Nuova Zelanda ovvero il paradiso dei geologi

PREMESSA Domanda: cosa può volere di più un geologo (in vacanza) di un Paese che offre: - vulcani ancora in attività - innumerevoli aree geotermiche - aree modellate dagli eventi glaciali e con ghiacciai attualmente in espansione - catene montuose ...

  • di Giovanna C.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

PREMESSA Domanda: cosa può volere di più un geologo (in vacanza) di un Paese che offre: - vulcani ancora in attività - innumerevoli aree geotermiche - aree modellate dagli eventi glaciali e con ghiacciai attualmente in espansione - catene montuose di stile alpino Risposta: niente! E così... Eccomi di ritorno a raccontare qualcosa su questo meraviglioso Paese (sperando che possa essere di aiuto a qualcuno che vuole ripetere lo stesso viaggio).

Erano anni che sognavamo questa meta, ma un po’ il costo elevato del viaggio aereo, un po’ la lontananza dall’Italia ci avevano sempre fatto cambiare idea. Alla fine ci siamo decisi e devo dire che non siamo rimasti delusi. La Nuova Zelanda è una specie di enorme parco naturale, un Paese dove la bellezza dei suoi paesaggi la fa davvero da padrona, dove ci sono circa 4 milioni di abitanti e (dicono) 40 milioni di pecore e la densità abitativa è talmente bassa che ci sia abitua a guidare per centinaia di km senza incontrare neanche una automobile in senso opposto... Su questa terra, a causa dell’isolamento in cui si è sempre trovata, la fauna si è evoluta in modo del tutto particolare. La Nuova Zelanda è il regno degli uccelli, mentre pochi sono i mammiferi presenti (tra cui nessuno di grandi dimensioni) e per finire non c'è neppure un serpente... Data la quasi totale mancanza di predatori, molti uccelli neozelandesi hanno addirittura perso la capacità di volare! Purtroppo, con la comparsa dell’uomo, l’habitat è stato sconvolto, soprattutto a causa del disboscamento che ha causato la quasi totale scomparsa delle originarie foreste dominate dalle piante di kauri e con l’introduzione di molte specie animali esterne (conigli, opussum, cani e gatti tanto per citarne alcuni). Tutto ciò ha portato alla totale estinzione di molte specie di uccelli (ad esempio il grosso Moa) mentre altri lottano per la loro sopravvivenza (come il famoso Kiwi). Oggi il popolo neozelandese ha sviluppato una profonda coscIenza ecologica, però ad alcune situazioni è difficile porre rimedio e questo mi ha fatto molto riflettere su quanto sia fragile il mondo su cui viviamo.

Una caratteristica di questo Paese è la sua incredibile variabilità climatica; nello stesso giorno può capitare di svegliarsi con pioggia, freddo e cielo grigio e dopo poco arrostirsi al sole (o viceversa). In qualsiasi stagione consiglio quindi di portare cappello e crema solare ad alta protezione, perché quando il sole esce picchia forte, ma anche una giacca impermeabile con cappuccio (indispensabile per chi vuole cimentarsi in qualche camminata sui bellissimi sentieri neozelandesi). Sempre per chi vuole fare trekking, servono un paio di scarponi, i sentieri sono tutti molto ben tenuti, ma è meglio avere un minimo di attrezzatura. Tenete conto che all’arrivo all’aeroporto vi chiederanno di mostrare le suole dei vostri scarponi, che dovranno essere pulite; in Nuova Zelanda sono molto fiscali riguardo all’introduzione di specie vegetali straniere e quindi in caso fosse necessario vi confischeranno gli scarponi, restituendoveli dopo una accurata pulizia.

La guida a sinistra, dopo i primi momenti di panico, non presenta problemi, anche perché soprattutto nell’Isola del Sud il traffico è veramente inesistente. Il costo del noleggio auto non è elevato, noi abbiamo prenotato dall’Italia con Hertz pagando circa 20€ al giorno tutto compreso; la benzina costa circa 0.6€ al litro.

Le distanze in Nuova Zelanda sono grandi, è meglio stendere un itinerario in modo da non essere costretti a macinare centinaia di km ogni giorno, si rischierebbe di vedere solo paesaggi dal finestrino di un’automobile e di non godersi nulla. Secondo me è meglio rinunciare a qualcosa e vedere con tranquillità tutto il resto, noi per esempio abbiamo deciso di visitare in fretta le città e di privilegiare la visita ai parchi naturali

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