AOTEAROA - Una terra agli antipodi

AOTEAROA – Nuova Zelanda Isola del Nord Giovedì 9 novembre 2000 Arrivo a Auckland, capitale economica del paese, dopo un volo di 22h via Londra-Los Angeles (70% del budget). Gli abitanti sono accoglienti. Andiamo subito a prendere il camper (5% ...

  • di Roberto Magioncalda
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

AOTEAROA – Nuova Zelanda Isola del Nord Giovedì 9 novembre 2000 Arrivo a Auckland, capitale economica del paese, dopo un volo di 22h via Londra-Los Angeles (70% del budget).

Gli abitanti sono accoglienti.

Andiamo subito a prendere il camper (5% del budget) Mio Dio: il camper!!! Guidare a sinistra non è un grosso problema, piuttosto trovare le frecce senza far scattare ripetutamente il tergi cristalli è veramente difficile! La marcia a sinistra è un altro gadget di cui avrei fatto volentieri a meno ; e poi, la terza che non entra mai... Primo obiettivo: fare le provviste per i prossimi giorni. Ci viene gentilmente indicato sulla carta stradale dataci in omaggio un supermarket a soli 2Km dal Rent-car. Fortuna che in cambio di un passaggio sino a casa sua, una maori incrociata sulla strada si offre di farci da guida, altrimenti penso che avremmo passato il resto del nostro viaggio di nozze a cercarlo! Ad Auckland passiamo una bellissima serata, il centro è speciale e la Sky-tower che domina la città offre uno splendido panorama sulle 2 baie che guardano sul Pacifico ed il Mare di Tasman, le 52 isole tutt'intorno ed i 60 vulcani spenti che punteggiano la piana sino all'orizzonte : miiiii che spettacolo! Ci ricorderemo con piacere anche il piatto di costolette di ...Gamberetti (!) e dell'insalata d'agnello: avevamo dimenticato che gusto avesse l'agnello.

Venerdì 10 novembre 2000 Dopo un viaggio di notte ed una notte frescolina, ci risvegliamo a Orere Point sulle rive dell'oceano Pacifico. Un risveglio fra i fiori, su una spaaggia di sabbia fine ed una marea di gabbiani (la maggiorparte sono sterne col becco e le gambe rosse. Ci abitueremo rapidamente alla loro presenza ovunque, è come se sostituissero i piccioni nostrani, ma in maniera molto più simpatica). La foresta è solo a qualche metro e la sensazione di libertà è già palpabile.

Non siamo che al primo appuntamento con la Nuova Zelanda ed essa ci appare già come un piccolo paradiso. E sinceramente, non ci fu più dato di cambiare opinione!!! Il primo viaggio a lunga percorrenza ci porta verso la Penisola di Coromandel e comincia lungo una bellissima costa frastagliata dove aironi e trampolieri di ogni specie si alternano a rapaci che planano a destra e a manca.

Ah, tutta la Pacific Highway è una banale strada a due corsie : una in un senso e l'altra nell'altro! Giunti a Coromandel, si penetra nella densa e profumata foresta di Wangapohua in direzione di Whitianga. La strada attraversa spesso delle argille rosse, rosa, viola e gialle che, persi in tanta bellezza, dimenticheremo di fotografare (bravi tonti!). Per fortuna ne abbiamo fatto una ripresa di... 7 secondi! Le foreste di palme, abeti, querce e felci giganti si estendono fianco a fianco a lunghe spiagge costituite da conchiglie e frammenti di corallo che ci riempiono gli occhi, il cuore e... la bottiglia di sabbia! La sera, fra i pinnacoli rocciosi della baia di Whitianga, ci dirigiamo verso il paesino di Hahei. Il vento si alza, il sole tramonta e... fa un freddo boia!!! Sabato 11 novembre 2000 Facciamo una passeggiata a Cathedral Cove, una serie di baie meravigliose dove il mare ha scavato degli archi di pietra in una roccia vulcanica multicolore. E' un saliscendi continuo che porta da foreste con piante ed uccelli sconosciuti a spiagge vestite di sabbie dorate.

Il pomeriggio andiamo a Hot Water Beach. Equipaggiati di una pala noleggiata nel chioschetto antistante la spiaggia, scaviamo la nostra piccola buca nella sabbia in attesa che le sorgenti calde ci intiepidiscano il bagno nelle freddissime acque del Pacifico, col magro risultato di ustionarci la pianta dei piedi!!! A Tairua scaliamo la piccola cima del Monte Paku, visto che la leggenda dice che chi lo scala ritornerà in Nuova Zelanda dopo 7 anni... Impariamo presto che i neozelandesi sono abilissimi a fare le aree di campeggio, ad equipaggiare ogni luogo di toilette pubbliche pulite e sempre munite di carta igienica, ma i sentieri non sono il loro forte, avendo una certa propensione a seguire la linea di massima pendenza, ovvero dritti, dritti, dritti sino alla cima!!! E' una zona Kiwi (quelli col becco), ma nemmeno l'ombra di questi uccelli bizzarri, ma del resto sono soliti dormire 20h/24h e sperare di trovarne uno sveglio sarebbe domandare troppo. Le case tutt'intorno sono bellissime ed i giardini fioriti una meraviglia

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