Norvegia Fly&Drive

NORVEGIA 2005 1° giorno: arriviamo all’aereoporto di Torp (Oslo) e ci trasferiamo con due ore di pulmann in città. Piove un minuto si, un minuto no; lasciati i bagagli in albergo camminiamo un paio d’ore, perlustrando i luoghi che , ...

  • di Carlo Longoni
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

NORVEGIA 2005 1° giorno: arriviamo all’aereoporto di Torp (Oslo) e ci trasferiamo con due ore di pulmann in città. Piove un minuto si, un minuto no; lasciati i bagagli in albergo camminiamo un paio d’ore, perlustrando i luoghi che , sperando in un clima migliore, saranno oggetto della visita domani.

2° giorno: dopo un’abbondante colazione, buttiamo il naso fuori e vediamo con piacere che gli squarci di cielo sereno tentano di farsi largo; la giornata si preannuncia migliore del previsto e parte così il nostro giro. Fortunatamente la maggior parte delle attrattive possono essere raggiunte con una breve passeggiata lungo la via principale, la Karl Johans Gate. Vediamo così la Oslo Domkirke, Il Palazzo reale, Lo Stortinget (il parlamento) ; visitiamo il piano superiore della Galleria Nazionale che espone opere importanti (Monet, VanGogh, Cezanne, Picasso….) tra cui la famosa tela di Munch, L’urlo. Ci dirigiamo poi in zona porto dove, attraversando la piazza del municipio (Rahdus ), raggiungiamo il complesso del castello e della fortezza Akershus (molto bello il panorama della città che si puo’ ammirare dai bastioni esterni.).Scendiamo all’ AkerBrygge, la banchina del porto, dove finalmente sostiamo per mangiare uno spettacolare piatto di gamberetti freschi. Nel pomeriggio, raggiungiamo in tram il Vigeland Park , che ospita quasi 200 statue dell’omonimo scultore norvegese, per poi rientrare in albergo e goderci il piu’ che meritato riposo.

3° giorno: salutiamo la capitale e di buon mattino ci trasferiamo in aereo ad Evesen, oltre il circolo polare artico. Ritiriamo la macchina dal noleggio e in un paio d’ore raggiungiamo le isole Vesteralen , a nord delle Lofoten. Ci fermiamo a Sortland per uno spuntino, per poi dirigerci piu’ a nord a

e a Nyksund , due piccolissimi villaggi di pescatori molto caratteristici. Queste zone sono importanti punti di partenza per le gite fotografiche in alto mare durante la stagione turistica; l’atmosfera assolutamente caratteristica viene invece esaltata in questo periodo di maggiore tranquillità, dove si presentano come dei villaggi abitati solo dai gabbiani. Attraversiamo in auto tutta l’isola di Andøya (inaspettatamente verde vista la latitudine) e in serata raggiungiamo sull’estremità settentrionale, Andenes. Davvero stanchi, ci fermiamo a mangiare dell’ottimo pesce e pernottiamo in un Rorbu , una caratteristica costruzione sul mare, dove davvero non manca nulla.

4° giorno:è la giornata del Whale safari, l’uscita in barca per avvistare le balene.L’escursione, prevista in un primo tempo in mattinata, viene spostata alle quattro del pomeriggio: il mare è grigio, il cielo è grigio, le balene saranno grigie; dopo un’ora di navigazione la barca sosta in un punto di mare dove l’avvistamento sembra possibile. Infatti l’attesa viene premiata; dall’acqua emerge la sagoma di una balenottera: mette fuori la testa, spruzza il suo caratteristico getto d’acqua, si rinasconde nel mare…..il tutto ripetuto piu’ volte, sembra un balletto, che si conclude con la spettacolare immersione finale , con tanto di coda in bella mostra. Saranno tre gli avvistamenti totali prima del rientro in tarda serata, durante il quale ci viene servita una corroborante zuppa , piu’ che mai apprezzata visto il clima assai rigido.

5° giorno: ritorniamo al di qua del circolo polare artico con il volo Evenes-Trondheim. Arrivati a Trondheim, parcheggiamo con un po’ di difficoltà l’auto appena ritirata ed iniziamo la visita della città. Tanto per cambiare pioviggina: facciamo comunque in tempo a fare una breve visita alla cattedrale di Nidaros , l’edificio medievale piu’ grande della Scandinavia, prima di incamminarci, attraversando il Gamle Bybro (ponte della città vecchia), verso la parte piu’ antica e caratteristica della città.Una breve visita al museo del folklore e poi parte la ricerca dell’albergo, un po’ piu’ difficoltosa del solito, dato che la città è sicuramente meno deserta dei paesaggi appena abbandonati a nord.

6°giorno : in tre ore di macchina ci trasferiamo a Kristiansund, antico centro per la pesca costruito sulle colline di tre diverse isole. Il paese sembra carino ma scopriamo che di domenica è praticamente preclusa qualsiasi attività. Visto che il tempo manco a dirlo non è un granchè, sfogliamo la guida e scegliamo un ristorante sul porto dove assaggiare la tipica zuppa di pesce. Per tornare verso Andalsnes riscendiamo dalla parte dell’Atlanterhavsvein, l’impressionante strada dell’Atlantico , che unisce 17 isole, con ponti sul mare davvero spettacolari. Arrivati ad Andalsnes, pernottiamo in un minuscolo bungalow ai piedi del Trollveggen , la montagna dei Troll che scavalleremo il giorno dopo.

7° giorno: le nuvole sono bassissime e noi ci prepariamo a percorrere il Trollstigen, una strada da brivido, con 11 tornanti scavati nella roccia che attraversano la cascata di Stigfossen , costeggiando le cime piu’ alte della Norvegia e le foreste, che la leggende vuole essere abitate dai Troll. Una breve sosta su al passo, e poi ci dirigiamo in direzione Alesund. La strada che passa da Valldal finisce diretta nel mare, dove un traghetto fa la spola con l’altra sponda del fiordo; da lì riprende il nostro trasferimento.Alesund è una carinissima città costiera, ricostruita dopo un incendio nel 1904 nel caratteristico stile art noveau. Nonostante il forte vento, giriamo il centro a piedi , visitiamo l’acquario e il Sunnmøre Museum, dove è documentata per l’appunto, la ricostruzione della città.

8° giorno: lasciamo Alesund e raggiungiamo Geiranger percorrendo la strada di ørnevegen, che ci offre, tornante dopo tornante, una vista incredibile sull’omonimo fiordo,il Geirangerfjord , forse il fiordo piu’ visitato dai turisti di tutto il mondo. Qui il panorama del braccio di mare lungo 20 km, circondato da pareti di roccia altissime, è veramente particolare. Durante la navigazione fino ad Hellesyt abbiamo la possibilità di ammirare una serie di cascate mozzafiato che bagnano le pareti, punteggiate dalle fattorie abbandonate, abbarbicate alla scogliera. Riprendiamo la macchina e facciamo una deviazione nella Noranggsdalen , una delle zone piu’ suggestive dei fiordi settentrionali, un po’ fuori dai soliti itinerari turistici. Vecchi cascinali, rifugi in pietra, laghi di montagna, cascate e picchi innevati; davvero una valle incantata. Ritorniamo sull’itinerario principale e raggiungiamo Loen, perfetta base di partenza per le escursioni ai ghiacciai della zona, dove troviamo un’ottima sistemazione per la notte e soprattutto, ci abbuffiamo nel ristorante piu’ bello del posto.

9° giorno: Il ghiacciaio di Briksdalsbreen, è raggiungibile in poco piu’ di un’ora di facile camminata, che si conclude proprio ai piedi della lingua glaciale . Al mattino presto, riusciamo ad anticipare le escursioni organizzate e quando arriviamo, ci godiamo lo spettacolo in relativa solitudine (saremo stati in sei persone in tutto). Indescrivibile la maestosità della lingua di ghiaccio bianco celeste, che cade a picco nelle acque gelide da lei stessa generate. Pranziamo e riprendiamo a scendere lungo la statale fino a Laerdal, che raggiungiamo dopo un trasferimento di circa quattro ore ed una breve sosta ad una delle tante stavkirke (le tipiche chiesette in legno norvegesi). Dopo cena, una passeggiata nei dintorni ci porta alla scoperta di Laerdalsøyri , un borgo antico di case in legno perfettamente conservate, risalenti al XVIII secolo.

10° giorno: dobbiamo raggiungere Aurland e scegliamo di farlo, non attraversando un moderno tunnel stradale lungo 24 km, ma percorrendo la vecchia Snøvegen, la strada della neve, che si inerpica su e giu’ per l’altopiano, con vedute molto suggestive lungo tutto il tragitto. La tappa principale di oggi è la Flambanen , il collegamento turistico tra Flam e Myrdal; Questa meraviglia dell’ingegneria, che si trova sulla tratta che collega Oslo e Bergen, sale con un dislivello di oltre 800 metri tra valli e cascate, ed è diventata ormai una vera attrazione turistica. Noi facciamo il percorso intero all’ andata, mentre al ritorno percorriamo a piedi il tratto delle prime due stazioni. Una veloce visita alla piccola casa-museo che ricorda i tempi in cui la ferrovia fu costruita, e poi ci rimettiamo in viaggio per raggiungere Bergen, dove arriviamo in tarda serata e dove, non senza qualche difficoltà, troviamo da dormire.

11° giorno: oggi lo dedichiamo interamente alla visita della seconda città norvegese. Recuperate un paio di fondamentali mappe all’ufficio del turismo il nostro giro ci porta a vedere l’Hanseatic museum (un esempio dello stile di vita nel settecento dei marinai e dei commercianti anseatici), il museo archeologico, lo Schøtstuene (una ricostruzione di una sala riunioni della lega anseatica), la Hakonshalle e la Mariakirke. Uno spuntino obbligatorio al Torget , il famoso e coloratissimo mercato del pesce dove troviamo ragazzi italiani che ci fanno assaggiare panini ai gamberetti e polpa di granchio freschissima. Facciamo un salto a Gamle Bergen (ricostruzione all’aperto di antichi esercizi commerciali) e poi saliamo con la funicolare ad ammirare la veduta dall’alto della città. La sera ceniamo nel cuore del centro storico in un tipico ristorante norvegese, dove mangiamo un ottimo filetto di balena ed una saporitissima carne di renna.

12° giorno: ancora Bergen e stavolta con una piacevole sorpresa: non piove. Dopo aver visitato l’acquario, dedichiamo gran parte della giornata a camminare nel Bryggen , lo storico lungomare della città, patrimonio dell’UNESCO; esploriamo senza fretta i vicoli di questo famoso quartiere, circondati dagli antichi edifici in legno che oggi ospitano musei, ristoranti e negozi di artigianato. Prima di lasciare la città, torniamo a visitare il Torget, dove compriamo dei tranci di salmone e di balena come souvenir. Attraversiamo le vallate tra i monti dell’Hardangenfjorden, facciamo una sosta presso la cascata Vøringfoss per poi raggiungere la località di Geilo nell’altopiano di Hardeangervidda, dove pernottiamo.

13° giorno: ci trasferiamo all’aeroporto di Torp dove partiremo per rientrare in Italia. Lungo il percorso facciamo una sosta nei pressi di Kongsberg dove visitiamo il Norsk Bergverksmuseum, il museo delle miniere norvegesi. E’ davvero l’ultima attrazione turistica che vediamo prima di raggiungere l’aeroporto dove, riconsegnata la macchina, ci imbarchiamo per Milano.

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