Paesi Baschi, terre di confine

A zonzo per mare e monti, città e contado... tra Francia e Spagna

  • di eva noric
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Dopo una lunga riflessione e numerose ricerche, il mio compagno ed io abbiamo deciso concederci una breve vacanza in auto in un angolo d'Europa tra i più antichi e forse meno conosciuti, in una terra ancora orgogliosa della sue tradizioni e della sua lingua millenarie. Partiamo alla volta dei Paesi Baschi!

Dal momento che il nostro punto di partenza è Nizza, e che l’idea di guidare otto ore non stop non ci sorride, abbiamo spezzato il viaggio e fatto una prima tappa nei pressi della bella Carcassonne. L’indomani mattina, di buon’ora eccoci sull’autostrada diretti verso l’oceano Atlantico.

BIARRITZ

Arrivati a Biarritz, la città che abbiamo scelto come campo-base, il cielo è piuttosto grigio e qualche goccia di pioggia inizia a cadere. Tutto sommato ce l'aspettavamo: i Paesi Baschi hanno un clima di tipo oceanico, ossia può piovere molto e molto spesso.

L’appartamento, che avevamo prenotato con largo anticipo sul sito Airbnb, dista circa tre chilometri dal centro, e nonostante sia già mezzogiorno passato e la fame inizi a farsi sentire, decidiamo di posare prima armi e bagagli e poi cercare un posto per pranzare. La proprietaria dell’appartamento, gentilissima e molto disponibile, ci dà una piantina della città e ci indica un posto in cui, se si è molto fortunati, si può parcheggiare gratuitamente a soli 15 minuti a piedi dal centro. Muniti del fedele GPS ci dirigiamo al Centre de Finances Publiques, et voilà, troviamo un parcheggio dopo pochi minuti.

Strada facendo ci fermiamo a mangiare in un ristorantino il cui nome è tutto un programma: “A la Bonne Franquette” che significa grosso modo “Alla buona”. Mangiamo benissimo spendendo poco.

Con la pancia piena e le idee più chiare, ci avviamo in direzione Grande Plage. Da qui parte una bella passeggiata che corre parallela alla baia. La pioggia segna una battuta d’arresto, qualche timido raggio di sole fa capolino fra le nubi, così ne approfittiamo per scattare qualche foto dalla rotonda del Casino Bellevue. Il faro che scorgiamo in lontananza ci incuriosisce... detto fatto: eccoci sul sentiero (rigorosamente in salita) che in meno di 15 minuti vi ci porta. Arriviamo così ai piedi del faro di Biarritz, il quale, come recita la guida, fu costruito nel 1834 e misura 44 metri. Volendo, dall’alto dei suoi 248 gradini si può ammirare il panorama della costa,ma dato che le nuvole iniziano ad addensarsi, decidiamo di rimandare l’esperienza.

Per tornare in centro percorriamo, questa volta in discesa, l’Avenue de l’Impératrice, che ospita le più belle ville della città, la maggior parte delle quali mescolano diversi stili architettonici in un tripudio di fantasia e creatività. La più famosa è villa de la Roche-Ronde che si trova al numero 15 ed è in stile neogotico. Dopo aver superato la chiesa ortodossa, testimone della presenza di villeggianti russi nella seconda metà del 19esimo secolo, ci ritroviamo di nuovo al punto di partenza davanti al Casinò. Sempre seguendo il lungomare, questa volta in direzione opposta, arriviamo al porticciolo dei pescatori, molto colorato e pittoresco, il quale, nonostante l’alta stagione sia ancora lontana, pullula di turisti di tutte le nazionalità , e di ristorantini dai quali emana un profumino delizioso…

In pochi minuti raggiungiamo il Museo del Mare e l’Acquario ma siccome il tempo a disposizione non è molto decidiamo di riservarne la visita in caso di maltempo nei giorni successivi. Proprio da qui davanti parte la passerella che conduce all’isolotto chiamato le Rocher de la Vierge che deve il suo nome alla statua della vergine, eretta sul punto più alto dello scoglio. Per me questo è il luogo più caratteristico di Biarritz, dal quale si può godere lo spettacolo delle onde dell’oceano che si infrangono sugli scogli e respirare a pieni polmoni l’aria salmastra.

Scattate le fotografie di rito, e comprato un bel quadretto dipinto da un simpatico vecchietto che aveva piazzato il suo cavalletto proprio sulla passerella, continuiamo il nostro percorso sul lungomare fino ad arrivare alla plage de la Côte des Basques, una lunghissima spiaggia di sabbia fine, molto quotata dai surfisti della regione. Ed eccoli là, un po’ al largo ad aspettare l’onda propizia e ad offrirci qualche momento di adrenalina con le loro figure di stile. In lontananza si vede la costa spagnola che ci attende nei prossimi giorni. Terminiamo questa prima giornata con una sosta nell’elegantissima sala da tè e pasticceria Miremont sulla place Clemenceau , dove ci viene servita una cioccolata calda deliziosa

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