Il fascino discreto dell'Oman... e Dubai

Oman, una meta sicura, un paese autentico con bellezze naturali e atmosfere orientali. Dubai, dal nulla a una città ultramoderna e futuristica

  • di supermary58
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Anche quest’anno abbiamo scelto un viaggio in Medio Oriente e precisamente in Oman con una sosta a Dubai. Questo è stato il nostro itinerario:

9 MARZO 2016

Atterriamo all’alba all’aeroporto di Dubai con un volo della Qatar, svolgiamo rapidamente le pratiche di noleggio per una Toyota Fortuner e ci dirigiamo verso nord in direzione del MUSANDAM, un’enclave omanita nel territorio degli Emirati Arabi. Faccio una precisazione riguardo il noleggio dell’auto: abbiamo dovuto prenotarla dall’Italia contattando telefonicamente un operatore della www.europcar.it in quanto per entrare in Oman è necessaria la green card in originale (da pagare in loco) richiesta che non avremmo potuto fare se avessimo fatto la prenotazione on line. Il primo Emirato che incontriamo è Sharjah, il terzo in ordine di grandezza dei sette che compongono gli Emirati Arabi Uniti. Sono circa le 7.00 del mattino e, vista l’ora, l’unica cosa che possiamo fare sono due passi nell’Heritage Area nei pressi della Corniche. In questa zona c’è un suq che a detta della Lonely è uno dei più antichi degli Emirati Arabi ma purtroppo apre alle 9.00 e la nostra meta è Khasab che dista ancora qualche ora di viaggio. Nel frattempo il tempo è peggiorato e percorrere l’autostrada con ai lati le dune dorate del deserto sotto una pioggia battente fa un certo effetto. Ci fermiamo per un pranzo veloce nell’Emirato di Ras Al Khaimah, l’ultimo prima di arrivare in Oman dove entriamo tramite il posto di frontiera di Shams/Tibat, sbrighiamo le pratiche d’ingresso ed eccoci a percorrere una bellissima strada costiera con vedute spettacolari, questa volta col sole, che ci porterà fino a Khasab. Khasab è piccolina, ha un forte di costruzione portoghese, il Khasab Fort, un porto dove attraccano le grandi navi di crociera, un castello, il Khmzera Castle, un Supermercato Lu Lu molto fornito, e una bella e grande spiaggia, la Bassa Beach, sulla quale questa notte campeggeremo in piena libertà. Apriamo velocemente la nostra Quechua Two Second, ceniamo con il cibo comprato da Lu Lu e ci addormentiamo con il dolce rumore del mare. NOTTE IN CAMPEGGIO

10 MARZO 2016

Ci svegliamo all’alba in compagnia di centinaia di gabbiani, facciamo una lunga passeggiata sulla spiaggia, camminare sulla riva del mare è bellissimo e basta veramente poco per sentirsi bene. A Bassa Beach ci torneremo stasera, oggi ci aspetta un’escursione all’interno nel Jebel Harim, la Montagna delle donne. La nostra Toyota si arrampica su una pista sterrata attraversando bellissime formazioni rocciose fino ad arrivare all’Altopiano di Sayah, l’aria è rarefatta e dalla strada si possono vedere piccole terrazze coltivate a frumento con capre e asini che pascolano indisturbati, il tutto in mezzo a strette vallate e case in pietra abitate da gente che non conosce modernità. Durante la discesa dal Jebel Harim ammiriamo la spettacolare depressione del Rawdah Bowl piena di acacie e di alberi di ghaf. Proseguiamo verso il fiordo di Najid e ammiriamo un panorama da cartolina sull’Oceano Indiano. Ritorniamo a Khasab e, dopo esserci fermati per prenotare un’escursione tra i “fiordi d’Arabia” per l’indomani mattina in una delle agenzie vicine al porto, raggiungiamo ancora Bassa Beach per trascorrere un’altra notte in riva al mare. NOTTE IN CAMPEGGIO

11 MARZO 2016

Dopo una bella dormita facciamo colazione con muffin e succhi di frutta, chiudiamo la nostra Quechua e, a malincuore, diamo un ultimo sguardo alla splendida spiaggia che ci ha ospitato per due notti e regalato albe stupende. Il campeggio secondo me è stata una scelta azzeccata in quanto l’Oman è un paese facile da visitare con una criminalità pari allo zero, ma non avendo però aree attrezzate l’abbiamo alternato agli hotel per avere quelle comodità che in tenda non si possono avere. Alle ore 9.00 siamo pronti per l’escursione nei fiordi omaniti. Navighiamo in un confortevole dhow, piccola barca locale, in queste strette baie con le montagne che scendono a picco sul mare, avvistando alcuni gruppi di delfini e fotografando le loro simpatiche acrobazie. La barca è bella e ben tenuta, ha dei coloratissimi cuscini su cui sdraiarsi e ci vengono offerte bevande fresche e frutta in abbondanza. Rientriamo a fine mattinata, andiamo da Lu Lu a comprare qualcosa per il pranzo e ripercorriamo la stessa strada dell’andata che ci riporterà a Dubai. Consegniamo all’aeroporto di Dubai la grande Toyota Fortuner e con la moderna ed efficiente metropolitana raggiungiamo Deira, il quartiere nel quale si trova il nostro hotel. Notiamo che ogni treno della metro ha due vagoni speciali: uno è il Gold Class per coloro che vogliono viaggiare più comodi pagando però un biglietto più caro, l’altro è riservato alle donne con bambini ed è delimitato da una riga rosa oltre alla quale gli uomini non possono andare

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