TPC in primo piano: La Spiaza

Elisa e Massimo da Panama

TPC in primo piano continua e come di consueto chi era sotto i riflettori la volta scorsa, Marco Drudi, cambia ruolo e diventa intervistatore.

Sotto il fuoco amico delle sue domande questa settimana c'è La Spiaza, Turista per Caso al quadrato. Si tratta infatti di una coppia, Elisa e Massimo, Guide per Caso di Panama e propositori e animatori dell'eco-forum Ecologia: a ognuno la sua parte. Marco ha approfittato dell'offerta prendi uno e... Intervisti due, prendendoli al volo mentre si preparano a partire per Panama. Sì, perché i nostri amici amano vivere in armonia con la natura e per farlo si sono trasferiti da Modena su una spiaggia a Panama, dove gestiscono un chiosco. Quindi ecco spiegata l'origine del nickname - "la spiaza" in emiliano significa appunto "la spiaggia" - ed ecco come si raccontano ai microfoni di Marco.

Marco Drudi: Turisti per Caso, quando la "prima volta"? Massimo: La "prima volta" non si scorda mai... sin dai tempi di Velisti per Caso invidiavo quei due ragazzi Syusy e Pat, io stavo organizzando il mio primo vero viaggio: il Messico. Poi l'entusiasmo della monella (Elisa), e le puntate dell'ennesimo viaggio di TPC hanno fatto il resto... Ely: A metà luglio di quest'anno, mentre cercavo in rete informazioni su Panama mi sono imbattuta nella scheda del paese di TPC e da lì ho cominciato a navigare assiduamente il sito. Poco dopo abbiamo scoperto la sezione "Racconti di viaggio" dove abbiamo letto con ingordigia i diari, prima di postare il nostro "romanzo a puntate".

MD: Cosa cercavi quando ti sei imbattuta in TPC e cos'hai realmente trovato? E & M: Stavamo cercando di farci un'idea di quanto Panama fosse conosciuta dai turisti e viaggiatori italiani e di che impressioni aveva avuto chi già ci era stato. Abbiamo trovato molto di più di quanto cercassimo: gli amici del Bla Bla che ci aiutano a passare in allegria le ultime giornate nel grigiore dell'ufficio, tanti forum interessanti e Guide per Caso davvero preparate, un modo per parlare del nostro progetto e sfogare anche un po' il nostro entusiasmo.

MD: Tra qualche giorno partirai per Panama: dubbi, incertezze, voglia di nuovo, adrenalina... Cosa passa nella testa in questi ultimi giorni? M: essendo titolare di una piccola azienda artigiana, i pensieri sono rivolti in maggior parte a "lei". L'adrenalina quella vera quella che ti fa rabbrividire lungo la schiena, si materializza davanti alla porta scorrevole dell'aeroporto... Pochi passi dentro e tutto svanisce. Dubbi riguardo la scelta di trasferirci in un paese cosi distante e diverso dal nostro? L'idea proprio non mi spaventa, anzi, so cosa lascio... Gli ultimi giorni sono sempre dedicati ad organizzare tutto al meglio, non trattandosi più solo di una vacanza, cerchiamo di non dimenticare documenti, cose da prendere, cose da fare... interviste da rilasciare (è la prima volta che mi si chiede un'intervista, ne sono lusingato *_*).

E: i dubbi e le incertezze a volte appaiono, un po' come un fantasma sbiadito, che viene subito risucchiato dal tornado di entusiasmo che mi vortica dentro. Come diceva Massimo... sappiamo ciò che lasciamo! E, avendo già passato qualche mese là, abbiamo un'idea di cosa ci aspetta... Non vedo l'ora di arrivare e rimboccarmi le maniche! Beh, c'è anche un bel po' di stanchezza sulle spalle, ma soprattutto... non arriva più 'sto benedetto 4 dicembre?!? MD: Nella tua pagina personale di Turistipercaso.It scrivi "Viajeros, no turistas": quali differenze fondamentali vedi nel 2007 tra questi 2 modi differenti di viaggiare? M: io, non me ne voglia nessuno, vedo il turista come un mix di tedesco con calzino bianco basso e giapponese con Nikon che fa migliaia di foto al secondo. Il viaggiatore è quello che va oltre, oltre il solito tour organizzato, che sì è curioso, ma spinto da una sana voglia di capire culture diverse dalla propria: solo cosi si avrà rispetto e non paura del "diverso"

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