Da Oslo alle Svalbard, diario di vagabondaggio

Questo diario non è una raccolta di "informazioni utili"sulla norvegia(per le quali sono comunque disponibile sul forum)ma l'insieme delle esperienze vissute in un viaggio che ha tentato di essere il più possibile "on the road".Visto e considerato che "spendere poco" ...

  • di Giovanni Drogo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Questo diario non è una raccolta di "informazioni utili"sulla norvegia(per le quali sono comunque disponibile sul forum)ma l'insieme delle esperienze vissute in un viaggio che ha tentato di essere il più possibile "on the road".Visto e considerato che "spendere poco" in assoluto è pressochè impossibile ovunque,si può però risparmiare limitando le spese a mio giudizio più sterili,come cibo,pernottamenti e piccoli spostamenti,indirizzandole invece verso tutto quanto è ricreativo.

1°giorno:partenza alle 6:40 da Roma Ciampino,prima fermata Bergamo Orio al Serio quindi arrivo ad Osolo Torp,circa 120 km a sud della città.

Sul volo per Oslo ci sono diversi gruppi di “metallari”,tanti per essere solo un caso.Giunto all’aeroporto norvegese,sfogliando uno degli opuscoli sulla città sciolgo il dubbio:in una pagina dedicata agli eventi di questo mese compare “Inferno Metal Festival”,concerto di cui c’è traccia in tutta la città.Nel corso di una breve passeggiata in centro infatti noto almeno una ventina di comitive:norvegesi,tedeschi,polacchi e ovviamente italiani.Come in molte delle altre città europee che abbia visitato anche ad Oslo sono frequenti i richiami al nostro paese:bar,pianobar,negozi di abbigliamento dai nomi”Vero Moda” e “Mona Lisa”.Ad ogni modo a causa dei quasi trenta chili di bagagli che porto sulle spalle la passeggiata si limita alla via del Palazzo Reale,sede dei reali norvegesi,ed alla zona portuale.In serata attendo il pullman per Trondheim,prima tappa di questo lunghissimo viaggio verso il nord.

2°giorno:arrivo a Trondheim alle 7 del mattino dopo nove interminabili ore di viaggio,trascorse poco a dormire e molto a fissare meravigliato il display del termometro del pullman che nel pieno della notte segna -20°C.Quindi partenza per Bodo,prima tappa altre il 66° parallelo che sancisce l’ingresso al Circolo Polare Artico,lungo una spettacolare ferrovia panoramica costeggiata da valli sommerse di neve e montagne che cadono a picco sul mare:è lo spettacolo dei fiordi.Arrivato cerco un posto appartato in cui montare la tenda e trascorrere la notte;lo trovo ai margini della zona portuale.E’ già buio,dentro mentre scrivo sento il vento soffiare forte.Per qualche ora tento di addormentarmi ma la temperatura è inaspettatamente estrema ed il mio sacco a pelo non è in grado di sostenerla.Inoltre non potendo mettere i picchetti perché mi trovo su una roccia,il copritelo non è ben fissato per cui la parte inferiore si agita continuamente per effetto del vento che mi raggiunge così più facilmente.Cerco di resistere,aggiungo un maglione ed un paio di calzini ma prima che la notte trascorra desisto.Smonto tutto in fretta e comincio a girovagare per la cittadina sperando che una tra le stazioni dei treni o dei pullman sia aperta,ma purtroppo è ancora troppo presto.Provo invano a forzare le porte dei vagoni di un treno fermo sulle rotaie.Ad un tratto vedo due panchine a ridosso di un edificio e mi fermo,stanco dell’ora abbondante di cammino.Allora poso gli zaini e faccio qualche passo quando due porte automatiche poco lontane da me si spalancano;si tratta delle porte di un bar chiuso ma comunque accessibile.Ci sono dei tavoli e delle sedie,fa caldo,così mangio qualcosa e bevo un po’ dell’acqua che nel frattempo è diventata gelida.Mi sistemo infine per dormire ma non ho molto tempo;è già quasi mattino e domani prima delle 7 voglio sgomberare per evitare che mi trovino qui all’apertura.

3°giorno:mi sveglio nel bar di Bodo ben prima delle 7 e,comunque prudente,esco di fretta.Raggiungo la stazione dei pullman dove conosco Amelie e Carol,due ragazze francesi in partenza per Narvik.Poco dopo un autista mi comunica che invece il mio di pullman,diretto a Svolvaer,isole Lofoten,è sospeso causa l’inizio delle vacanze pasquali,e che non ci sono modi per raggiungere la città.Perderò così la battuta di pesca prenotata da Roma.Allora decido di fare autostop sulla strada in direzione di Tromso,verso nord,per provare a questo punto ad anticipare con un cambio di volo la partenza per le isole Svalbard,in programma da Tromso stessa.Il primo a caricarmi ha più o meno la mia età,il secondo è l’unico che quasi non spiccica una parola di inglese e che,non appena salito,mi chiede se abbia del’alcool.Con lui arrivo a Fauske,dopo circa 40 km dove mi prende un terzo ragazzo con cui viaggio per un’ora buona e che mi accompagna fino ad un tratto della statale meraviglioso:montagne candide,mare celeste e tante specie di uccelli ovunque

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