Oman: magia d’Oriente

Viaggio alla scoperta della natura e dell'architettura

  • di AnnaPaola
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 18
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

L’Oman è un paese intrigante, che conserva ancora il suo fascino tradizionale. Il paesaggio sembra nato dall’abile mano di un esperto maestro di presepi che con cura ha sistemato le montagne rocciose a fare da cornice ai palmeti verdeggianti, ai piccoli villaggi e paesini caratterizzati da tradizionali architetture basse color pastello, interrotte a tratti da slanciati minareti e sfavillanti cupole delle moschee. A dominare il tutto un cielo sempre azzurro e terso.

Il tour di circa 7 giorni, a fine Dicembre, ci ha fornito un assaggio di quanto questo paese offre ai visitatori: Muscat l’elegante capitale con la lussuosa Moschea del Sultano Qaboos, lo sfarzoso Palazzo Al Aman, i forti Jalali e Mirani a proteggerla dal mare come due sentinelle d’argilla; centinaia di fortezze e castelli con merli perfetti a dominare oasi e deserti, che racchiudono il mistero di epoche antiche e ti trasportano in un mondo di favole; vivaci suq che animano le città durante il giorno; romantici deserti e sfidanti wadi.

Muscat, la capitale è il biglietto da visita del paese: elegante e gentile. La moschea ne rappresenta il simbolo: un gigante complesso di marmo bianco, circondato da gallerie in pietra e maioliche variopinte con giardini ben curati e dominato da cinque minareti. Nell’immensa sala di preghiera degli uomini, in cui si trova un tappeto unico di oltre 4000 metri quadrati, un enorme lampadario di cristalli Swarovski pende dal soffitto. Il grande minareto è il simbolo della città e per volere del sultano, nel suo processo di “beautyfication” del paese, le costruzioni nuove o ristrutturate non possono mai superarla in altezza.

La fortezza più rappresentativa del Paese è il forte di Nizwa, nel cuore di una grande oasi, che abbiamo visitato dopo aver assistito al vivace “mercato delle capre” che si tiene solo il venerdì. Il mercato è divertente in quanto offre simpatici e folkloristici quadretti di uomini e bambini che indossano l’abito tradizionale - “dishdasha” - venuti al mercato per vendere o acquistare bestiame d’allevamento. Un’immagine d’altri tempi che però ti riporta alla realtà in quanto gli uomini parlano animatamente al cellulare ed i bimbi giocano con gli smartphones!!! La fortezza offre un importante esempio del complesso sistema difensivo dell’epoca, costituto da una enorme torre centrale circondata da un muro con piccole torri, scale, postazioni per i cannoni e tante trappole attraverso cui si versava acqua o olio bollente contro i nemici. Nel visitarlo ci si muove in un labirinto di terrazze, passaggi e scale dai quali soffermarsi per ammirare il panorama dell’oasi circostante o per un selfie!!

Dal forte di Nizwa ci siamo diretti verso il Wahiba Sands, il misterioso deserto, il cosiddetto “Quarto Vuoto”, perché “…quando Allah divise l’universo in quattro parti fece il cielo, la terra, il mare e…non riempì la quarta”. Il deserto trasmette sempre una sensazione di infinito, anche se non è la prima volta che ci vai..ogni qualvolta che ti ritrovi su queste dune rosso fuoco, con la palla rossa del sole che scende lentamente, nel silenzio del tramonto non puoi che inchinarti di fronte alla maestosità del mondo. Ed una sessione di meditazione, fatta dalla nostra fantastica guida, può solo aiutarti a farti sentire più leggera e soprattutto viva e a dimenticare (almeno per un po’) quello che non và!

Dopo una notte trascorsa dormendo nelle tende del camping del deserto, siamo ripartiti verso Sur, non dopo aver salutato un piccolo gruppo di dromedari che ci ha accompagnato per un tratto del percorso. Durante il tragitto abbiamo fatto tappa nel paradisiaco Wadi Bani Khalid, un canyon facilmente raggiungibile con al centro una piccola piscina d’acqua smeraldo dove abbiamo potuto rinfrescarci. E’ stata una esperienza unica: un bagno rigenerante tra le rocce e le palme. L’alba del 2017 poi è stato un inno alla vita, in quanto abbiamo assistito, in un riserva naturale nei pressi di Sur, luogo di nidificazione delle tartarughe, all’ingresso in mare di un tartarughino che con fatica ha sfidato le onde per iniziare la sua nuova vita ricca di avventure..buona fortuna piccolino!!

Tappa successiva è stato il Wadi Shab. Questa volta il percorso di trekking è stato molto più faticoso ed impegnativo ma allo stesso tempo particolarmente affascinante. La fatica è stata pienamente ripagata quando siamo giunti ad uno specchio d’acqua in cui ci siamo immersi, un insieme di canali, piscine naturali, rocce e piccole cascate, dominato dalla montagna a strapiombo e dal cielo azzurro! Difficilmente la forza della natura, dell’acqua e del vento che violenti riescono a modellare la roccia sono così evidenti

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