Weekend di primavera a Palermo

Tra i mercati, i monumenti e il buon cibo del capoluogo siciliano

  • di pandemonia57
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

La particolarità dell'ex-chiesa è che non ha il soffitto, sì è completamente scoperchiata, tranne l'abside. E' stata ristrutturata e trasformata in un centro culturale per mostre e concerti. Ci dirigiamo verso il mare e giriamo a piazza Marina, al centro il giardino Garibaldi con imponenti ficus magnolides che nel tempo hanno raggiunto dimensioni enormi, impressionanti e notevoli le radici di questi alberi. Ci sono bancarelle di antiquariato e oggetti artigianali tutt'attorno. Non vi sò dire se ci sono sempre, noi comunque le abbiamo trovate sia il venerdì che il sabato. Andiamo a visitare il Museo Internazionale delle Marionette, a mio parere e gusto: imperdibile, straordinario, per grandi e piccini. La mia amica mi ha accompagnato un pò restia ma anche lei é rimasta molto soddisfatta della visita. Non troverete solo i pupi siciliani ma marionette e burattini tradizionali del nord d'Italia e di altri paesi europei, marionette create da famosi artisti contemporanei: Enrico Baj, Renato Guttuso. Ombre greche e turche, marionette del Mali, della Birmania, giavanesi. Le più stupefacenti: le marionette acquatiche del Vietnam. Ci concediamo un aperitivo in p.za della Rivoluzione , prima di andare a cena in un ottimo ristorante su via V. Emanuele, già prenotato in mattinata.

26/03

In mattinata visitiamo la Martorana, conosciuta così ma il nome esatto sarebbe chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, decorata con stucchi e smalti. Tante foto: al pavimento ad intarsi, ai mosaici, non ho osato per il tabernacolo in lapislazzuli.

Usciamo e ci dirigiamo, come il giorno prima, in p.za Marina. Qualche acquisto alle bancarelle e poi visitiamo, comprando un biglietto cumulativo e pertanto scontato, Palazzo Abatellis e Palazzo Mirto. Ce ne sono di palazzi da vedere in questa città, noi abbiamo dato priorità a questi due. Palzzo Abatellis é di proprietà della Regione, restaurato meravigliosamente da Carlo Scarpa. E' sede della Galleria d'Arte Antica e Moderna. Le opere più conosciute: il quadro "L'Annunziata" di A. da Messina, l'affresco medioevale "Il Trionfo della Morte", ma anche tante belle madonne: dipinti e sculture, tutte ritratte nell'atto di allattare. Non c'é né un bookshop, neé una caffetteria, ma solo un distributore automatico di bevande. Chiedete se avete sete perché il distributore è ben nascosto. Palazzo Mirto: ci tenevo a vedere almeno una dimora palermitana nobiliare e questo palazzo ne è un bell'esempio. Salone finemente arredati, una stanza si affaccia su una terrazzina in cui troneggia una scenografica fontana rococò: una bellezza! Pranziamo in un ristorante che si affaccia su p.za Marina, c'è vento ed è in ombra, ma sono gentili e ci allestiscono rapidamente un tavolo all'interno. Ci siamo rese conto solo la sera prima che tantissimi posti (monumenti, Orto Botanico) sono chiusi la domenica pomeriggio, ma ci salvano le giornate del FAI.

Ci sono due cose da vedere alla Vucciria e ci andiamo. Una chiesa sconsacrata, S. Eulalia, credo dove ora c'è la sede dell'Istituto Cervantes. Anche qui bambini delle scuole elementari. All'interno una bella mostra su Don Quisciote. E poi, a pochi passi, il rudere della chiesa di S. Eligio, diventata anche discarica, ora c'è un progetto di rinascita per salvare quel poco di salvabile.

Usciamo dalla Vucciria e andiamo all'Oratorio di San Lorenzo, il capolavoro del Serpotta. È l'unico posto visitato dove è vietato scattare foto.. Compriamo in via Alloro dei souvenir... alimentari. Torniamo al b & b per riposarci un po'. A cena all'Osteria Mangia e Bevi: delusione! Troppo turistica per i nostri gusti e poi qui abbiamo trovato porzioni nordiche non quelle perfino troppo abbondanti del sud. Ultime foto notturne in piazza Pretoria ecc. e a nanna

27/03

Si parte, giusto il tempo di fare con calma la colazione, di salutare la ragazza del b&b, uscire e aspettare il taxi condiviso. Andando verso l'aeroporto, questa volta vedo all'incrocio con l'uscita di Capaci, il monumento commemorativo a coloro che perirono nella strage di Capaci. Emozione. E mi chiedo perché non sono venuta prima a visitare questa bella città: ricca di cultura, dove si mangia e si beve bene, con buoni prezzi.

Non abbiamo visto tutto, ma ciò che ho visto l'ho amato, mi è piaciuto. Ritornerò a Palermo e in Sicilia per vedere e conoscere altri posti.

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