Israele, Palestina, Giordania

Ciao a tutti! Vogliamo condividere con voi il racconto del nostro meraviglioso viaggio in Israele, Palestina e Giordania che abbiamo fatto alla fine di luglio… Nonostante lo scoppio della guerra in Libano, decidiamo di partire per Gerusalemme il 28 luglio ...

  • di La Redazione
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Ciao a tutti! Vogliamo condividere con voi il racconto del nostro meraviglioso viaggio in Israele, Palestina e Giordania che abbiamo fatto alla fine di luglio... Nonostante lo scoppio della guerra in Libano, decidiamo di partire per Gerusalemme il 28 luglio (la scelta si è poi rivelata giusta: abbiamo dato i nostri dati e spostamenti al Consolato Italiano di Gerusalemme e durante il viaggio non abbiamo avuto problemi)... si arriva obbligatoriamente all’aeroporto di TelAviv e dopo estenuanti controlli si prosegue in taxi per Gerusalemme. Gerusalemme è una città meravigliosa, davvero affascinante, densa di storia ma anche piena di contraddizioni... Dato che siamo arrivati di venerdì, al tramonto andiamo al Muro Occidentale, meglio conosciuto come Muro del Pianto dove gli ebrei festeggiano lo Shabbat; a noi non è consentito entrare ma possiamo osservare da fuori la folla di fedeli.

Il giorno seguente visitiamo "La Torre di Davide", un museo vicino a Porta di Giaffa dove viene spiegata molto bene la storia di Gerusalemme. Il pomeriggio invece è consacrato quasi esclusivamente al mercato: ci siamo addentranti nel Suq e ci siamo immersi nei colori, negli odori del mercato arabo... Ma abbiamo anche visitato il Santo Sepolcro: quello che ci è colpito dei luoghi santi è la devozione dei pellegrini. Sono questi ultimi a conferire all’ambiente un’atmosfera intensa. Il 30 luglio andiamo a visitare il Muro del Pianto. Si entra uomini e donne separatamente: bisogna avere la testa coperta, meglio anche le spalle. Poi andiamo a visitare il quartiere ebraico. E’ la parte della città tenuta meglio, c`e` un abisso fra le condizioni della zona ebraica e gli altri quartieri - arabo, cristiano, armeno. Il quartiere ebraico è molto grazioso, gli edifici, molto ben tenuti, sono tutti molto antichi, di pietra bianca. Il mercato è molto ordinato, all’occidentale. Adiacente al mercato ebraico vi è quello arabo: passare da uno all’altro sarebbe come fare un salto dall’Europa al Medio Oriente. Decidiamo di rimanere nel quartiere ebraico e ci dirigiamo verso la casa dove si svolse l’Ultima Cena. Oggi viene gestita dagli israeliani che vi consentono l’accesso a tutti, ma è pur sempre proibita ogni forma di culto Nel pomeriggio ci dirigiamo verso la parte ovest della città, quella israeliana di nome e di fatto. C’è un lungo percorso pedonale in cui ci imbattiamo in chitarristi improvvisati, gruppi di giovani, soldati e soldatesse in congedo, sempre armati di tutto punto, coloni armati di mitra nell’indifferenza generale (non nella nostra però!). Che pentolone di contraddizioni questa città, dove le differenze convivono in pace - solo in apparenza! Il 31 è una giornata consacrata al turismo, ma non solo. Al mattino usciamo dall’ostello (il “Petra Hostel” a Porta di Jaffa; oltre alle stanze, è possibile dormire sul tetto...Esperienza da provare!) per recarci dal nostro fornitore ufficiale di falafel e spremuta d’arancia - questa è la nostra colazione tipo qui - ma il suo gazebo è chiuso. Ci guardiamo intorno e tutti i negozi sono chiusi. Ci voltiamo e diamo un’occhiata all’ingresso del quartiere arabo, dato che il Petra Hostel si trova due metri all’interno del Suq: è deserto. Ci dicono che c’è uno sciopero: "Oggi scioperiamo per via dei fatti di Cana". Infatti il giorno prima c`e` stata la strage a Cana e gli arabi di Gerusalemme si sono mobilitati. A Porta Damasco c’è l’entrata principale del Suq: anche questa è deserta, salvo qualche donna, probabilmente venuta da fuori Gerusalemme, che vende foglie di menta o frutta. Entriamo nel Suq: si respira un’atmosfera surreale, le stesse strade che nei giorni precedenti erano caotiche e rumorose ora sono deserte, silenziose, inodori, statiche. Decidiamo di visitare il museo archeologico delle mura del Tempio, adiacente al Muro del Pianto, ai piedi della Spianata. La Spianata delle Moschee si trova su una collina, un tempo lì si trovava il tempio di Re Salomone. Intorno alla collina fu eretto un muro di sostegno, per paura che il peso del tempio potesse farla franare. E’ questo il Muro del Pianto dove oggi si recano a pregare gli ebrei. Terminata la visita del museo archeologico ci rechiamo sulla Spianata. Questo è uno dei luoghi più contesi dalle tre grandi religioni monoteiste. Un tempo su questa collina si ergeva il tempio di Re Salomone, abbattuto dai Romani. E’ su questa collina che si dice che Abramo portò Isacco per sacrificarlo a Dio. La roccia su cui si sarebbe dovuto consumare il sacrificio è importante anche per i musulmani, infatti è da lì che, secondo la tradizione, Maometto ascese al cielo. Sulla Spianata si trova anche la moschea di Al-Aqsa, terzo luogo santo per i musulmani dopo la Mecca e Medina

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