Padova da scoprire

Andare oltre i luoghi del turismo di massa

  • di Davidoof
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Dovevamo già andare lo scorso anno a Padova, era già tutto organizzato, avevamo anche già prenotato l'albergo, poi purtroppo l'influenza ci ha costretti a casa. Il primo week-end dopo Pasqua ci è sembrato quello giusto per tentare di ri-organizzare la visita nella città di Sant'Antonio. Armati di Padova Card (indispensabile per visitare i principali monumenti cittadini e per prenotare la visita alla Cappella degli Scrovegni) e con l'indirizzo dell'Hotel prenotato tramite Booking in tasca, partiamo verso le 9 e alle 11 siamo già al parcheggio di Piazza Rabin (dietro Prato della Valle) gratuito per i possessori della Padova Card. Essendo brutto tempo evitiamo (per oggi) di fermarci in Prato della Valle (una delle più grandi piazze d'Europa) per le foto di rito. Percorrendo via Belludi giungiamo alla stra-famosa Basilica di Sant'Antonio (o più semplicemente Basilica del Santo), patrono della città. L'esterno colpisce per la sua bellezza e per l'ottima conservazione, all'interno fa riflettere la folla di pellegrini in coda per pregare davanti alla tomba del Santo. Intensa è la luce che sembra sprigionarsi dalla Cappella del Santissimo, da vedere anche la Cappella delle Reliquie dove è conservata la Sacra lingua di Sant'Antonio. Terminata la visita della Basilica finalmente qualche raggio di sole sembra farsi spazio tra le nuvole. In attesa di un ulteriore miglioramento meteo ci fermiamo prima alla Pasticceria del Santo (lungo la via omonima) dove acquistiamo un Cannolo Siciliano ed un dolcetto di Sant'Antonio (entrambi si riveleranno gustosissimi) poi ci mettiamo in coda Dalla Zita dove, molti dicono, si mangiano i migliori panini della città. L'indirizzo l'avevamo preso da Tripadvisor e dobbiamo dire che non ce ne siamo assolutamente pentiti, tanto ripieno e prezzi “giusti”.

Il sole non sembra voler illuminare la nostra giornata così decidiamo di sfruttare la nostra Padova Card per visitare il Museo del Risorgimento (ingresso nei pressi dell'Ufficio Turistico) e il bellissimo salone del Palazzo della Ragione che domina le Piazza delle Erbe e della Frutta. Nonostante la mancanza del soffitto originario (un cielo azzurro ricoperto da 7000 stelle) andato perduto a metà del '700 a causa di un violento ciclone, la grande sala colpisce per i cicli pittorici che decorano l'intera superficie delle pareti e, soprattutto, per il cavallo ligneo (copia rinascimentale di quello del Gattamelata di Donatello) visibile all'occhio solo dopo averlo abituato alla luce soffusa dell'interno. Si sta facendo sera ed alle 18,15 (si entra ogni 15 minuti a gruppi di massimo 25 persone) abbiamo la prenotazione per visitare la Cappella degli Scrovegni. Se arrivate in anticipo vale la pena fare un giretto anche al Museo Archeologico (qui si trovano numerosi reperti egizi, etruschi e di età romana) e alla sovrastante Pinacoteca dove le più grandi attrazione sono alcune sculture del Canova ed un bel Crocifisso di Giotto. Alle 18,15 in punto veniamo condotti nell'anticamera della Cappella dove un filmato ci illustra il significato dei cicli pittorici presenti all'interno e com'è avvenuto il restauro delle opere danneggiate dagli agenti atmosferici. Dopo questa breve infarinatura (circa 12 minuti) siamo pronti per “affrontare” la Cappella di Giotto. L'unica cosa che posso dire è che credo sia impossibile, anche per chi non s'intende d'arte e pittura, non rimanere colpiti dalla magnificenza e della perfezione dei dettagli che l'autore ha saputo dare a questa straordinaria opera. Grazie al tram (comodo e veloce, utilizzo gratuito con la Padova Card) torniamo a Prato della Valle da dove con pochi passi giungiamo a Piazza Rabin. Dopo aver ottenuto dal gestore l'autorizzazione all'uscita (senza pagare il ticket) guidiamo per circa 5 km per raggiungere il B&B prenotato da casa

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