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Oman la terra degli angioletti

Domenica 15 Febbraio all’alba delle 6.30 Gina ed io partiamo per la Malpensa alla volta dell’Oman. Siamo le uniche a partire da Sondrio ma, alla stazione centrale di Milano, Paola è già lì che ci aspetta. Il treno da Verona ...

  • di Lucy05
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Domenica 15 Febbraio all’alba delle 6.30 Gina ed io partiamo per la Malpensa alla volta dell’Oman. Siamo le uniche a partire da Sondrio ma, alla stazione centrale di Milano, Paola è già lì che ci aspetta. Il treno da Verona arriva 15 minuti prima del nostro, così ha il tempo di comprare i biglietti per il bus che va all’aeroporto, per tutte tre. Non solo ci ha fatto risparmiare tempo ma addirittura denaro visto che c’era l’offerta del tre per due. Roberto non c’è, proprio la sera prima di partire si è preso la febbre alta e non senza qualche imprecazione ha dovuto rinunciare al viaggio. Il resto della compagnia lo troviamo alla Malpensa in coda per il chek in. Sono cinque e arrivano da Bergamo, Silvia, Vanni, Maria Angela, Mirella ed Elena. L’aereo parte con più di mezz’ora di ritardo ma lo recupererà quasi tutto. Infatti poco dopo l’una di notte siamo al banco della Thrifty a reclamare le nostre due 4WD precedentemente prenotate su internet. Naturalmente è buio pesto ma, come da programma, bisogna controllare insieme la carrozzeria delle macchine e segnare su apposito foglio eventuali ammaccature. Fortunatamente, come abbiamo potuto appurare, è una ditta seria così non ci addebiterà neanche un graffio in più di quelli già esistenti.

L’albergo, che l’autonoleggio ci ha riservato, è Seeb International Hotel ed è a pochi chilometri dall’aeroporto e, con l’aiuto di qualche passante, in pochi minuti lo raggiungiamo. Siamo molto fortunati perché nella nostra compagnia ci sono due donne, Silvia ed Elena, che parlano inglese al pari dell’Italiano così che ogni cosa viene facilitata. Siamo stanchi per il lungo viaggio e non vediamo l’ora di andare a dormire ma appena in stanza Elena riceve una telefonata della ditta Thrifty che vuole informarsi che tutto sia andato bene,viaggio, macchine e Hotel. La gentilezza fa sempre piacere e noi l’abbiamo apprezzata.

La lunga giornata è terminata, un buon sonno ristoratore e poi via alla conquista dell’Oman.

Lunedì 16 febbraio con comodo ci alziamo. L’albergo non prevede la colazione così, caricati i bagagli in macchina, siamo pronti a partire per Muscat . Alla guida delle macchine ci sono, Vanni su quella più grossa e Paola sull’altra e non verranno mai sostituiti. Personalmente ringrazio Paola che ha tenuto duro fino alla fine perché mi son presa un raffreddore tale da sentirmi un po’ intontita e quindi era preferibile non mettersi al volante, comunque per tutto il tempo ho fatto, per quello che ho potuto, il navigatore. Appena partiti guardo il livello della benzina e mi pare piuttosto giù e allora consiglio all’autista di fermarsi al primo distributore per il pieno. Vanni, che ci segue, si meraviglia della nostra fermata fuori programma e già è pronto ad accusare l’autonoleggio di scorrettezza quando arriva il benzinaio con il conto , di benzina ce n’è stata che poche gocce e calcolando che costa 12/14 Bz al litro(25/30 euro cent ) si può immaginare quale ridicola spesa abbiamo dovuto affrontare. Naturalmente l’errore è stato mio, avevo letto male. Di fronte al distributore vediamo un bar di poche pretese ma con tanta frutta in vetrina e dato che non abbiamo fatto colazione una bella spremuta d’arancia ci sta proprio bene. Nell’organizzare il viaggio ci siamo detti che avremmo fatto le cose con calma, senza fretta perché di tempo ne avevamo a sufficienza e così è stato. Lungo la strada che porta a Muscat ammiriamo il paesaggio fatto di montagne rocciose non tanto alte e un’ampia pianura verdeggiante, per lo più palmeti, punteggiata qua e la da piccoli villaggi di case bianche. Non a caso questa regione viene chiamata il giardino dell’Oman.

Muscat, la capitale, è una grande città sempre in fermento con due sobborghi, Ruwi e Muttrah, che fanno tutt’uno con Muscat. Per prima cosa andiamo alla ricerca dell’albergo e naturalmente lo cerchiamo lungo il mare,alla Corniche, e proprio così si chiamerà l’Hotel scelto. Ha una sola stellina ma è pulito e decoroso e c’è anche la prima colazione, l’albergatore ci farà un buon prezzo se il pagamento verrà effettuato in Euro, e noi pagheremo in Euro. Lasciato l’albergo andiamo alla conquista della città. Prendiamo per il lungo mare, un ampio marciapiede di granito che di sera verrà illuminato da lampioni con porta lampada sovrastata da una corona reale. Davvero graziosi. Elena deve acquistare una cartina ma la libreria è chiusa e in attesa che apra ci fermeremo per il pranzo. Dall’altro lato della strada ci sono tanti ristorantini uno a fianco all’altro, ma ne scorgiamo uno al primo piano che ci incuriosisce. E’una terrazza coperta, neanche tanto grande con una finta edera che si arrampica sui paletti che fanno da sostegno al tetto. Si chiama “Cafè Shop “e si trova proprio sopra il Suq. Oggi è il primo giorno che ci avviciniamo alla cucina omanita e non sappiamo da che parte incominciare ma, speranzosi in una scelta azzeccata, facciamo le ordinazioni. Nessuno si è lamentato del pranzo, qualsiasi piatto ordinato è stato molto gustoso e ben cucinato.

Il Suq a quest’ora è poco animato perché solo una piccola parte dei tanti negozietti è aperta, per cui molto meglio andare a visitare il Palazzo del Sultano che aspettare l’apertura, e un taxi ci porterà proprio davanti al suo vialone. E’ uno spettacolo!!!Il viale, molto ampio e lungo, è fatto di lucente granito, fiancheggiato da alberi e aiuole fiorite. Davanti al Palazzo, al di là del cancello ci sono cascate di fiori su piccoli terrazzamenti e in alto il colorato Palazzo. Davvero suggestivo!

Bene, adesso siamo pronti a visitare il grande Suq di Muscat. E’ davvero grande ed è bello lasciare il corridoio principale e perdersi lungo i vialetti stretti con tantissimi negozietti uno a fianco all’altro e l’uno di fronte all’altro. Si vede che è una nazione se non proprio ricca comunque benestante. I negozi traboccano di ogni ben di Dio e sono curati e ben tenuti e non c’è tanto mercanteggiamento, non sono disposti a scendere molto con i prezzi, probabilmente si possono permettere di aspettare il cliente che accetta il prezzo senza mercanteggiare. Il Suq: elemento naturale di Mirella, ottima possibilità di spendere soldi per Gina e Paola, curiosità per il resto delle donne e un supplizio per Vanni, per il momento unico maschietto della compagnia e allora visto che ormai abbiamo fatto l’ora di cena tanto vale andare a cercare un ristorantino.

Termina qui la nostra prima giornata Omanita e siamo contenti e soddisfatti perché in un solo giorno abbiamo visto tanto e vissuto delle belle emozioni

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