Panarea, la piccola principessa

Prima e dopo l'estate dà il meglio: i prezzi sono abbordabili e le calette non troppo affollate

  • di Ink
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È la più piccola delle Eolie, con una superficie di 3-4 chilometri quadrati e meno di 300 abitanti fissi. Ma è anche la più antica: gli studiosi pensano che Panarea e i tanti scogli e gli isolotti che la circondano siano i resti di un antichissimo vulcano, in parte sommerso dalle acque.

ESTATI VIP

Oggi la cenerentola delle Eolie è diventata la sua principessa: Panarea, da qualche anno, si è trasformata nella meta più mondana dell’arcipelago, frequentata anche da tanti vip (o pseudo tali), italiani e stranieri, che spesso ci arrivano in barca e soggiornano a bordo dei loro yacht. Risultato: sull’isola i prezzi non sono proprio a buon mercato! Fatta questa premessa, con qualche accortezza, si riesce ugualmente a contenere in limiti accettabili il costo della vacanza, soprattutto se in bassa stagione. Del resto, proprio all’inizio e alla fine dell’estate Panarea dà il meglio di sé, con le calette ancora solitarie e il borgo tranquillo. L’unico paese, subito sopra il porto e diviso in tre contrade - la principale, San Pietro, e poi Ditella e Drauto -, brilla al sole con le sue casette immacolate a cubo, decorate da fiori e bouganville rampicanti che s’inerpicano sulla collina, fra vicoli e giardini. Un’unica strada collega le tre località, mentre piccoli sentieri e stradine portano alle case sparse qua e là per l’isola. Le strade sono strette e non consentono il passaggio delle auto tradizionali: ci si sposta solo con piccole macchinine elettriche o con gli ape taxi, che portano anche al mare. In alternativa, ci sono le barche che partono dal porto.

MARE DI ROCCIA

L’isola ha un’unica spiaggia di sabbia rossastra, Cala Zimmari, situata sul versante meridionale, su un promontorio roccioso; il mare che la bagna è azzurro e cristallino; la spiaggia, sulla quale un tempo venivano a deporre le uova le tartarughe Caretta caretta, è piuttosto stretta e in estate quasi sempre sovraffollata. Gli otto chilometri di litorale, comunque, offrono una manciata di splendide calette rocciose: su tutte spicca Cala Junco, sulla punta sud, con mare strepitoso, che si raggiunge percorrendo un sentiero fra le rocce o in barca. E proprio la barca è il sistema migliore per ammirare gli angoli più belli e fare il bagno in calette inaccessibili o al largo. Un must è la gita che fa tappa all’isolotto di Lisca Bianca, con le fumarole sottomarine, e a quello di Basiluzzo (nel fondale si nasconde un rudere che probabilmente era una darsena di epoca romana), dalle coste scoscese come un iceberg, circondato da acque cristalline. Oggi disabitato, in passato sulla sua sommità pianeggiante pascolavano libere le greggi trasferite ogni estate dalle isole vicine. Altri scogli caratteristici sono le Formiche, un mucchio di pietre nere e levigate che emerge, a fior d’acqua, in prossimità degli scogli maggiori, e Dattilo, con le grotte scavate nella roccia dove nei secoli passati gli abitanti di Panarea attiravano sciami di api, utilizzandole come alveari.

ITINERARI PER SUB

Nei fondali delle Formiche (una vasta secca che scende fino a una trentina di metri) e dei vicini Cinque Panarelli, si immergono anche i sub. Una meta imperdibile per i subacquei è anche il relitto di Lisca Bianca, la carcassa di una nave inglese affondata in queste acque, che giace adagiata su un fondale fra i 30 e i 40 metri di profondità. Un altro itinerario sub molto apprezzato è quello nelle acque che circondano il grande scoglio di Petra Nave, che è la continuazione della costa dell’isola: nell’acqua cristallina si intravedono piccole secche formate da enormi massi accatastati, in cui si nascondono le cernie e le murene. Il gruppo di massi più rilevante, staccato dalla costa alcune decine di metri, ha il fondo a poco meno di 35 metri sotto il livello del mare e la sommità a quota 11 metri

TREKKING CON VISTA

Caldo permettendo, sull’isola si possono fare anche belle passeggiate a piedi. Da Drauto parte il sentiero che porta al piccolo promontorio di Punta Milazzese, con i resti di un villaggio preistorico risalente all’età del bronzo; dall’alto si può ammirare Cala Junco. Salendo da Drauto, e attraversando la contrada Castello, si raggiunge Timpone del Corvo, il punto più elevato dell’isola, a 411 metri: dall’alto, la vista spazia sul litorale e sugli scogli, con l'isola di Stromboli a fare da sfondo. Partendo da S. Pietro verso nord, invece, si giunge a Ditella e poi alla spiaggia della Calcara, con le sue caratteristiche fumarole. Vicino a S. Pietro, dietro Punta Peppe e Maria si trova una sorgente termale di acqua calda, che viene utilizzata dagli isolani per curare le forme reumatiche.

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