Capo Nord in moto: Agosto 2004

Ebbene si! Quest’anno vogliamo arrivare a Capo Nord in moto! Siamo attrezzatissimi, abbiamo comprato veramente tutto quello che ci può servire per un viaggio come questo. Abbiamo il baulone, le due valigie laterali e la borsa da serbatoio; abbiamo il ...

  • di Monia Dozzi 1
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  • Viaggiatori: in coppia
 

Ebbene si! Quest’anno vogliamo arrivare a Capo Nord in moto! Siamo attrezzatissimi, abbiamo comprato veramente tutto quello che ci può servire per un viaggio come questo. Abbiamo il baulone, le due valigie laterali e la borsa da serbatoio; abbiamo il cupolino più alto per deviare meglio l’aria; abbiamo l’interfono per non sentirci mai soli; abbiamo tutto l’abbigliamento impermeabile (stivali, pantaloni, giacca e guanti), le tute antipioggia (ci hanno consigliato di prenderle per le giornate particolarmente piovose) ed i sottocasco per il freddo; abbiamo la tenda da campeggio, i materassini e i sacchi a pelo; abbiamo il baule pieno di pastine da fare in brodo, di buste della Knorr, di bustine di tea, di caffè, di zucchero; abbiamo piatti, posate, pentola, macchinetta da caffè e fornellino e abbiamo Garibaldi (V-Strom 1000 Suzuki) che ha preso il posto di Silvana (Transalp 650).

Ho fatto un “circa-itinerario” e non abbiamo prenotato nulla non avendo assolutamente idea dei tempi di percorrenza e della nostra resistenza. L’idea è quella di attraversare l’Austria, la Germania, di traghettare dalla Germania alla Svezia, di traghettare dalla Svezia alla Finlandia, di salire per la Finlandia fino a Capo Nord, di scendere per la Norvegia, di attraversare la Danimarca, la Germania e l’Austria. Il tutto in 23 giorni e spendendo il meno possibile. Dimenticavo: entrambi abbiamo un inglese molto ma molto scolastico!!! Ci sarà da divertirsi!!

Naturalmente siamo Monia e Stefano (Bus nel testo) di Bologna.

Sabato 7 Agosto 2004

Partenza ore 6,00 da Bologna. Siamo veramente carichissimi. Imbocchiamo l’autostrada per il Passo del Brennero e troviamo file e rallentamenti da prima del Lago di Garda fino a dopo Trento. Verso Trento il cielo comincia a coprirsi e viene giù qualche goccia. Subito prima del confine ci fermiamo a comprare la vignetta austriaca per poter transitare sulle loro autostrade (nonostante la vignetta pagata 4,60 €, il pezzo di Innsbruck costa 8,00 €). Anche se fa decisamente freddino, il paesaggio austriaco è veramente splendido e, nonostante i nuvoloni, riusciamo comunque a vedere la neve su qualche alta montagna.

Senza nemmeno accorgercene ci ritroviamo in Germania. Il paesaggio cambia rapidamente come anche il clima. Un sole cocente fa capolino tra le nuvole e il termometrino che abbiamo attaccato sulla moto arriva anche a segnare 55° (sicuramente è stato l’effetto serra del cupolone). Pranziamo in un bar con un panino ripieno di galantina al peperone … veramente orrendo!!!! Proseguiamo il nostro viaggio attraverso le autostrade della Germania che sono tutte gratuite. Si, avete capito bene: nessun pedaggio! E sono tenute molto bene, l’asfalto è liscio e le aree di sosta sono pulite e dotate di wc! Inoltre non ci sono limiti di velocità e quindi il nostro viaggio prosegue spedito. Ogni tanto ci fermiamo per bere qualcosa e per fare benzina. Le aree di servizio hanno banconi lunghi e stracolmi di ogni tipo di cioccolata. Che paradiso … Nel tentativo di riprenderci dal caldo beviamo un Red Bull alla fragola veramente cattivissimo! Però funziona … ci riprendiamo alla grande.

A Monaco (Munchen) troviamo un sacco di fila (forse dovuta ai molti cantieri in autostrada) ed è veramente un caldo allucinante. Ci ricordiamo di quanto letto sul diario di viaggio di un motociclista che diceva di non superare le colonne di macchine nella corsia di emergenza (come fanno tutti in Italia per capirci). Infatti, in Germania, tutte le autostrade sono controllate da telecamere e se superi in corsia di emergenza arriva subito la polizia per farti la multa! Decidiamo quindi di fare la fila, ma con grande sorpresa scopriamo che, al contrario di quello che succede in Italia, i tedeschi quando dallo specchietto vedono arrivare una moto si spostano per farla passare. Che comportamento civile ed educato. Altro che l’invidia che rode l’automobilista italiano medio!

Comunque non me l’aspettavo così piatta la Germania. Attorno a noi ci sono tantissimi campi, qualche paese, casette dai tetti spioventi e qualche bosco con alberi altissimi (notiamo che sono tutti stranamente spiumati). Poi cominciano i mulini a vento moderni (ce ne sono veramente ovunque e vengono da noi battezzati “ventoloni”) e con loro ovviamente comincia il vento … e che vento!!! Al bivio, prima di arrivare a Norimberga (Nurnberg), teniamo la destra direzione Berlino (Berlin) e dopo un po’ facciamo una sosta per un gelatino. Butto un occhio nel tavolino di fianco al nostro e alle 16,45 due tedeschi stanno mangiando zuppa di pomodoro!! Ma che schifooooooo …

Ripartiamo e a forza di: “ tieni ancora botta? ” “ si, ancora un po’ ” arriviamo a quota 1.001,20 km. Decidiamo che, visto l’orario, per oggi può bastare e decidiamo anche che, vista la tirata, possiamo concederci un albergo per stasera. Deviamo verso Halle e sbattiamo contro l’Hotel Konsul – Hotelstraße 1 – 06184 Dölbau – tel. (03 46 02) 6 70. È un 4 stelle e vuole 82,00 € con colazione. Non abbiamo voglia di cercare altro e quindi ci fermiamo. La camera è veramente bella, pulita e spaziosa. Sono quasi le 20,00 e quindi scendiamo subito per cenare. Il padrone ci guarda dirigerci verso la sala ristorante e ci intima uno STOP! Non capiamo una sola parola di quello che dice ma la sostanza deve essere che i motociclisti sporchi e puzzolenti mangiano in castigo. Infatti ci fa accomodare nella sala bar, su un tavolino da tea e ci propone un’unica scelta che consiste in pork mit vegetable mit rise che noi decidiamo di annegare con una grande birra alla spina. Ma allora la mitica ospitalità tedesca verso i motociclisti è solo una leggenda metropolitana???

Finiamo di cenare (23,60 €) e dopo una bella doccia, alle 22,00 crolliamo sul morbido lettone!

Totali giornalieri: 1.001,20 km – Bologna / Halle

Domenica 8 Agosto 2004

Avevamo deciso di alzarci alle 6,00 ma fino alle 7,00 non ci riusciamo proprio! Scendiamo per fare colazione e un ragazzo gentilissimo (forse non è stato informato che i motociclisti sono brutti e puzzolenti) ci fa accomodare al ristorante. Mangiamo panini con salumi vari (veramente buoni) e con la pancia piena saliamo a preparare i bauli. Carichiamo la moto, paghiamo il conto e mando nel panico il gentile ragazzo chiedendogli la mia carta d’identità che in realtà ho già nel portafoglio. Che figuraccia!

Con il mio inglese scandaloso (devo prenderne atto: non capisco veramente un accidente) faccio divertire un po’ Bus. Poi mi dimentico canonicamente di fare qualcosa (ok, non ho preso l’acqua per fare il caffè!) ma finalmente alle 8,45 partiamo. Oggi ci aspetta una tappa facile! La strada è tutta dritta fino al porto di Rostock dove speriamo di trovare una cabina sul traghetto per la Svezia delle ore 23,00. Con l’autostrada arriviamo a Berlin in un attimo. Ma poi Berlin sembra non finire più. Continuano le indicazioni per Berlin Zentrum!!! I paesi che troviamo nei cartelli non sono segnati sulla nostra cartina! Boh! Che strano Bus! Dopo un bel po’ ci fermiamo ad analizzare meglio la cartina e ci accorgiamo, “chiaramente”, di avere fatto il giro del “ring” di Berlin dalla parte sbagliata tirando così uno scazzo di circa 100 km! Ora si che è tutto chiaro! Finalmente ritroviamo la retta via e continuiamo a macinare chilometri. Mi guardo attorno e le case sono tutte perfette di color rosso mattone, azzurrino, verdino, rosino, giallo ocra … sembrano uscite da un cartone animato. Troviamo una bella area di sosta e ci fermiamo a spianare il fornellino nuovo! Lottando contro il vento ci facciamo un bel caffè (è un po’ denso ma è buonino!!) e poi ripartiamo. Bus comincia a dirmi che dobbiamo fare benzina alla prima area di servizio … ma la zona è deserta e dopo 70 km Bus mi sta ancora dicendo che alla prima area di servizio dobbiamo fare benzina … e a questo punto, naturalmente, la benzina decide di non bastare fino alla prima area di servizio e ci pianta nel bel mezzo dell’autostrada senza nessun riferimento! Ci guardiamo in faccia e siamo increduli. Che si fa adesso? E soprattutto: dove siamo? Fermiamo un camion sloveno che ci fa capire che, se fosse stato vuoto, ci avrebbe caricato anche la moto! Pazienza! Non ci perdiamo d’animo e cominciamo a gesticolare a due motociclisti in avvicinamento che si fermano subito. Sono marito e moglie tedeschi con due custom. Bus parte con il suo inglese (mica tanto migliore del mio se vogliamo essere pignoli) e comincia a dire alla tipa che abbiamo il serbatoio “full” di benzina! Meno male che tra le poche parole che conosco, so che full è pieno ed empty è vuoto! La moglie ci guarda come fossimo pazzi ma poi capisce e prende subito in mano la situazione organizzando i soccorsi. Mi fa salire sulla moto del marito che, a 160 km/h, mi porta alla prima area di servizio che si trova a 12 km di distanza. Lei invece rimane con Bus in autostrada a badare la moto vuota e a chiacchierare in inglese (?!?). Sulla moto, mentre tento di non farmi volare via la testa, riesco a scrutare il mio accompagnatore! Sorrido vedendo che è tutto tatuato e vestito di pelle nera! Sembra uscito da un fumetto!! eheheh! Arrivati all’area di servizio mi accorgo che non parla una parola di inglese ma gesticolando ci capiamo lo stesso! È veramente gentilissimo, mi aiuta a comprare la tanica, me la riempie di benzina e mi riaccompagna alla moto facendo in tutto 50 km. Gli vogliamo dare 30 € per il disturbo ma non li vogliono. Ci chiedono se gli lasciamo la tanica visto che non sappiamo dove metterla. Accettiamo con entusiasmo … ma lui addirittura ce la vuole pagare. Ma sono troppo gentili!

Ancora increduli per la disponibilità di queste persone, ripartiamo per il porto di Rostock con l’intenzione di prenotare sia il traghetto di stasera delle 23,00 per Trelleborg (Svezia) sia il traghetto delle 21,00 del giorno dopo che da Stockholm (Svezia) porta a Turku (Finlandia). Poi vorremmo pranzare al porto con la nostra attrezzatura e riposarci in attesa del traghetto con cuccetta per la notte!

E invece no!!!! Il traghetto delle 23,00 è pieno e ci tocca prendere al volo quello delle 15,15 che sta già partendo (Scandlines 52,00 €). Quindi niente pranzo, niente cena, niente cabina. Arriveremo in Svezia alle 21,15 senza un Sek (moneta svedese) e dovremo pure cercarci da dormire. Il traghetto è un vero e proprio labirinto. Facciamo pranzo/cena con un gelato ed un panino e dormicchiamo un po’ sulle poltrone. Un tipo si leva le scarpe sotto la mia poltrona ed emana un aroma terribile!

Alle 21,30 mettiamo piede in Svezia e cominciamo subito la ricerca di un hotel per la notte. Ma la cosa ci risulta subito difficilissima. Facciamo Trelleborg-Malmo-Trellebrog-Malmo fino all’ una di notte. Tutti gli hotel che troviamo o sono pieni o sono chiusi (avevo letto che nei paesi del nord la sera tutto chiude molto presto, ma speravo che almeno gli hotel aprissero ai turisti bisognosi e disperati). Cominciamo a non poterne più … fa freddo, siamo stanchi e non sappiamo cosa fare. Solo un riccio che ci era sembrato prima un gatto e poi un topo ci fa un po’ tornare il buonumore!

Dalla disperazione decidiamo di provare a proseguire il viaggio e mentre ripassiamo per Malmo sbattiamo contro un Ibis (Ibis Hotel Malmo Stadion – Bisittaregatan 2 – 21467 Malmo - tel 040-6728570)! Non crediamo alle nostre orecchie quando il tipo ci dice che ha la camera! Spendiamo 695,00 Sek compreso garage coperto e prima colazione. Non ci speravamo più! Saliamo e, dopo una doccia, finalmente riusciamo a toccare il letto. Sono le 2,00. Che giornataccia!!!!

Totali giornalieri: 588,00 km – Halle / Rostock / Trelleborg / Malmo – buio ore 21.40 circa

Lunedì 9 Agosto 2004

Ci alziamo alle 8,30 e dopo un’abbondante colazione in hotel partiamo con molta calma alle 10,30. Cambiamo un po’ di euro e prendiamo prima la E06 fino ad Helsingborg e poi, al bivio, la E04 in direzione Stockholm. Durante una sosta aiutiamo un ragazzo di Brescia che è caduto con la moto mentre faceva benzina. Lo incontreremo altre volte sulla strada per Capo Nord. Qui il paesaggio è molto piatto, ovunque ci sono campi coltivati e casette rosse dai tetti spioventi. Ci facciamo un caffé in un’area di servizio e ci fermiamo a Jonkoping a vedere il museo dei famosi fiammiferi “svedesi” (Tandsticksmuseet, 40,00 Sek a testa). Carino il paesino e la vecchia fabbrica dove, 150 anni fa, l’imprenditore Ivan Kreuger inventò gli svedesi per poi esportarli in tutto il mondo!

Riprendiamo il viaggio costeggiando il lago. Qui il paesaggio è cambiato e attorno a noi ci sono solo boschi fittissimi di alberi. Percorriamo una strada quasi deserta in mezzo ad una vegetazione fantastica. È proprio un bell’andare!! Grazie alla sosta fatta al museo, abbiamo evitato un grosso temporale. Infatti la strada è tutta bagnata ed al nostro passaggio compare un arcobaleno bellissimo che pare darci il benvenuto! Cominciamo ad avvicinarci a Stockholm e rivediamo il mare con tantissime isolette. A Nykoping sappiamo che c’è un Ibis e proviamo. C’è posto e quindi ci fermiamo subito (Ibis Hotel Nykoping – Gumsbackevagen 2 – 61138 Nykoping – tel. +46 (155) 289000 – camera e colazione Sek 735,00). Sono le 19,30 e non vogliamo ripetere l’esperienza di ieri! Ci cuciniamo due buste di tagliolini alla carbonara in camera e per oggi ci rilassiamo. Questa sera viene buio verso le 22 circa

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