Un paesaggio agricolo fiorito di peonie!

Si trova vicino al celebre parco dei mostri di Bomarzo

 

Tra le pendici nord-orientali dei Monti Cimini e la valle del Tevere sorgono due piccoli comuni dell’Alta Tuscia, Vitorchiano e Bomarzo. Noto soprattutto per gli antichi borghi medievali, il loro territorio rivela invece differenti attrazioni dal punto di vista ambientale e culturale ai Più sconosciuti. Decidiamo così di raggiungere Vitorchiano approfittando di un mite week end primaverile e diamo inizio alla nostra visita partendo dal Centro Botanico Moutan. Il Centro raccoglie in circa quindici ettari la più vasta collezione al mondo di peonie arboree ed erbacee cinesi ed è proprio qui che nel periodo primaverile, tra Aprile e Maggio per la precisione, è possibile assistere a uno spettacolo naturale nel suo genere unico al mondo. Non possiamo certo perdere l’opportunità che il breve periodo della fioritura offre al visitatore per gustarci con gli occhi e con la mente un emozionante paesaggio di colori, profumi e splendore. La Peonia, che nella simbologia cinese rappresenta la primavera, è tutt’oggi considerata la regina dei fiori e fin dall’antichità era apprezzata per le sue virtù officinali e terapeutiche. Sembra infatti che veniva impiegata dalla medicina popolare per il suo effetto antispasmodico e antidolorifico e non a caso Plinio Il Vecchio nel suo “Naturalis Historia” ne parla come la pianta del dio Peone, il medico degli dei. Il centro botanico nasce proprio dalla volontà di riunire in un unico luogo tutte le specie di peonie cinesi e ne promuove la conoscenza organizzando delle visite guidate al suo interno. Accompagnati quindi da un esperto possiamo ammirare le numerose varietà botaniche, scoprire curiosi aneddoti e capire come è avvenuto il loro perfetto adattamento all’ambiente mediterraneo. Passeggiando in questo angolo d’Oriente della Tuscia sembra quasi di percepire il grande amore e l’accurata tenacia con cui nel corso dei secoli è stato possibile selezionare le cultivar attuali. Alla fine della visita la guida ci mostra un’area del centro adibita alla ristorazione e al relax. Qui il visitatore può usufruire di un garden restaurant dove è possibile assaporare diversi piatti locali, scegliere di sottoporsi ad un massaggio antistress e acquistare prodotti cosmetici ottenuti dai fitoestratti di peonia. Scegliamo di pranzare nel ristorante del parco per godere ancora un po’ dell’incantevole panorama che ci circonda. Prima di ripartire acquistiamo nel vivaio alcune delle varietà che più ci hanno affascinato e così ci portiamo a casa un piccolo spicchio di questo meraviglioso paesaggio.

Ci dirigiamo verso il centro di Vitorchiano. Il piccolo borgo medievale sorge su una rupe di peperino a strapiombo sul fiume Vezza e il torrente Acqua Fredda. Prima di entrare le mura ci soffermiamo a visitare la Chiesa di S. Nicola, il cui interno custodisce una serie di affreschi di epoca diversa, il più antico dei quali rappresenta proprio la Madonna di San Nicola. Entriamo poi da Porta Romana nel pittoresco centro storico, dove è possibile ancora passeggiare in tranquillità, lontani dal clamore della massa e il rumore del traffico. Camminando verso la piazzetta principale si incontra dapprima la Chiesa di Sant’Amanzio, poi il Palazzo Comunale e infine la Chiesa di Santa Maria Assunta. Ormai il sole sta tramontando e ancora una volta questo territorio ci regala un paesaggio insolito: il riflesso rosaceo della luce sul peperino sembra convertire come per magia la grigia roccia lavica in uno dei più pregiati marmi. Ci affrettiamo nella ricerca di un posto dove mangiare. Troviamo un caratteristico locale nascosto tra le strette viuzze del paese e finalmente possiamo deliziarci il palato con i tipici Cavatelli alla Vitorchianese, un tipo di pasta molto semplice preparata con acqua e farina e condita con sugo al finocchio selvatico, aglio e peperoncino. Concludiamo la giornata in un B&B appena fuori il paese a contatto con la natura

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