Capo nord 1957

Capo Nord - 1957 Di Giorgio C. Nelle pagine che seguono è riportata la relazione scritta da mio padre, Giorgio C., durante un viaggio svolto in compagnia di mia mamma con destinazione Capo Nord. Un altro viaggio in Scandinavia si ...

  • di pierluis
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Capo Nord - 1957 Di Giorgio C.

Nelle pagine che seguono è riportata la relazione scritta da mio padre, Giorgio C., durante un viaggio svolto in compagnia di mia mamma con destinazione Capo Nord. Un altro viaggio in Scandinavia si dirà il Turista Internetnauta Itinerante, si ma con la particolarità che questo viaggio è datato: estate 1957. Sono quindi trascorsi più di quaranta anni da quando in quella lontana estate, una giovane coppia di sposi, con un budget di spesa alquanto limitato, con un mezzo di trasporto che oggi non verrebbe usato neanche per trascorrere il fine settimana in montagna e, soprattutto, con tutte le incognite che la realtà di quegli anni poneva, decisero, in alternativa a una vacanza marina in Italia di andare verso il Nord Europa. Non sorrida divertito il turista itinerante del terzo millennio, armato di cellulare, GPS e fedele carta di credito, nel leggere alcuni passaggi del racconto, ma cerchi di calarsi in quella che era l’atmosfera di 40 e più anni fa. In conclusione, una nota personale, un ringraziamento a chi, purtroppo, non c’è più da molti anni. A mio padre, che ha saputo trasmettermi la sua voglia di viaggiare, di scoprire sempre qualcosa di nuovo, che alle affollate spiagge della riviera ligure o romagnola ha preferito tranquille baie della Sardegna o della Calabria o della Sicilia, che anziché le agiate comodità di un albergo "all comforts" ha preferito la bellezza di un campeggio immerso nei pini della Foresta nera in Germania per svegliarsi al mattino successivo e far vedere ai propri figli - a me, allora bambino di non più di dieci/dodici anni - le affascinanti cascate del Reno a Sciaffusa, (già tappa del viaggio narrato nelle pagine seguenti), o che alla calda e confortevole accoglienza di un "Logis de France" ha preferito quel campeggio sulla costa atlantica dove le cicale facevano da colonna sonora al nostro sonno.

--------------------------- PREMESSA Non sembri strano che a distanza di quasi due anni dal momento che sono state scritte abbia voluto dare una stesura leggibile a queste note nate durante le ferie dell’estate 1957. Mi sono deciso perché ancora oggi amici e colleghi chiedono notizie di questa mia escursione al Nord ed è difficile, così a distanza di tempo, riordinare e ricordare impressioni che spero siano tali da invitare almeno qualcuno a partire. Appunto con questa speranza mi sono accinto a questa piccola fatica, che non sarà completa se non mancherà qualche avvertimento. Ripetere il mio itinerario non sarà certo nulla di strano, di eroico, anche perché ogni anno che passa migliorano le condizioni delle strade, l’unica cosa che ho trovato arretrata. Migliorano i mezzi di trasporto, più robusti, veloci e potenti. I "budget" di ogni stato prevedono enormi spese stradali ad ogni esercizio finanziario e tra qualche anno parte del viaggio che descrivo nelle pagine seguenti sarà possibile farla su gigantesche autostrade. Se non si vuol attendere un domani che non si sa quanto lontano, e partire presto, dovrà solo aversi un po' di coraggio, o di fiducia o di incoscienza perché al momento attuale, se si sceglierà il ritorno attraverso la disabitata Lapponia finlandese, si troverà in luoghi dove mancano del tutto i comfort e, più importante, non esistono stazioni di servizio e le possibilità di eventuali riparazioni sono minime. In secondo luogo non vorrei che il mio entusiasmo fosse considerato esagerato. Non a tutti potranno sembrare sufficienti quegli spettacoli agresti, quel contatto con la Natura che al Nord è così facile stabilire

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