Amsterdam e il Queen's Day

La città, il centro, i canali, il Waterland, il parco Keukenhof e la Festa della Regina.

  • di sere71
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 
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Domenica 24 aprile 2011

Atterriamo a Schiphol in perfetto orario con Easyjet da Malpensa la domenica di Pasqua alle 16.00. E’ caldo e soleggiato (25 gradi). Alle macchinette automatiche compriamo i biglietti del treno che ci porterà in città: istruzioni in olandese e in inglese, costo 3,70 €, pagamento in contanti, carta di credito o bancomat. Il treno impiega 15 minuti e passa ogni 15/20 minuti circa, la terza fermata è Amsterdam Central Station. Siamo subito sul Damrak e cominciamo a guardarci attorno. La prima impressione è di una città vivace, festaiola: c’è allegria, rumore, tanta gente per strada, odore di patatine fritte dappertutto, si sentono tante lingue mescolate insieme e i negozi di souvenir, già vestiti di arancione, ammiccano al turista.

Il nostro hotel è raggiungibile a piedi: hotel Nadia in Raadhuistraat, tra il Kaisergracht e il Prinsengracht: dalla stazione sono 20 minuti a passo tranquillo. Amsterdam non è servita dalla metro, o meglio la metro c’è ma collega per lo più quartieri periferici; il centro ha un efficiente servizio di tram ma si gira benissimo anche a piedi.

Scorgiamo il palazzo della Borsa, in piazza Dam l’obelisco del National Monument, mentre il Palazzo Reale è oscurato da una ruota panoramica e vari baracconi da fiera presi d’assalto dalla folla. Svoltiamo a destra e siamo sul Singel, il più antico dei canali. Da lì è tutto dritto fino all’albergo, che abbiamo scelto per la posizione strategica, il prezzo e i giudizi postivi di Tripadvisor. Amsterdam è una città cara per ciò che riguarda l’alloggio, non regala niente. Il Nadia è un tre stelle dalla posizione eccellente che consente di muoversi a piedi in ogni direzione, trovandosi proprio al centro tra la Oude Zijde, la Nieuwe Zijde, la Cerchia dei canali Ovest, dei canali Centrali e il Jordaan. La gentilezza dello staff è notevole, il prezzo equo, le camere -almeno le standard- minuscole, le scale da capogiro (potete leggere “una descrizione obiettiva: pro e contro” su Tripadvisor). Si trova a 200 mt in linea d’aria dalla Westelkerk e ogni quarto d’ora le campane della chiesa vi allieteranno a dovere (chi ha il sonno leggero non dimentichi i tappi per le orecchie). L’hotel offre connessione wi-fi gratuita e colazione compresa nel prezzo, più uno sconto del 10% a chi paga cash.

Posati i bagagli, siamo subito fuori e, per una prima panoramica della città, ci concediamo un giro in battello sui canali (un’ora, a seconda delle compagnie dagli 8 ai 13 euro con guida multilingue). Oltre al giro classico, quasi ogni compagnia organizza delle candlelight cruises, con assaggio di vini e formaggi, oppure una cena completa (prezzi dai 26 euro ai 70 euro a persona, secondo la formula prescelta). E’ bellissimo osservare gli abitanti di questa città che vivono i canali come noi viviamo i parchi e, nelle giornate di sole come questa, si riversano sugli argini e siedono coi piedi penzoloni a parlare, a leggere, a bere un drink in compagnia, oppure scorrazzano in barca sorseggiando un bicchiere di vino, crogiolandosi al caldo, o addirittura ballando in comitiva a ritmo di musica rock.

Dopo il tour, che si concentra sui canali del centro città, sfiorando monumenti che scopriremo meglio nei prossimi giorni, e si spinge fino alla zona portuale (dove scorgiamo il Nemo, museo della scienza progettato da Renzo Piano, la Biblioteca e il Sea Palace, famoso ristorante cinese galleggiante), abbiamo un’idea più precisa della morfologia di questa città ancora per noi sconosciuta; prima di cena torniamo a gironzolare nei pressi di piazza Dam, percorriamo la Kalverstraat, una delle principali arterie commerciali, arriviamo al portone del Beghinhof (che è chiuso, ci torneremo domattina), sbuchiamo in piazza Spui e ammiriamo la statua del monello e la chiesa neogotica Krijtberg; poi risaliamo il Rokin, fino alla statua della regina Guglielmina a cavallo e di nuovo siamo al punto di partenza. Per cenare scegliamo un tavolino all’aperto sul Prinsengracht: De Vergulde Gaper. Ambientazione decisamente romantica e buon rapporto qualità/prezzo (15 € a testa). Torniamo in hotel, senza lesinare sulle foto notturne dei ponti illuminati sui canali.

Lunedì 25 aprile 2011

La giornata è fresca e soleggiata, il vento scuote le chiome degli olmi e una pioggia di petali trasparenti volteggia nell’aria, posandosi sulle strade e sui canali; la città è profumata e avvolta in una luce di primavera. Dopo la colazione in hotel iniziamo il nostro giro da Torensluis, caratteristico ponte sul Singel rallegrato dal busto bronzeo dello scrittore olandese Multatuli. Ci dirigiamo alle Nieuwe Kerk, che troveremo chiusa (prevista riapertura il 7 maggio), così via verso il Begijnhof. Questa enclave fu per secoli il luogo di residenza delle beghine, donne nubili che conducevano vita quasi monastica pur senza aver preso i voti. Si respira ancora un’atmosfera fuori del tempo all’interno dell’ampio cortile, su cui affacciano le casette basse immerse nel silenzio (tra le quali spicca al n. 34 la casa più antica di Amsterdam con la facciata in legno), due chiese, i giardini fioriti

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