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Ai confini del mondo

Viaggio in solitaria alla scoperta del paese ai confini del mondo: la Nuova Zelanda.

  • di Aldo977
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Milano Jan 22, 2010

È il nome in lingua maori di una collina di scarsa rilevanza, alta circa 305 metri, vicina a Porangahau, a sud di Waipukurau nella Hawkes Bay meridionale, in Nuova Zelanda. Il nome è per semplicità abbreviato in Taumata dagli abitanti del luogo. Si traduce approssimativamente: La cima della collina, dove Tamatea, l'uomo con le grandi ginocchia, conosciuto come il mangiatore di terre, suonò con il proprio flauto per la sua amata.

Questa descrizione mi ricorda molto il viaggio che sto per fare. A leggere quel nome sembra di trovarsi di fronte ad un insieme lunghissimo e caotico di suoni, che apparentemente sembrano il collage di qualcuno che sta sbattendo la testa sulla tastiera, mentre, al contrario, celano un significato reale e, a ben vedere, anche un po' romantico. Spero che il mio viaggio sia proprio così, o almeno l'inizio lo è: un insieme lunghissimo e caotico di informazioni che apparentemente non hanno nulla di sensato. Un biglietto d’aereo, una macchina che mi aspetta ad Auckland, un amico da incontrare a Wellington: Rocco, calzini in uno zaino enorme e un diario da scrivere. Chissà poi se alla fine tutto questo non porti realmente a qualcosa di interessante.

Statemi dietro, lo vedremo.

L'arrivo Auckland Feb 15, 2010

Prima di partire per questo viaggio ho commesso un grave errore. Ma da cui ho tratto un buon insegnamento. La prossima volta che dovrò partire per un viaggio aereo superiore alle 20 ore, non organizzerò mai più una festicciola il giorno prima. O meglio non organizzerò più una festicciola invitando una banda di scalmanati che poi ho dovuto cacciare a pedate da casa mia alle 6 del mattino, andando così a mangiare le poche, ma preziose, ore di sonno molto utili, col senno di poi! Infatti il sabato della partenza sono arrivato a Melpensa in condizioni più simili a quelle di un morto vivente che a quelle di un viaggiatore! Mi sono avvicinato al check-in per forza d'inerzia, barcollando e senza la benché minima sensazione di stare per partire con destinazione l'altra parte del mondo. Quando è arrivato il mio turno, tuttavia, la sottile voce della hostess mi ha improvvisamente svegliato:

"lei va in Nuova Zelanda vero?"

Come se un sonoro schiaffone mi avesse riportato nel mondo dei vivi, mi sono spaventato, ma sono allo stesso tempo rinvenuto e una forza impensata mi ha dato le forze per rispondere e capire. Finalmente si parte! Il viaggio per Dubai è lungo, ma tranquillo. Qualche oretta di sonno credo anche di essere riuscito a farla. Il mio compagno di viaggio è un ragazzo di colore sulla trentina, coperto fino all’inverosimile di indumenti, come se nella valigia non entrassero tutti. Io non ho la men che minima voglia di mettermi a chiacchierare in una lingua che non sia la mia di argomenti che probabilmente non avranno nulla di utile. Per fortuna lui non è da meno: ci ignoriamo per tutte le 6 ore del viaggio.

Arrivato a Dubai, comincio a sentire i primi segni di cedimento. Sono stanco. Decisamente stanco.

È notte, l'aereo sorvola una distesa di luci impressionanti delimitate dal buio profondo del deserto tutto intorno. Le strade sotto i nostri occhi, sono illuminate, in mezzo al nulla, da una sterminata fila di lampioni. Sono righe talmente precise e rettilinee che sembrano state tirate con riga e squadra dal geometra comunale di Locate Triulzi. L'aeroporto di Dubai è arrogante, lussuoso e straordinariamente immenso, ma non ho le forze per girarlo e svengo sulla prima chaise-longue libera che trovo. Riesco a riposarmi per qualche ora, ma non riesco a prendere sonno. Mi imbarco in queste condizioni verso Sidney, con una notte brava alle spalle, poche ore di sonno e 16 ore di volo davanti. Non fa male!

Come tutti sapranno la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. La dea bendata, infatti, mi ha fatto capitare nei più bei posti di un AirBus A380-800, i posti in prima fila, quelli con davanti il muro divisorio tra le classi, quelli con tanto spazio per le gambe e per le borse,quelli in cui posso distendere le gambe e finalmente dormire. Ho vinto! Penso. I miei compagni di viaggio sono una coppia di Tedeschi che andranno a fare un giro di 9 settimane in Nuova Zelanda. Sono anche simpatici. Lui è un tipo sui 35 anni, alto e snello ma con una bellissima pancetta da birra; i suoi lineamenti li definirei normali, senza particolari degni di nota, non fanno di certo pensare a un tedesco, la sola cosa che tradisce la nazionalità germanica, sono gli immancabili sandali e i capelli non troppo corti ma leggermente più lunghi sulla nuca. Lei e una donna sui 30-35 anni. Non molto magra, ma con un viso pallido, emaciato e consunto, tanto da far sembrare le ossa e i muscoli del viso ricoperti di un sottile foglio di carta anziché di pelle

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Commenti
  1. Massimo B
    , 29/4/2010 21:01
    Ciao Aldo,
    voglio ringraziarti per avermi fatto rivivere, almeno in parte, il viaggio fatto nel 2006.

    MassimoB
    www.raccontidiviaggio.com

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