Olanda in famiglia

L’Olanda, una meta per giovanissimi generalmente identificata con la sola Amsterdam o meglio con la sola “red light zone”. L’Olanda, una bella scoperta per noi che per la seconda estate affrontiamo il cosiddetto “family trip”. Il piano di viaggio prevede ...

  • di ARR
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

L’Olanda, una meta per giovanissimi generalmente identificata con la sola Amsterdam o meglio con la sola “red light zone”. L’Olanda, una bella scoperta per noi che per la seconda estate affrontiamo il cosiddetto “family trip”.

Il piano di viaggio prevede una settimana itinerante con base ad Amsterdam. Partiamo in tre: mamma, papà e Chiara che da poco più di un mese ha compiuto un anno. La scelta della nazione, consigliata dal caro amico Massimo, risulta vincente perché tutte le mete sono raggiungibili con rapidi spostamenti con mezzi di trasporto super puliti e puntuali. Ogni giorno non partiamo prima delle 10 e alle 18 siamo di nuovo in albergo per il bagnetto e pappa di Chiara.

Tutto inizia domenica 10 agosto, nel pomeriggio; l’arrivo in albergo ad Amsterdam avverrà in tarda serata perché l’attesa per il recupero dei bagagli è stata senza fine. In taxi ci siamo trasferiti in albergo, scelto rigorosamente in centro, per poter raggiungere anche a piedi/passeggino la stazione che tornerà essenziale per tutti i nostri trasferimenti. La scelta si dimostrerà azzeccata; pernottare in Spuistraat ci consentirà un rapido accesso ai mezzi pubblici per le gite fuori città e di variare la scelta dei ristoranti per la cena raggiungendoli sempre a piedi.

11/08/2008: abbiamo deciso di dedicare la giornata a lunghe passeggiate per Amsterdam vagando senza meta tra i meravigliosi canali. Per non affaticare ed annoiare Chiara abbiamo optato per il battello “hop on hop off”. Ben tre itinerari che consentono di visitare tutta la città.

La giornata è tornata utile anche per individuare la stazione e verificare la frequenza dei collegamenti su rotaia.

12/08/2008: prima gita fuori città, destinazione: Haarlem. E’ davvero molto graziosa anche se da visitare c’è ben poco. La pioggia non ci ha scoraggiati dal passeggiare nei vicoli del borgo che si aprono ai turisti a partire dalla grande Grote Mark e dal visitare la Grote Kerk van Sint Bavo, imponente cattedrale gotica. Di rientro ad Amsterdam, subito dopo pranzo, abbiamo deciso di prendere il primo tram da Piazza Dam in direzione Van Gogh Museum. Il museo non espone molte opere ma è ben organizzato; la fila per entrare è lunga, ma non appena hanno individuato il passeggino ci hanno chiamato per consentirci l’accesso da un ingresso privilegiato! 13/08/2008: altro trasferimento in treno. In pochissimo tempo raggiungiamo Utrecht; ci colpisce subito il fatto che la stazione sia collegata al centro città attraverso un centro commerciale. La città non è la nostra vera metà della giornata, ma ne approfittiamo per visitare una delle più grandi università internazionali e la cattedrale con il suo imponente campanile (Domtoren). Dopo pranzo, partiamo con un autobus alla volta di Oudewater; il paese è veramente piccolo e poco turistico però vale la pena visitarlo perché in una casa, adibita a museo, è conservata un’antichissima bilancia utilizzata per pesare tutti i sospettati di stregoneria (Heksenwaag). Sembra una leggenda, eppure nel XVII secolo si pensava che pesare poco fosse indizio di stregoneria perché le streghe non hanno anima e perché per volare con la scopa bisogna essere leggeri!!! Nel museo, due simpaticissime ragazze hanno pesato tutta la famiglia. Risultato: mamma umana, papà stregone e Chiara streghetta di magia bianca. Con tanto di certificati personalizzati rilasciati prima di andare via dal museo. 14/08/2008: cambiamo mezzo di locomozione; con un aliscafo preso vicino alla stazione ad Amsterdam raggiungiamo Velsen dove non c’è assolutamente nulla! Si tratta solo di uno scalo per prendere l’autobus per Ijmuiden con l’obiettivo di visitare le grandi chiuse del Mare del Nord. Altro luogo decisamente poco turistico ma suggestivo; ci rendiamo conto di quanti sforzi vengano fatti per strappare la terra al mare. Al ritorno, nel primo pomeriggio, decidiamo di spostarci dalla stazione all’albergo passando per il quartiere a luci rosse. Strano a dirsi, sembra molto meno di squallido di quanto si possa pensare e, diversamente da qualche anno fa, per la strada non si è più assaliti dai venditori di droghe pesanti. Come al solito in città ci si sposta rapidamente e in poco tempo raggiungiamo il quartiere del Mercato dei Fiori per una rapida cenetta a base di pancake, il più cattivo del mondo, che ci permette di andare a visitare la casa museo di Anne Frank. All’ufficio turistico vicino alla stazione avevamo acquistato dei biglietti elettronici per evitare la fila davanti alla casa museo però non siamo riusciti a trovare posto prima delle venti. La visita è stata molto bella e ci ha fatto provare delle sensazioni molto forti

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