In Oman tra montagne, deserti e wadi

Un viaggio dal Musandam al Slalah

  • di bussolo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

1° Giorno 23 Dicembre : Italia -> Dubai

Diciamo subito che questa non è una vacanza "ruvida" come ci piace fare di solito, ma l'aver letto cose affascinanti sul territorio dell'Oman e dopo aver visto qualche documentario ci è venuta la voglia di vederlo. E non la si può nemmeno definire una vacanza economica, a meno di non farla in self-drive e campeggio, perché qui gli hotels sono solo di lusso.

Si parte da Venezia con una giornata nebbiosa (ma va?), si sale su un ciccioso Boeing 777 e via. Servizio Emirates sempre impeccabile. Belle ragazze e servizio sempre oltre la media. Per me purtroppo i sedili sono sempre troppo piccoli, uffa!

Ad ogni modo si arriva a Dubai in circa 5 ore e mezza con 3 ore di fuso. Incontriamo il nostro referente che è una bella ragazza Romena, Corina, che in inglese ci dà le prime informazioni e arriviamo in breve all'hotel Ocean View, in Jumeirah beach, un 5 stelle molto bello e oggettivamente anche troppo lussuoso per le nostre abitudini, ma qui è tutto così, quindi... stavolta facciamo gli sboroni.

Dappertutto si è ultracoccolati, e che non ti venga in mente di fare qualcosa da solo!

L'agenzia che abbiamo contattato in Oman è la Muscat Holidays, consigliatia da amici che l'hanno conosciuta ad una fiera in Italia. Il titolare Samir parla correttamente l'italiano. Samir Elshafey General Manger - Muscat Holidays - Ph +968 24489600 - Fax +968 24485163 -Mobile +968 98972011-sales@muscatholidays.com-www.muscatholidays.com

2° Giorno 24 Dicembre: Dubai city tour

Colazione full, e mi domando come mai in vacanza venga subito voglia di fare colazioni da abbuffata, quando a casa al massimo si butta giù un cappuccino.

Oggi si parte per 9 ore di city tour. Siamo in un pulman di connazionali di Corinna, ma noi due siamo seguiti da un ragazzone camerunense alto 2 metri (Jeremiah) e riusciamo quindi ad avere la necessaria tranquillità a seguire le spiegazioni in inglese.

Il tour inizia da Bastakya, uno dei quartieri più antichi e tradizionali di Bur Dubai. Passeggiata attraverso le "sikka" (strade strette) e le belle torri del vento che ornano le residenze del quartiere storico originario. Il Museo di Dubai - situato nel forte di Al Fahidi, costruito nel 1800 - offre un'ottima opportunità per esplorare la storia della città antica. Attraversando il Deira Creek, a bordo di un Abra (barca di legno), si entra nei souk della città vecchia. Purtroppo il souk delle spezie era chiuso. Ci sarebbe stata la possibilità di sperimentare i sapori d'Arabia: sacchetti riempiti con diversi tipi di spezie, erbe ed incensi, provenienti da diverse parti del mondo. Si va quindi al souk dell'oro (Gold Souk), dove si trovano oltre 200 negozi che vendono gioielli d'oro, perle, diamanti e pietre preziose e dove non sai cosa e dove guardare. Jeremiah assicura che qui è tutto originale e certificato, poiché diversamente l'emiro s'incazzerebbe. Ma come si fa comunque a comprare qualcosa qui se non hai almeno un minimo di competenza in oro e diamanti?

Proseguendo il tour diamo un'occhiata da fuori a Little Venice, un passaggio davanti al Burj Al Arab, il famoso hotel (a 7 stelle) a forma di vela, il più lussuoso al mondo e uno dei simboli di Dubai, un giro sull'isola artificiale a forma di palma (Palm Jumeirah), un'altro simbolo di Dubai, con all'estremità verso il mare l'hotel Atlantis, uno dei più costosi al mondo. Si prosegue poi con il Dubai Mall (il più grande al mondo con i suoi 1200 negozi e una settimana per vederlo bene tutto) con all'interno un mega acquario anch'esso da record, al Burji Kalifa con la maestosità dei suoi oltre 850 metri di altezza (il più alto al mondo), lo skyline al tramonto, ecc, ecc.

Insomma tutto un record, tutto di più, tutto all'insegna dell'esagerazione a tutti i livelli. E mentre i residenti vivono con casa, acqua, luce, scuola, sanità gratis e di lavoro fanno "nothing", un operaio edile, tipicamente indiano, lavora 7 giorni su sette 14 ore al giorno per si e no 300 euro al mese, un tassista guida per 12 ore, va a dormire poi guida per 12 ore e così via per 3-400 euro al mese. E sono solo due casi. Chi lavora negli hotel sta un po meglio perché ha vitto e alloggio gratis, un giorno libero la settimana, e qualche volta addirittura un mese di ferie ad agosto. Insomma tutti gli eccessi e i controsensi di una città che nel non lontano 1930 era solo un agglomerato di beduini, ma che nel 1960 ha scoperto il petrolio ed ora è tutta l'esagerazione che è, con cantieri dappertutto che continuano a costruire di tutto. Dubai sarà anche la sede dell'Expo 2020 (mi sa tanto che noi Italiani con l'Expo 2015 a Milano non faremo una gran bella figura). Ma il vantaggio di Dubai non è solo nel petrolio (un gran bel vantaggio), ma anche nel fatto che qui c'è uno solo che comanda: l'emiro. E qui la sua, dicono, lungimiranza fa sì che tutti i proventi della petrolio siano distribuiti alla popolazione, quella autoctona ovviamente. Gli altri lavorano e basta, quasi come schiavi, visti gli stipendi. E tutto quello che può servire a far entrare denaro nel paese viene fatto. Tassazione zero, sia per la manodopera che per le imprese (per noi Italiani è più che incredibile). Inoltre, apertura massima al mondo. Qui uno straniero, di qualsiasi nazionalità, per entrare nel paese prende semplicemente un visto: lo paga ed entra. Se un irregolare viene scoperto viene semplicemente mandato fuori del paese, e se non ha soldi per andarsene lo mettono a lavorare finché non si paga un biglietto di aereo per andarsene. Bello no? Tutto sommato, sia Corinna, Romena, che Jeremiah, Camerunense, sembra vivano più che dignitosamente qui e che siano sufficientemente soddisfatti del loro status

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