Il nostro viaggio a Panama

Relax tra Panama City, San Blas, Las Lajas, Bocas del Toro e Santa Clara

  • di FEDECHI
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Dove andiamo in vacanza quest’anno? Siamo in quattro, io, il mio ragazzo, sua sorella e il marito… diverse idee... Panama, sì Panama! Dopo settimane passate a consultare vari siti wwww.visitpanama.com, www.panamaviaggi.com, quest’ultimo completamente in italiano, e dopo avere splulciato ben bene l’immancabile Lonely, (edizione 2011 Euro 25), ci facciamo una idea di massima sulle destinazioni da non perdere: Panama City, San Blas, Bocas del Toro. I giorni ci sono, la partenza con Iberia è il 25 febbraio, il rientro il 13 Marzo. Il prezzo del biglietto non proprio economico circa 900,00 euro, ma questo anche a causa nostra avendolo acquistato moto tardi + assicurazione siamo sui 1000,00 euro solo per partire… Pensiamo che il viaggio sarà impegnativo sotto questo punto di vista, ma alla fine capiremo che per vivere e spostarsi a Panama si spende il giusto.

Primo obiettivo trovare l’hotel a Panama City, l’arrivo è per le 17:50. Dopo molti preventivi decidiamo per il Costa Inn (costainn@cwpanama.net). La zona Casco Vejio (chiamata anche Casco Antiguo) si può facilmente raggiungere dall’albergo con i taxi (1 Euro a persona), in cinque minuti. Il Costa Inn ha un comodo servizio gratuito di transfer da e per l’aeroporto internazionale di Tocumen (transfer in taxi circa 25 Dollari). Unica raccomandazione alloggiare al quarto piano. Le camere del primo sono appena sufficienti, invece le altre garantiscono un buon rapporto qualità prezzo. Via e mail dall’Italia ci avevano chiesto 66 Dollari, ma il gestore la prima notte ci ha fatto lo sconto a 55 dollari a coppia. L’albergo ha anche una ottima colazione a buffet, un ristorante e una piccola “piscina” all’ultimo piano che può essere utile nei giorni caldi, e postazioni Internet (1 dollaro per 30 minuti). Prima sera, visita al Casco Antiguo, zona tranquilla e piena di locali. Cena al Diabolicos non proprio economica, 77 dollari in quattro.

Non è stato semplice trovare la sistemazione alle San Blas. Se non avete problemi nell’organizzare la vacanza sul posto potete fare tutto da Panama City, in Casco Antiguo si sono venditori indigeni Kuna a cui rivolgervi. Vista l’incertezza del tempo vi consiglio di fare così e di spostarvi dopo esservi accertati che per i giorni successivi è previsto bel tempo. Stessa raccomandazione vale per Bocas del Toro. Per andare alle San Blas, comarka gestita dal popolo indigeno Kuna, ci sono due possibilià o spostasi da Albrock (l’aeroporto nazionale con Air Panama) a El Pourvenir o Rio Sidra o andare con la jeep. Noi abbiamo optato per quest’ultima soluzione piu economica. Avevamo trovato il contatto di Erik Brown, (brwn2@hotmail.com) su un diario di viaggio, e con lui abbiamo organizzato il tutto. Il sito della sua agenzia è www.pecaritours.com, pecaritours@yahoo.com.

Domenica 26

Alle 5,30 del mattino di domenica 26 una jeep come concordato via e mail, ci è venuta a prendere al Costa Inn (l’abergo ci ha permesso di fare colazione in anticipo rispetto all’orario abituale). Le San Blas sono stata la parte più costosa del nostro viaggio, sicuramente la più bella, da non perdere. Avevamo condordato dall’Italia, tre notti il 26-27-28 Febbraio, cabanas con bagno privato, pasti, colazione, pranzo e cena, (bevande escluse) tours a dog Island, lemon Keys, e al villagio indigeno di Cartì per 330,00 dollari a persona, trasferimenti da Panama City, andata e ritorno compresi (unica ulteriore spesa sono state i 6 dollari pagati per entrare nella comarka). Portate dollari contanti, non ci sono cambi, nè bancomat. Il viaggio di circa 3 ore da Panama City è impegnativo sulla cordigliera, la strada è asfaltata, ma tutta piena di dislivelli e curve a gomito. Dopo momenti di smarrimento su una piccola lancia che inbarca acqua sul mare dei Caraibi e circa dieci minuti al termine dei quali siamo completamente fradici, arriviamo a Isla Aguja. Fantastico, una minuscola isoletta di circa 300 metri quadrati. Ci sistemiamo nella nostra cabanas di legno e tetto in paglia, due letti ed un tavolo direttamente sulla sabbia, a un paio di metri dal mare! Non c’è acqua calda e quella fredda è da usare con parsimonia. Sull’isola si trovano anche un paio strutture in legno un pò più grandi per ospitare i servizi igienici, la residenza dei Kuna di servzio, un piccolo deposito/officina, una area ristoro... Fa caldo, costume, sole, bagno. Il pranzo del primo giorno, non ci ha lasciati molto soddisfatti, così ci rivolgiamo a Kimi Browm, altro nostro contatto di Pecaritours per fare le nostre rimostranze. Iniziamo a conoscere i Kuna, gli indigeni non sono non sono molto socievoli. Alla sera rimaniamo sull’isola una ventina di persone, compresa la famiglia indigena che alloggia sull’isola con i tre bambini. Su suggeriemento di altri viaggiatori avevamo portato qualche bottiglia d’acqua, un paio di bottiglie di vino e da buon italiani una bottiglia d’olio comprato a Madrid e snack vari per vari spuntini

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