Amsterdam culla della civiltà

La prima cosa che mi ritorna in mente di Amsterdam è sicuramente il modo in cui tante persone diverse riescono a vivere e convivere insieme; puoi vedere nello stesso posto l’uomo d’affari, lo studente, il musicista, l’artista, il rasta, la ...

  • di flygirl
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

La prima cosa che mi ritorna in mente di Amsterdam è sicuramente il modo in cui tante persone diverse riescono a vivere e convivere insieme; puoi vedere nello stesso posto l’uomo d’affari, lo studente, il musicista, l’artista, il rasta, la coppia di turisti, i ragazzini appena usciti da scuola. Inoltre c’è un’assoluta calma nel vivere la quotidianità; provate a fare un giro lungo i tre canali che corrono paralleli lungo il lato ovest della città; troverete soprattutto banche ed uffici, ma sicuramente non troverete la frenesia e lo stress tipici dei luoghi d’affari (parlo per me che sono di Milano!); troverete giovani e non che lavorano, ma magari davanti a una bella tisana o seduti fuori per conciliare il dovere quotidiano con una straordnaria giornata di sole (e per straordinaria intendo fuori dall’ordinario clima nordico olandese, piovoso e... ventoso, ovviamente!).

La civiltà che ho trovato in questa città me l’ha fatta amare fin da subito.

L’aeroporto di Schiphol è immenso, ma tutto è talmente ben organizzato e chiaramente indicato che è impossibile perdersi.

Tutti i locali ad Amsterdam sono puliti e ben tenuti; appena arrivati ci siamo fiondati a mangiare qualcosa in un barettino vicino alla stazione, un piccolo pub assolutamente anonimo, gestito da un 70enne con una perfetta pronuncia inglese, con poca scelta sul menù ma con porzioni assolutamente dignitose e prezzi decisamente abbordabili.

Un appunto: la birra costa meno dell’acqua! Una bottiglietta di acqua naturale da 50 cl può costare anche € 4,50! Evviva il prodotto locale allora! Ho trovato grande gentilezza nei negozi e grande disponibilità per le informazioni; addirittura si sforzavano di parlare italiano per poterti meglio aiutare (francesi, imparate!).

La vita è un po’ cara però, i ristoranti e gli alberghi soprattutto. Questi ultimi poi abbassano la media di cura e pulizia: le camere sono piccole e non molto curate; noi avevamo prenotato su un grande battello ancorato fisso vicino alla stazione. € 100 a notte, camera piccolissima, bagno ancora più piccolo e con un perenne odore di chiuso; non c’erano neanche le saponette per lavarsi il viso, il lavandino perdeva, quindi ogni volta che aprivi l’acqua ti facevi il pediluvio. Avevamo chiesto una camera con vista canale e ce ne siamo ritrovati una con vista cantiere... In reception due ragazzi non molto svegli e un signore che non parlava neanche bene l’inglese... Unico aspetto positivo, la colazione, la fantastica colazione internazionale, a cui il mio ragazzo si è subito adeguato, gustandosi, dopo caffelatte, croissant e pane e marmellata, un bel toast farcito di prosciutto e formaggio... Mi chiedo come abbia fatto a perdersi il piattone di wurstel e crauti! La vita notturna non ce la siamo goduta molto, sia perché la sera eravamo abbastanza stanchi (ce la siamo vista tutta a piedi), sia perché siamo stati lì in settimana e probabilmente il clou della movida c’è durante il week-end; il centro, zona Dam, era pressochè deserto; invece ci ha molto stupiti il quartiere a luci rosse. Se volete proprio farci un giro, anche solo per curiosità, andateci di sera, sembrerà paradossale, ma è più sicuro. E’ pieno di gente, soprattutto turisti, anche di una certa età, addirittura ci sono i tour organizzati. Di giorno vedrete qualche donna in vetrina (non aspettatevi le stanghe bionde olandesi) e qualche cinese di passaggio dal quartiere vicino, una piccola Chinatown non molto raccomandabile.

Le zone di locali e night club sono Rembrandtsplein e Leidsplein, ma non abbiamo fatto in tempo ad andarci, così come al Vondelpark, consigliato per una pausa pranzo sull’erba, esclusivamente se c’è bel tempo però! Il muso Van Ghogh mi ha un po’ deluso; organizzato e luminosissimo, ma con meno opere di quante mi aspettassi; vale comunque la pena non perderselo; interessante l’ultima sala, in cui vengono messi a confronto gli stessi soggetti dipinti da Van Gogh prima e da altri artisti dopo, con commenti sulle diversità di stile e di tecnica

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