"No way, Norway!"

Ho passato 5 mesi a Trondheim in Norvegia per motivi di studio nel 2009, così ho convinto i miei genitori a venirmi a trovare durante le vacanze di Pasqua, un periodo non consigliabile per una vacanza in Norvegia per il ...

  • di Nancy'86
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Benché il sole faccia capolino a sprazzi, il percorso ci regala degli scorci molto suggestivi, soprattutto nell’ultimo tratto, e una volta arrivati in cima, godiamo di un paesaggio senza eguali con vista sul Lysefjord e siamo contenti di essere fra i primi a raggiungere il bordo del pulpito, da cui ci sporgiamo piano piano, 600 metri di strapiombo fanno venire le vertigini a chiunque! In poco tempo la roccia si riempie di turisti e norvegesi che corrono lungo il tragitto, raggiungono la cima e poi tornano indietro. E incontro pure il mio amico austriaco Christoph, quando si dice che il mondo è piccolo! Consumiamo un pranzo al sacco seduti di fronte al magnifico paesaggio e a malincuore discendiamo verso la nostra Fabia che ci aspetta al parcheggio, dove ci prendiamo una seconda sosta al ristorante del Preikestolen Fjellstue, di fronte a un laghetto incorniciato dalle montagne circostanti.

Risaliamo in macchina verso le 3 e seguiamo la 13, direzione Hjelmeland – Sand. Giunti a Hjelmeland, prendiamo un traghetto (spesso è l’unico mezzo per spostarsi da un luogo all’altro se si viaggia lungo la costa, poiché evita inutili e interminabili zig zag) fino a Nesvik e continuiamo sulla 13. Il sole splende ed è un piacere viaggiare su questa strada senza traffico (sarà che a Pasqua non c’è in giro nessuno) a ridosso di laghetti con la superficie ancora ghiacciata, circondati da rilievi i cui fianchi sono ricoperti di lingue di neve che quasi si immergono nell’acqua salata. A Berge proseguiamo sulla 13 fino ad arrivare a Horda dove imbocchiamo la E134 per andare a Røldal, località sciistica piuttosto frequentata dai norvegesi, tanto che tutti i campeggi consigliati dalla nostra guida non disponevano più di “cabin” libere per la notte, sarà che siamo arrivati verso le 6 e come al solito tutte le reception son chiuse e pure i ristoranti servono solo caffè e torte. Il benzinaio ci consiglia di dirigersi verso Hordalia per trovare un hotel. Facciamo come ci dice. Nel buio scorgiamo un edificio in tutto e per tutto simile a un hotel. Ci fermiamo per chiedere una stanza, ma con molta sorpresa ci accoglie una signora bionda piuttosto arzilla che ci spiega che questo posto è casa sua (è un vecchio hotel dell’800 che la sua famiglia ha comprato in anni recenti e sta ristrutturando, e qui ci passano le vacanze invernali) ma che possiamo tranquillamente fermarci a dormire poiché dispongono di camere libere. Al momento non riusciamo a crederci (capiterebbe mai una cosa simile in Italia?) ma siamo in Norvegia e questo paese e i suoi abitanti sono veramente pieni di sorprese. Increduli, scarichiamo i nostri pochi bagagli e la figlia della proprietaria si offre di prepararci i letti, mentre la gentilissima signora bionda ci mostra i bagni e la cucina e ci dice che possiamo usufruirne, insomma “fate come a casa vostra”. Meglio di così non poteva andare. Un po’ intimiditi prepariamo qualcosa da mangiare e conosciamo la famiglia al completo, marito, altri figli e un nipotino che giocano a carte nel salotto affianco. Tutto è arredato con gusto e l’atmosfera che si respira è veramente piacevole e tranquilla. Ci viene offerto un bicchiere di vino, e poi il caffè..noi contraccambiamo con dei dolcetti tipici comprati oggi a una stazione di benzina. Dopo una doccia veloce, ci corichiamo verso le 10, esausti dopo la lunga giornata di oggi, ma molto felici e al calduccio.

Giorno 3. Dopo una notte da re, facciamo colazione e lasciamo 100 NOK alla proprietaria nonostante abbia insistito perché non pagassimo. Ci spiega che siamo i secondi stranieri a dormire qui, dopo due ragazze australiane che facevano l’autostop in queste zone. Tutti i soldi guadagnati finora, non molti ovviamente, vengono riposti in una cassetta e la famiglia deciderà poi cosa farne, probabilmente verranno usati per ristrutturare ulteriormente l’edificio

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