Indimenticabile New Zealand: da Nord a Sud

A distanza di quasi quattro anni eccoci a raccontarVi il nostro viaggio di nozze in Nuova Zelanda: un’esperienza fantastica, un viaggio che ci ha entusiasmato, stupito, divertito, arricchito e lasciato un ricordo indelebile per un paese dove la natura è ...

  • di enryko
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

A distanza di quasi quattro anni eccoci a raccontarVi il nostro viaggio di nozze in Nuova Zelanda: un’esperienza fantastica, un viaggio che ci ha entusiasmato, stupito, divertito, arricchito e lasciato un ricordo indelebile per un paese dove la natura è ancora padrona e dove la gente ti conquista per la sua semplicità e disponibilità. Il viaggio è stato principalmente organizzato da noi sul posto, dall’Italia avevamo prenotato solamente l’hotel per la prima notte, il noleggio dell’auto e le ultime due notti ad Auckland. Per il resto ci siamo prodigati noi nella ricerca di alloggio, che ci ha portato via non più di un’ora al giorno, ristoranti, posti da visitare, cose da fare, eccetera. La Nuova Zelanda è un paese “facile” in ogni città ci sono alloggi e ristoranti per tutte le tasche, la gente è cordiale e con un minimo di conoscenza dell’inglese non ci sono problemi.

Il nostro itinerario, a differenza di gran parte dei tour a catalogo che prevedono la partenza da Auckland ed un tour orario per l’isola del nord ed antiorario per l’isola del sud per poi rientrare in Italia da Christchurch, inizia da Christchurch e termina ad Auckland e percorre l’isola del sud in senso orario e quella del Nord in senso antiorario. Il 12 Marzo dopo tre giorni fantastici trascorsi a Sidney, atterriamo, con volo Air New Zealand, a notte inoltrata a Christchurch nell’isola del Sud. Dall’aereoporto giungiamo con un taxi all’hotel che avevamo prenotato dall’Italia; la voglia di iniziare il tour è maggiore della nostra stanchezza e così prepariamo subito il nostro zainetto “tattico” con guida (Lonely Planet), cartina stradale, taccuino Moleskine, penna ed un itinerario di massima che dietro alcuni consigli di un amico e consultando il sito ufficiale del turismo neozelandese, avevamo buttato giù prima di partire.

Prima tappa: CHRISTCHURCH – SUMNER – DIAMOND HARBOUR – TIMARU (KM 262) La mattina dopo ci dirigiamo di buon ora nel centro della città. Qui dopo un tour effettuato a bordo di un tram dove un simpatico personaggio vestito da tranviere ci illustra cosa passa sotto i nostri occhi, ci dedichiamo alla visita della cattedrale per poi concederci un po’ di relax gironzolando qua e la per le vie del centro. Alle 10 in punto andiamo a prendere la nostra auto a noleggio: una Toyota echo (la nostra yaris). L’approccio con la guida a destra è per i primi 5 minuti devastante: anziché mettere la freccia azionavo il tergicristallo, la ricerca del cambio era preceduta da urti nel finestrino, poi, tutto si è sistemato e sinceramente non ho avuto più problemi. Durante questa tappa ci fanno da compagni di viaggio gli innumerevoli greggi di pecore e di cervi che stancamente pascolano sulle dolci verdi colline, altrettanti innumerevoli laghetti d’acqua azzurra che solo a guardarli ti trasmettono una sensazione di fresco, il tutto sotto un cielo terso a tratti colorato dalle vele dei tanti kyte-surf che solcano l’acqua del mare.

Seconda tappa: TIMARU – FAIRLIE – LAKE TEKAPO – LAKE PUKAKI (Mt. COOK) – TWIZEL – OMARAMA – MOERAKI (MOERAKI BOULDERS) DUNEDIN – PORTOBELLO (OTAGO PENINSULA - pinguini) – DUNEDIN (KM 499) Purtroppo le nuvole coprono la vetta del monte Cook (pare sia abbastanza usuale) e quindi non possiamo ammirare la maestosità di questo monte, ma, nonostante ciò la vista che si gode dalle rive del lago Pukaki è comunque incantevole. Dopo la tappa a Moeraki, dove decidiamo di vedere le Moeraki Boulders dal View Point anzichè scendere in spiaggia, giungiamo a Dunedin città universitaria ed in perfetto stile scozzese, tant’è che ci dicono Dunedin essere la traduzione di Edimburgo in gaelico. Ci arriviamo nel tardo pomeriggio e tentiamo comunque la sorte dirigendoci verso Portobello, nell’Otago peninsula, per poter vedere i pinguini dagli occhi gialli. Dopo un buona mezz’ora di guida per le tortuose strade che lambiscono il mare, arriviamo giusto in tempo per l’ultimo tour guidato: la vista, da casottini interrati simil bunker, del rientro dal mare di questi simpatici uccelli ripaga della non proprio entusiasmante (a parer nostro) organizzazione del tutto

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