Un'Olanda da guidare

Io, lei e un amico. Destinazione Olanda. Vi sembra una bella idea? Certamente si, se la lei di turno è un’auto, magari una spider due posti, e la voglia di macinare chilometri non vi manca. Verrete ripagati con paesaggi da ...

  • di Artanz
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Io, lei e un amico. Destinazione Olanda. Vi sembra una bella idea? Certamente si, se la lei di turno è un’auto, magari una spider due posti, e la voglia di macinare chilometri non vi manca. Verrete ripagati con paesaggi da cartolina e cittadine incantevoli.

La formula del viaggio è piuttosto intensa: sei giorni, cinque notti e, partendo noi da Torino, circa 3.200Km complessivi. Fidanzate a casa, purtroppo non avevano giorni di ferie dal 25 al 30 aprile.

Ritmo da maratoneti. Quando non si guida, si visitano città, oppure si dorme (poco). Meglio riposarsi a viaggio concluso. E gli alberghi si prenotano di volta in volta arrivando in città, un po’ per il gusto dell’avventura, un po’ per non avere obblighi nel raggiungere una meta.

Fissate queste regole e ultimato un bagaglio quasi da motociclista, si può partire.

Il primo giorno è una tappa di avvicinamento. Torino, Ivrea, Aosta, Tunnel del Gran San Bernardo (il passo era chiuso), Martigny. Al confine con la Svizzera il gendarme con aria severa e accento tedesco ci ha chiesto dove eravamo diretti: la tentazione era dirgli Amsterdam, per vedere che faccia facesse, ma per evitare che si segnasse la targa per fermarci poi al rientro, ci siamo limitati a indicare l’austera Basilea, sul confine tedesco. Per tutta risposta ci ha indicato di comprare il “bollino” autostradale, e giù 26euro... Costeggiamo quindi il lago di Losanna, direzione Berna, raggiungiamo Basel ed entriamo in Germania. Poco dopo Friburgo il primo cambio alla guida, più che una pausa, qualcosa che assomiglia di più a un pit stop, quindi costeggiamo la regione della foresta nera in direzione Karlsrue, poi la bellissima Koblenz sul Reno, già nostra meta (sì, sempre noi tre) in una precedente impresa e in serata l’arrivo a Colonia. Avendo alle spalle un migliaio di chilometri non ci siamo impegnati troppo nella ricerca della sistemazione. Ci è bastato veder entrare una ragazza con dei libri sottobraccio in una porta con su scritto Hotel, per credere di aver trovato un residence universitario o qualcosa di simile. In realtà, vista già la persona alla reception e gli altri ospiti durante la colazione del mattino seguente, deve essere stata la “Casa dell’Anziano” di Colonia o qualcosa del genere. Poco importa, smaltita la serata di pub, era mattino ed era tempo di entrare in Olanda.

Lasciata Koln, entriamo nei Paesi Bassi passando da Venlo: foto d’obbligo accanto al cartello “The Nederlands” (era l’auto che ci teneva) e raggiungiamo Nijmegen. Ero curioso di vedere questa cittadina perché alcuni miei amici vi erano stati per il progetto universitario Erasmus e ne tessevano le lodi. Si tratta infatti di una cittadina dall’aria giovane, con un ampio mercato che riempie tutta la piazza centrale, ricca anche di dehors. Ve li consigliamo per uno spuntino di mezzogiorno con l’immancabile birra olandese Heineken che da li in poi sarà una presenza costante in tutte le soste.

Pausa pomeridiana ad Apeldorn, città di provincia con un chiassoso giostrame che ne riempiva il centro pedonale, o per meglio dire il centro ciclabile.

Infine arrivo in serata a Zwolle con un primo assaggio di barche e canali. Centro molto ordinato e silenzioso con numerosi locali per cena e discopub per il dopocena. Soggiorniamo al Le Campanile dove ci accolgono alla reception due ragazze sorridenti: la somma delle loro età non raggiungeva quella della signora di Colonia. Meglio così, pensiamo, poi capiamo che erano sorridenti perché avevano capito a chi dare la stanza mansardata dell’ultimo piano, praticamente un forno, nonostante l’aria fuori fosse frizzante

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