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Every time is a tea time... with Buddha of course

Antiche città sommerse dalla giungla nel corso dei secoli, grandi Dagoba di un bianco immacolato, Buddha giganteschi scolpiti nella roccia, eserciti di scimmie e qualche sparuto elefante ancora libero tra la vegetazione, alte montagne e mare tropicale, tutto questo ed ...

  • di fedina
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

“Viaggiare è un atto di umiltà. Chi è convinto di sapere tutto, preferisce non muoversi da casa. Il viaggio scombussola le nostre certezze, mostra quanto poco sappiamo e quanto abbiamo ancora da imparare. Non esistono luoghi noiosi, esistono solo viaggiatori impreparati.” Da “Manuale dell’imperfetto viaggiatore” B. Severgnini

Questo Paese mi ha sorpreso. Forse perché erano ormai quattro anni che non passavo dal sud est asiatico. A dispetto della sua povertà l’antico Ceylon ha mostrato ai miei occhi una natura rigogliosa, scenari paesaggistici unici al mondo, città gradevoli, una popolazione gentile ed un livello medio della qualità della vita apparentemente più elevato di altri paesi asiatici. Per intenderci: campi curati, assenza di rifiuti lungo le strade, niente fogne a cielo aperto, pochissimi mendicanti, abitazioni modeste ma dignitose, bambini impegnati a scuola o nei giochi (e non in attività lavorative). Un luogo aggraziato, nei modi della sua gente e nella natura lussureggiante ma non esuberante, una terra di fiori colorati e grandi Buddha di un bianco candido, un luogo capace di infondere serenità e pace a dispetto della guerra civile che per numerosi anni ha martoriato questo territorio.

Il lungo e devastante conflitto tra i militari governativi e le Tigri per la liberazione del Tamil Ealam è terminato nel maggio del 2009, il numero totale delle vittime di questo conflitto dimenticato si stima essere non inferiore alle 70.000. Mi auguro che la pace già ripetutamente sancita durante questa lunga guerriglia a intermittenza ora sia definitiva, per il bene del suo popolo e di chiunque scelga di visitare questo splendido Paese.

Itinerario: Colombo, Anuradhapura, Aukana, Mihintale, Habarana, Polonnaruwa, Sigiyria, Dambulla, Kandy, Nuwara Eliya.

Arrivo a Colombo in una giornata di fine Novembre, neanche il tempo di sbarcare dall’aereo, uno spuntino a base di frutta, un tè e subito un pulmino mi conduce in poco più di sei ore nella città più a nord del triangolo culturale: Anuradhapura. A partire dal 380 a.C., Anuradhapura fu per 1000 anni la capitale dell’isola, città santa del buddhismo cingalese, tutt’oggi tutti i suoi monumenti esigono il massimo rispetto. Più recentemente, è la città che tra il 2007 ed il 2009 ha visto verificarsi un numero spropositato di attentati suicidi e di devastanti incidenti a causa di mine antiuomo. Da vedere: un vasto complesso archeologico comprendente Templi, antiche Dagoba e laghetti artificiali. Le dagoba sono grandi cupole di colore solitamente bianco, quasi sempre presenti nei templi buddhisti. In altro paesi asiatici per indicare una costruzione religiosa molto simile viene invece utilizzato il termine stupa. In particolare Il tempio del sacro albero di Bodhi (Sri Maha Bodhi), l’albero che ha oltre 2000 anni e si dice essere il più antico del mondo, dove un flusso costante di fedeli porta fiori ed bandiere votive. Il Brazen Palace, il Palazzo di bronzo, cosiddetto per il materiale di cui era composto il suo tetto. I resti di 1600 colonne sono tutto ciò che rimane di questo enorme complesso che si dice avesse più di nove piani. Ruvanvelisaya Dagoba, un enorme Dagoba oggi di colore del cielo azzurro, con il quale si fonde in lontananza, e alla cui base sono raffigurati centinaia di elefanti a grandezza naturale disposti ordinatamente uno accanto all’altro. L’Abhayagiri Dagoba (dalla mia guida erroneamente chiamato Jetavaranama), è un’imponente costruzione alta circa 75 m., in pietra nuda, che ospitava un monastero di quasi 5000 monaci. Le dimensioni ed il relativo isolamento in cui si trova valgono la visita

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