molto migliore e più breve dell'altra.

Ma, superata anche la seconda difficoltà, raggiunto il nostro dammuso, abbiamo trovato ad attenderci la proprietaria, la signora Teresa, simpatica e gentile, con caffè, biscotti, marmellata d'arancia (meravigliosa, fatta in casa) ed una serie di prodotti di prima necessità: pomodoro, olio, capperi, origano,....

Il dammuso è essenziale ma comodo; è formato da due grandi camere da letto, di cui ne utilizziamo solo una, servizio con doccia, cucinino, dispensa. E' immerso nel verde della campagna, tra mandorli, ulivi, fichi, alberi di prugne, gelsi, limoni, nespoli ed altro; il profumo di rosmarino, salvia ed origano ci tiene compagnia, quando ci distendiamo nell'ampio patio, coperto da un bel "cannizzato" ombroso e circondato da gerani. Il silenzio è quasi totale, rotto dal cinguettio degli uccelli, dal canto di qualche gallo, dal tubare delle tortore e dal raro passaggio di qualche macchina. Siamo un po' fuori dal piccolissimo centro abitato, in mezzo a terreni prevalentemente coltivati a capperi, l'oro dell'isola, insieme alle vigne da cui si ricava il famoso "passito". Numerosi i pini, gli oleandri rossi e bianchi e le palme.

Pantelleria ha due vite: quella del "mare" e quella della "terra".

La prima è quella più apprezzata dai turisti, fatta di tante calette e piattaforme laviche, distribuite lungo tutto il perimetro; alcune sono di difficile accesso via terra o, a volte, impossibili da raggiungere se non dal mare, ma diverse sono usufruibili, facendo poca strada a piedi. Pochi sono i pescatori a Pantelleria e coloro che vivono del mare sono, più che altro, i commercianti di articoli per il mare ed i proprietari delle barche che fanno il periplo dell'isola con i turisti, fermandosi in 3-4 calette per il bagno (sempre che non ci siano le tanto temute meduse); queste barche, come avviene nelle altre isole siciliane, partono verso le 10 dal porto di Pantelleria e fanno ritorno verso le 16-16,30. Nel prezzo di 30 euro è compreso il pranzo (bruschette con il pesto di capperi, abbondante pasta con i pomodori e le erbe dell'isola e del buon vino Zibibbo)

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Commenti
  1. Nadia Martinato
    , 7/10/2010 09:36
    ottima descrizione dell'isola grazie

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