Itinerario arabo normanno tra Palermo e Cefalù

Un ponte tra architetture, culture e religioni diverse

  • di ligivolu
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Spesa: Fino a 500 euro
 

Quando si dice il caso… Nel 2015 il Comitato del Patrimonio Mondiale dell'Unesco ha dichiarato l'itinerario Arabo Normanno "Patrimonio Mondiale dell’Umanità". Si tratta di un itinerario che permette di visitare Cefalù, Palermo e Monreale in un’ottica diversa. Da due anni penso di recarmi a Palermo per fare questo itinerario, qualche giorno fa alcuni amici tedeschi mi hanno chiesto informazioni in proposito e pochi giorni dopo Toti - un amico e giornalista siciliano doc, esperto di turismo - mi chiama per invitarmi a vedere il "Festino di Santa Rosalia" del 14 luglio da Palazzo Asmundo, proprio davanti alla cattedrale di Palermo, uno dei simboli dell’itinerario Unesco. Toti è un grande oratore, mi spiega che Il festino di Santa Rosalia è una festa popolare molto sentita a Palermo, si ripete da 393 anni e coinvolge tutta la città… Sarebbe un vero peccato non approfittarne per vedere la città in un modo diverso e unico! Inoltre ha previsto di farmi fare un tour in alcuni altri luoghi del famoso itinerario arabo normanno... Le coincidenze sono troppe, così decido di partire.

Il 13 luglio, giorno feriale, atterro a Palermo nel primo pomeriggio collegandomi al sito dell’aeroporto (gesap.it) scopro che ancora dopo due anni dalla mia ultima visita in Sicilia i lavori della linea ferroviaria che collega aeroporto e centro città non sono completati, in compenso l’aeroporto ha finito la sua ristrutturazione ed è ben organizzato con un servizio bus veloce ed economico. Il desk d’acquisto biglietti del bus è proprio adiacente agli arrivi ed è facilmente identificabile, in 40 minuti sono alla Stazione Centrale di Palermo e posso prendere il treno per Cefalù. Il treno regionale è confortevole con aria condizionata e prese elettrica per ricaricare il cellulare, posso rilassarmi e osservare la gente che frequenta questa tratta… è eterogenea, c’è chi ha finito il turno di lavoro e torna a casa, chi invece con ombrelloni e frigo portatile va al mare, praticamente nessun turista. La mia vicina, forse un po’ stupita di vedere un turista sul treno regionale che collega Palermo a Sant’Agata, mi chiede dove sto andando. Le spiego che la mia meta è la cattedrale di Cefalù e dai sedili dietro una voce consiglia di fermarmi a Cefalù per vedere il tramonto… inizia così una conversazione di gruppo sui luoghi della costa siciliana da non perdere!

Cefalù

In poco meno di 50 minuti arrivo a destinazione, mi alzo e ci salutiamo come se fossimo un gruppo di amici di vecchia data. Dalla stazione, attraversando l’antico borgo medievale si raggiunge la cattedrale in 10 minuti a piedi. La cattedrale di Cefalù è imponente, leggenda narra che fu edificata da Ruggero II perché scampò ad una tempesta… in realtà la sua struttura con due torre laterali ricorda una fortezza. Dentro l’impatto è straordinario, la navata centrale è semplice, ma con un bel gioco di colori della pietra calcarea. In fondo sopra l’altare i famosi mosaici bizantini in oro. La Cattedrale è molto grande, ci sono diverse persone che la stanno visitando, ma nello stesso tempo è silenziosa e coinvolgente.

Mi siedo e inizio a riflettere: questa mattina ero a casa mia a Milano poi a Roma per una riunione e ora sono in un luogo incantevole e silenzioso… mi viene in mente una frase di Sdami Vivekananda: "Siedi ai bordi dell’aurora e per te si leverà il sole, siedi ai bordi della notte e per te si libereranno le stelle, siedi ai bordi del torrente e per te canterà l’usignolo, siediti ai bordi del silenzio… Dio ti parlerà". Questa frase mi fa tornare alla mente un passo del libro di Padre Moretti che ho letto recentemente, dove sostiene che contemplare è vedere con gli occhi di Dio. Per esprimere il concetto racconta questa storia: «Un uomo molto attivo arriva in un monastero e pone al monaco che lo accompagna una domanda: Cosa impari dalla tua vita di silenzio e contemplazione? Il monaco intento ad attingere acqua dal pozzo fa cadere velocemente il secchio e chiede a sua volta al visitatore: Guarda giù e dimmi, cosa vedi? L’uomo guarda giù e ammette di non vedere nulla. Poco dopo quando l’acqua torna tranquilla il monaco chiede di nuovo al visitatore di guardare nel pozzo. L’uomo guarda e questa volta vede sé stesso riflesso nell’acqua. Quando l’acqua è mossa non si vede nulla, ma quando è calma riesci a vedere te stesso. Questa è l’esperienza del silenzio: riuscire a vedere sé stessi!»

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