Oman: a zonzo nel sultanato

Informazioni pratiche e dettagli di viaggio

  • di alisa75
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Se non avete voglia e tempo di leggere tutto il diario e cercate l'ispirazione per partire allora spero vi bastino queste prime righe. Qui sotto trovate le info pratiche... poi il diario con qualche dettaglio.

Andate in Oman per i wadi rigogliosi di vegetazione e la rude bellezza dei paesaggi, per le spiagge di conchiglie rosa e per il deserto, per i profumi di incenso e per le spezie, per le tradizioni e per la storia. Ma soprattutto andateci se vi serve riacquistare fiducia nell'umanità! Perchè, mai, MAI e poi ancora MAI, in nessuno dei miei viaggi ho incontrato una popolazione così onesta, sincera, amichevole, accogliente, generosa e non so che altro aggiungere come gli omaniti.

- Spesa totale: 1400eu a testa, nel diario le specifiche le ho scritte in euro. Abbiamo sempre prelevato agli ATM, la mia carta fineco prende 2,90 eu per la commissione.

- Volo direttamente dal sito emirates 400 eu con scalo 2 ore all'andata e 8 ore al ritorno per giro a Dubai in notturna in auto con autista a 60eu a testa. Con OmanAir si trova il diretto allo stesso prezzo, anche meno.

- noleggio tramite rentalcars Toyota Vanguard 7 posti con secondo pilota incluso e km illimitati, nel nostro caso circa 3000 in 11 giorni, 780 eu, ma abbiamo trattato allo stremo giocando al ribasso coi preventivi di altri noleggi!

- itinerario: 1 notte muscat, 1notte sur, 3 notti ras al hadd, 1 notte deserto, 1 notte nizwa, 2 notti masirah, 1notte joubah e ultima notte muscat.

- assicurazione sanitaria online con viaggisicuri 40 eu la oro. Uso sempre questa che a parità di massimali e' la più conveniente però personalmente non ne ho mai dovuto sfruttare i servizi (per fortuna). A Roberta tempo fa avevano rimborsato il ritardo per un volo senza problemi.

-hotel: prenotato tutto online via booking e agodà con cancellazione gratuita o contattando le strutture o direttamente in loco.

DIARIO

Muscat - 8 Aprile 2016

Ore 9.30, siamo in sei: Ka, Cla, Roby, Miky, Salvo ed io... Salam aleikum! Sfodero una delle 6 parole arabe che ho imparato per salutare le signorine degli uffici per il visto. Le furbette vogliono gli euro ma noi insistiamo fin quando tirano fuori il pos! 1-0 per noi palla al centro. Passiamo in fretta il controllo documenti e finalmente siamo in terra omanita, tutti e sei tranne gli zaini! Evviva Emirates che ce li ha lasciati a Dubai. Al desk dei bagagli smarriti non si scompongono, sono gentili e pare sia un classico. Compriamo una scheda Ooredo con 12OMR (tipo 30eu) abbiamo 3 giga (pure troppi) e telefonate e preleviamo. Recuperiamo e cerchiamo l'hotel. Miky si mette al volante per quasi tutto il viaggio e non sbaglierà un colpo (beh forse uno si....) e grazie all'applicazione MAPS.ME con lo stradario offline troverà vie alternative che ci faranno risparmiare qualche km. Arriviamo al Muthrat Hotel (buono, circa 60eu a camera) e inizia a piovere quindi pranziamo senza muoverci e siccome il temporale condito da tuoni, lampi e vento non demorde optiamo per la siesta. E' gia' sera quando esploriamo la citta' senza neanche scendere dall'auto, fulmini e saette non danno tregua e ceniamo nei paraggi del souq che però e' allagato e impraticabile. Devo ricordare dove avevo letto che portarsi l'ombrello in Oman avrebbe fatto ridere i polli... Vabbe'! Valige arrivate, sospiro di sollievo e nanna.

Parentesi cibo: non arrendetevi davanti ai menu incomprensibili, nel giro di 3 o 4 pasti ce la si fa a capire come si ordina. Rassegnatevi invece alle spezie e al piccante e preparate buscopan, gaviscon ed estintori. Certo non mancherà mai l'hummus, buonissimo e potenziale soluzione ai problemi di vampirismo in Transilvania. Il pane arabo, l'insalata e il riso sono sempre serviti di default con le ordinazioni. Dateci dentro coi datteri e lo sciroppo di datteri, il miele e il tè omanita servito dolcissimo con latte (di capra o condensato) e gli imperdibili frullati di frutta fresca. E tante altre leccornie che si scoprono strada facendo, voi ordinate, tanto si spende pochissimo (noi mediamente dalle 30 alle 50eu in 6) e i piatti sono abbondanti.

9 Aprile, Sabato

Sole e caldo becco. Visitiamo la moschea, il palazzo reale, il souq e facciamo un'altro giro in città ma siamo in ritardo sulla tabella di marcia a causa della pioggia di ieri quindi prendiamo la via per Sur. Facciamo il pieno di benzina spendendo ben 16 eu! 30centesimi di eu al litro! Lungo la strada ci fermiamo al Bimmah Sinkhole per un tuffo e un pò di relax con i pesciolini che ci mangiano i piedi. Ci sono un paio di famiglie omanite e le donne entrano in acqua vestite così ci copriamo subito coi teli anche se loro non sembrano darci peso. Seguendo la vecchia strada costiera facciamo vari stop lungo la spiagge per fotografare un tramonto rosa e azzurro. Per sera siamo al Sur Hotel (ok, gentili circa 40eu a camera) facciamo una passeggiata per i negozi ancora aperti e ceniamo al BulBul vicino all'hotel.

10 Aprile, Domenica

Colazione al Bul Bul e attacchiamo bottone con Mubarak che ci racconta che suo nonno ha lavorato in Sicilia come carpentiere navale. Si offre di farci strada fino al wadi Shab perche' deve passare di li per dar da mangiare ai cammelli di un suo amico e se vogliamo possiamo far delle foto. Cosi' si parte e oltre ai cammelli con i cammellini vediamo capre e galline. Giunti a Shab parcheggiamo e Mubarak ci paga il transito della barchetta! Siete ospiti nel mio paese dice, e non c'e' verso di evitare che paghi per noi! Ci accompagna per un pezzo del wadi e poi se ne va. Noi proseguiamo scarpinando lungo il canyon e guadando tratti di torrente che a causa delle piogge di questi giorni risultano impegnativi. Rischiamo di perdere Claudia che scivola sui sassi e viene sopraffatta dalla corrente ma interviene Michele che arranca così lo afferro io per un braccio ma ovviamente non ho sufficiente forza e allora ci pensa Salvatore... e mica si chiamerà così per caso? Insomma nulla di grave neee, l'ho messa giù più pesante per ridere e per dirvi di portare le scarpette di gomma antiscivolo e delle borse impermeabili (noi su amazon le abbiam trovate due a 19,90 da 5litri se no fate un salto da decathlon). Alla fine ci attende una bella piscina naturale di acqua verde e lattiginosa e spingendoci a nuoto ancora piu' sù tentiamo il passaggio per entrare nella famosa caverna della cascata ma e' difficoltoso, la corrente e' così forte che fatichiamo a nuotare fino all'imbocco.

Ci perdiamo un paio d'ore in relax ed e' gia' pomeriggio inoltrato quando percorriamo i 4km che ci separano da Tiwi. Da qui inizia una strada asfaltata che attraversa il wadi poi ci inerpichiamo con la jeep su per la stradina strettissima, costeggiata da piantagioni di banani e datteri e vecchie case. Per fortuna non incrociamo nessuno Comunque pare sia meglio evitare l'ora intorno alle 14 quando le auto che portano i bimbi a scuola la percorrono a carovana, segnatevelo! Il traguardo e' il villaggio di Miban, oltre non si va. Qui alcuni ragazzini si offrono di farci strada giù al wadi, ma siamo un pò di fretta così ci dividiamo: Roberta e Michele scendono al wadi, Claudia, Katia, Salvatore ed io esploriamo il paesino. Lasciamo loro un mancia, anche se non siamo sicuri di aver fatto una cosa buona, il ragazzino che si intasca la banconota viene maltrattato dagli altri e non capiamo se perchè ha accettato il denaro o perchè non ha diviso. E' quasi buio quando scendiamo e dovremmo tornare a Sur a riprendere i bagagli in hotel per proseguire verso Ras Al Hadd ma la fame e' prepotente così ci fermiamo a Tiwi nel ristorante piu' sgangherato e mangiamo il miglior beef masala di tutta la vacanza. Qui conosciamo un simpatico personaggio di nome Said (felice). Se non fossi sicura che in Oman non si vendono alcolici avrei giurato fosse ubriaco... cmq dice di conoscere un italiano che ha una casa per turisti... forse parla di Iapo e Casa Oman! Toh! Proprio dove dobbiamo andare noi! Quindi ci alziamo paghiamo il salatissimo conto, ben 26 eu il totale, e sfrecciamo via. Arriviamo a Ras al Hadd a casa Oman (cercate su FB circa 45eu a camera compresa colazione e cena e frigorifero a disposizione, si dorme sui materassi per terra e il bagno e' alla turcha) giusto in tempo per una gita veloce in spiaggia e beccare una tartaruga che chiude il buco dove ha appena deposto le uova! Bravi quelli della pro loco omanita, non c'e' che dire! Parentesi viabilità:In Oman ci sono più dossi che gobbe di cammelli o dromedari... mah! Di solito si trovano nei pressi delle rotonde e su strade cittadine, alcuni segnalati altri no quindi state all'occhio se non volete insaccare sospensioni e cervicale. Le vie all'interno dei paesi più piccoli sono sterrate ma percorribili con un auto comune, ma e' consigliabile avere un fuoristrada per i percorsi su sabbia o quelli piu' impegnativi per raggiungere spiagge o deserto. L'auto piu' comune fra gli omaniti e' il pick up Toyota Xilux rigorosamente bianco! Gli omaniti suonano il clacson per salutarsi, insultarsi, agevolare manovre, far spostare greggi di capre e per ordinare cibi e bibite ai camerieri dei coffeshop senza dover abbandonare l'abitacolo climatizzato. Ogni tanto anche noi davamo un colpo di clacson,senza motivo, giusto per integrarci. Le strade extraurbane sono bellissime, illuminate e disseminate di autovelox. Se superate di 10km il limite mettetevi in posa perchè parte un flash che vi illumina pure i pensieri!

11 Aprile, Lunedì

Colazione. Raggiungiamo la bellissima spiaggia di Ras al Jinz siamo soli ma verso le due il sole e' impietoso anche se ci ripariamo tra la scogliera quindi facciamo una merenda a casa e poi andiamo in gita a Sur che non abbiamo avuto tempo di visitare ieri. Ripassiamo il ponte e percorriamo la corniche (lungomare) dove indovina un pò chi troviamo? Mubarak che gioca a calcio in spiaggia. Ci salutiamo e ci infiliamo nel souq. Cerchiamo le spezie, il caffe' al cardamomo e la frutta secca e curiosiamo per la città. Onestamente Sur non ha nessuna attrattiva, a parte il cantiere di dhow sempre che ve ne freghi qualcosa, a noi no

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