Weekend di primavera a Palermo

Tra i mercati, i monumenti e il buon cibo del capoluogo siciliano

  • di pandemonia57
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

24 marzo

Da tempo desideravo visitare Palermo e finalmente ci sono riuscita. Partenza con volo Ryanair dall'aereoporto di Treviso, dato che la mia amica con cui ho trascorso questo piacevole week-end, abita a Marghera. Volo pieno (sembra che sia sempre pieno) e arrivate con un leggero ritardo di 15 minuti. All'arrivo abbiamo preso un pulmino condiviso con altri passeggeri. Ne è valsa la pena, ci ha portate all'inizio della via dove si trovava il b&b prenotato. Il tempo di lasciare le valigie, essere istruite dal titolare del B & B circa le chiavi, la 1a colazione, i luoghi da visitare vicini e qualche indicazione sui ristoranti, e usciamo impazienti di vedere e conoscere la città. Del resto il b&b è situato a neanche 200 mt da via Roma, comodissimo per visitare il centro storico che é molto raccolto, abbiamo girato sempre a piedi. Ci siamo trovate benissimo in questa struttura, palazzo Corvino, sia per la sua posizione centrale, sia per l'accoglienza e la disponibilità del titolare, un ragazzo giovanissimo, e della sua dipendente, simpaticissima, disponibile, cortese. Prima colazione: dolce e salata. I dolci, ogni giorno diversi. La mia amica ha urgenza di fare uno spuntino e ci imbattiamo quasi subito: all'Antica Focacceria S. Francesco, dove imperano i fritti palermitani: panelle, cazzilli. Rifocillata, si prosegue o meglio si inizia la visita. A neanche un'ora dal mio arrivo a Palermo compro la mia prima coppola, in un negozietto strapieno di coppole in via Paternostro, dove ci sono tanti negozietti artigianali. Sfociamo sulla lunga via V. Emanuele e ci dirigiamo verso Piazza Pretoria, con la famosa fontana, detta della Vergogna, per la nudità delle figure. In questa piazza c'è anche il Municipio. Lì vicino in p.za Bellini 3, arriviamo appena in tempo per visitare la chiesa di San Cataldo, con le sue tre cupole rosse. L'interno è privo di decorazioni eppure è molto bella nella sua purezza e semplicità, non per nulla è una di quelle chiese da non perdere. Purtroppo l'adiacente chiesa Martorana è già chiusa (la visiteremo il 26/3). Arriviamo alla cattedrale. Io mi attardo a fare foto alla bella statua nello spiazzo antistante la cattedrale. Si può fare una passeggiata sulle mura della cattedrale, forse alla prossima visita. Scendiamo, percorrendo via V. Emanuele ai 4 Canti. Questa piazza è il salotto buono di Palermo, a pianta circolare, costituita dalle facciate concave di 4 palazzi (da cui il nome). Sarebbe ancora più bella se fosse ripulita. Notiamo sull'angolo sinistro il bistrò Bisso che riporta l'insegna dell'antica libreria che c'era in precedenza: libreria Dante. Ci fermiamo per un aperitivo, chiacchierando. Il posto si comincia a riempire di gente per la gente, turisti come noi, perché i palermitani cenano più tardi. Se andate il week-end vi consiglio di prenotare 20.00-20.30, dovreste trovare facilmente, dalle 21.00, i palermitani. Abbiamo cenato bene, spendendo poco. Solo dopo esserci state abbiamo scoperto che il titolare di questo bistrò: il sig. Bisso appunto ha avuto per anni un ristorante alla Vucciria dove ha subito di tutto perché non pagava il pizzo. Stanco dei vari soprusi ha lasciato la Vucciria e ha aperto questo posto: un motivo in più per andarci.

25: marzo

Dopo una bella colazione si parte verso il mercato Ballarò. Adoro i mercati e almeno uno a Palermo va visto e se avete poco tempo Ballarò da vedere. La Vucciria ha perso nel tempo il suo smalto e non è più come è stata rappresentata nel famoso quadro di Guttuso. Per me che abito al nord i prezzi visti al mercato erano bassissimi. Chiesa di San Giovanni degli Eremiti: è la prima giornata del week-end Fai e ci fanno da guida delle ragazze delle scuole medie. La Chiesa ha una chiara impronta orientale , con le caratteristiche cupole rosse semisferiche e arabeggianti. L'accesso avviene attraverso un giardino di agrumi. Proseguiamo verso l'Oratorio di San Mercurio e qui sono i bambini delle scuole elementari che ci fanno da guida: bravi, deliziosi. Opera giovanile di Giacomo Serpotta, ricco di putti che si arrampicano sulle finestre, arricchito dallo splendido, anche se parziale, pavimento maiolicato. Un grande il Serpotta. E via verso la Cappella Palatina. Ingresso costa € 12,00 ma ne vale la pena. E' uno dei gioielli dell'arte arabo-normanna. Le pareti sono rivestite di mosaici dorati che raffigurano scene della Bibbia. Alzate gli occhi perché il soffitto in legno della navata centrale é un capolavoro dell'arte musulmana. Alcuni dicono che la Cappella Palatina è un duomo di Monreale... in piccolo. Sempre a piedi arriviamo in p.za G. Verdi dove c'è il teatro Massimo, uno dei più grandi teatri d'Europa. Ingresso € 8,00, ma ben € 20,00 per salire sulla terrazza del tetto con guida. Rinunciamo anche se mi sarebbe piaciuto. Pranziamo in una trattoria in una delle viuzze che si affacciano sulla piazza. Dopo esserci rifocillate proseguiamo verso piazza della Magione: immensa e piena di verde. Non visitiamo l'omonima chiesa e ci dirigiamo alla ex chiesa di Santa Maria dello Spasimo, siamo nel cuore del quartiere La Kalsa, dove sono nati Borsellino e Falcone

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