Nel Paese dell’incenso

Viaggio individuale alla scoperta dell’Oman: un antico sultanato dove coesistono modernità, ricchezza e tradizione

  • di Andrea Bonfitto
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

È una terra molto ricca, dove però la tradizione ha preso il sopravvento: pur essendo comunque sulla Penisola Arabica, non troverete la selva di grattacieli che caratterizzano lo skyline di città come Dubai o Doha. Vige invece un sistema di leggi a tutela della tradizione: le case nella capitale sono basse, bianche, e realizzate seguendo lo stile locale! Questo Paese, inoltre, ha trovato un suo equilibrio politico, che gli permette di intrattenere rapporti pacifici con tutti i suoi vicini, Iran incluso, e vi si professa l’islam ibadita, che di fatto lo rende terra neutrale nel conflitto tra il mondo sunnita e quello sciita. Nel Sud del Paese, nella terra chiamata Dhofar, cresce inoltre la Boswellia Sacra, dalla quale si ricava l’incenso. È proprio questa fragranza che mi accompagnerà durante l’intero viaggio: incensieri bruciano un po’ ovunque nei suq, nei negozietti, nelle hall degli alberghi, all’entrata dei ristoranti, inebriando l’ospite, magari accompagnandolo con le note dell’oud, lo strumento a corda tradizionale. Benvenuti in Oman!

Il mio viaggio incomincia, come sempre, vari mesi prima, quando, una volta decise le date e trovato il biglietto aereo più conveniente (nel mio caso ho viaggiato con la Qatar Airways), ci si incomincia a documentare e si decide quali mete raggiungere. Avendo una sola settimana a disposizione, e trattandosi del periodo invernale (il Dhofar, del quale accennavo precedentemente, va visitato in estate, per via del kharif, la pioggia monsonica che lo trasforma in una stupenda terra verdeggiante), decido, come primo viaggio in questa terra, di visitare il Nord del Paese, evitando però il Musandam, ovvero la penisola exclave situata all’estremo nord e circondata dal mare e dal territorio degli Emirati Arabi, per la quale vale fermarsi invece più a lungo, magari in occasione di un mio futuro secondo viaggio in zona, per via dei bellissimi fiordi che ne caratterizzano il paesaggio costiero.

Individuo quindi nel Nord tre punti attorno ai quali sviluppare il mio itinerario: Mascate (o, in inglese, Muscat), ovvero la capitale attuale, Nizwa, che rappresenta la capitale culturale e storica, e Sur, che è invece il porto e centro più importante della regione orientale. Con l’aiuto di Couchsurfing, trovo quindi in queste tre località le persone adatte, alle quali affidarmi, per poter organizzare il mio viaggio nel dettaglio.

Arrivo nel pieno della notte a Mascate. In aeroporto mi colpisce subito la folla di asiatici seduti a terra, credo ad aspettare il visto o l’ok da parte dei funzionari doganali, per poter entrare nel Paese. Avendo comprato un’assicurazione di viaggio e il visto online, posso invece andare direttamente allo sportello dell’immigrazione, ed ottenere il mio timbro di ingresso in Oman nel giro di pochi minuti. L’effige del Sultano, molto amato dai suoi sudditi, è onnipresente: sulle banconote ma anche affisso alle pareti e per le strade.

Mi viene a prendere Shahbaz, couchsurfer pakistano ed impiegato, che arrotonda il proprio stipendio mettendosi al servizio dei viaggiatori, col quale ho fissato un prezzo di 60 rial omaniti per il trasferimento aeroportuale all’arrivo e per un’intera giornata a mia disposizione durante la visita della Capitale. Data l’ora di arrivo e la stanchezza, ho prenotato la mia prima notte in Oman presso uno dei tantissimi appartamenti a disposizione dei turisti nei dintorni dell’aeroporto, zona ben servita da negozi e ristoranti, scelta ben azzeccata, visto che, a causa anche del fuso orario (3 ore in più rispetto all’Italia), mi metto a letto praticamente alle 5 di mattina. La prima giornata, quindi, mi servirà per riposare ed ambientarmi, gironzolando nel quartiere che mi ospita, non lontano dal Wave Muscat, il porto turistico nella zona di Seeb. Mi colpiscono le casette dai colori chiari, in stile decisamente tradizionale, seppur di nuova costruzione, la pulizia per le strade e la vegetazione: Mascate è attraversata dal Tropico del Cancro, quindi zona tropicale più che desertica

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