3500 Km in Norvegia

19 Agosto 2005, venerdì Genova > Milano > Oslo > Hamar Questo è il nostro diario di viaggio in Norvegia. Partenza in treno da Genova fino a Milano Centrale (l’Intercity ovviamente parte con quasi un’ora di ritardo, per fortuna conoscendo ...

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  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

19 Agosto 2005, venerdì

Genova > Milano > Oslo > Hamar

Questo è il nostro diario di viaggio in Norvegia.

Partenza in treno da Genova fino a Milano Centrale (l’Intercity ovviamente parte con quasi un’ora di ritardo, per fortuna conoscendo Trenitalia ci siamo mossi con un certo anticipo), quindi autobus per Malpensa e da lì volo SAS diretto per Oslo.

Arriviamo all’aeroporto Gardermoen (circa 50 Km a Nord di Oslo) intorno alle 15.30, ritiriamo i bagagli e ci dirigiamo all’ufficio Europcar per farci consegnare la macchina prenotata via Internet: Ford Fiesta azzurro metallizzato nuova fiammante.

Il cielo è un po’ nuvoloso ma con molti sprazzi di sereno, la temperatura è mite. Ci immettiamo sulla mitica E6, la strada che collega Oslo alle più remote località del Nord - ben oltre il Circolo Polare Artico – stando molto attenti ai limiti di velocità: l’esperienza fatta in Marocco insegna e per di più pare che qui siano molto severi, non ce la caveremo di certo con qualche centinaio di dirham! Ci rendiamo subito conto che tutto quanto abbiamo letto sulle strade norvegesi corrisponde alla realtà: quella che dovrebbe essere la via principale di tutto il Paese, una volta che ci siamo allontanati dall’aeroporto, si trasforma ben presto in una semplice strada a doppio senso di circolazione, con un limite di velocità che oscilla tra i 60 e i 90 km all’ora. Non esistono vere e proprie autostrade e di conseguenza le distanze si dilatano. Ne avremo la conferma ben presto, soprattutto io che sono alla guida.

Arriviamo ad Hamar, la prima tappa del nostro viaggio, intorno alle 17.30. Troviamo subito il Vikingskipet Motel, anche questo prenotato via Internet. È situato proprio davanti all’Anfiteatro dell’Aurora Boreale, il più grande palazzetto del ghiaccio in legno del mondo, costruito in occasione delle Olimpiadi invernali che si sono tenute qui e a Lillehammer nel 1994. La costruzione è recente e accogliente, le camere sono piccole ma pulite. Dopo una doccia e uno spuntino all’aperto, decidiamo di fare una passeggiata fino al centro della cittadina. Scarpiniamo per una buona mezz’ora osservando le classiche casette prefabbricate di colore rosso, tutte con giardinetto e box in tinta e rigorosamente senza persiane. Quando arriviamo nel centro di Hamar, tutto è deserto.. Ma come, non sono nemmeno le 19! I negozi sono chiusi da un paio d’ore e si vede un po’ di gente solo in qualche pub o ristorante. Ritmi di vita decisamente nordici… Ci incamminiamo fino al porticciolo sul lago, dove c’è qualche temerario che fa il bagno, incurante della temperatura non proprio tropicale e dell’acqua non proprio limpida.

Torniamo in ostello, cena fai-da-te a base di panino avanzato, insalatissime Riomare e barrette energetiche. Visto che la Norvegia è un Paese caro, ci siamo prontamente attrezzati per risparmiare il più possibile! Siamo un po’ provati dal viaggio e domani mattina dobbiamo alzarci di buon ora per partire alla volta del grande Nord, quindi a nanna presto.…

20 Agosto 2005, sabato

Hamar > Røros > Snåsa

Sveglia alle 7.30 e colazione decisamente valida (la migliore di tutta la vacanza) in ostello. Nonostante l’ora, apprezziamo molto le fette di pane al sesamo con burro e salmone affumicato. Anche le ragazze che gestiscono l’ostello non sono niente male…

Il cielo per adesso è sereno, ma impareremo presto che il tempo in Norvegia è estremamente variabile. Riprendiamo la E6 direzione Trondheim, l’obiettivo è quello di spararci più km possibili per arrivare al più presto alle isole Lofoten e quindi tornare indietro per un giro nei fiordi sud-occidentali. Le nostre paranoie sul rispetto dei limiti di velocità raggiungono l’apice quando un vigile ci fa segno di fermarci. Panico. Siamo arrivati solo ieri… Per fortuna niente di grave, stavamo solo cercando di imbucarci – a nostra insaputa – in una gara ciclistica…

Durante il tragitto abbiamo la possibilità di ammirare un po’ il paesaggio: la natura è totalmente padrona, boschi, laghi e fiumi si susseguono senza sosta, le case sono molto rare, sicuramente è più facile incontrare una mucca al pascolo che una persona a passeggio. Arriviamo a Røros per l’ora di pranzo, il cielo nel frattempo è diventato parecchio grigio e comincia a fare freschetto. Røros è una piccola gemma, rinomata per le sue miniere di rame e dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1984. Passeggiamo per il centro storico, una zona protetta formata da 80 edifici costruiti interamente in legno, fino a raggiungere la Røros Kirke – una chiesa barocca tra le più grandi della Norvegia - e l’antico quartiere minerario, con le piccole casette dei minatori dal tetto di torba (su cui cresce l’erba…). La fame comincia a farsi sentire, così ci fermiamo in una pasticceria e ci spariamo 2 ipercaloriche fette di torta alla crema.

Nel frattempo ha iniziato a piovigginare, risaliamo sulla Fiesta e via, di nuovo in viaggio. Attraversiamo Trondheim senza fermarci (lo faremo al ritorno) e proseguiamo sempre in direzione Nord. La strada corre lungo la costa frastagliata, un susseguirsi continuo di insenature e fiordi più o meno profondi. L’idea iniziale era di fermarci a dormire a Steinkjer, ma la cittadina sembra abbastanza squallida, quindi decidiamo di proseguire. Un’altra cinquantina di km macinata in poco meno di un’ora, e per oggi fanno circa 500 km.

Alla fine, abbastanza cotti, optiamo per un campeggio situato sulle rive di un lago nei pressi della cittadina di Snåsa. Il posto è un po’ spartano, ma è discretamente economico ed il bungalow è provvisto di un angolo cottura, quindi fa proprio al caso nostro. Questa sera lo chef consiglia penne ai funghi porcini. Dopo cena, cartina alla mano, pianifichiamo la tabella di marcia per domani. Dobbiamo assolutamente prendere il traghetto per le Lofoten domani sera. Siamo un po’ scoraggiati, la strada da fare è tanta e i severi limiti di velocità non aiutano, speriamo ne valga la pena. Con il calare della sera, il freddo comincia a farsi sentire. Eppure c’è qualche temerario arrivato fin qui in moto intento a montare la tenda… Brrr, non li invidio per niente…

21 Agosto 2005, domenica

Snåsa > Mo i Rana > Skutvik > Lofoten

Sveglia molto presto, facciamo colazione in un caffè lungo la strada. Quella di oggi sarà essenzialmente una tappa di trasferimento. Verso metà mattinata varchiamo i confini della “Nord Norge”: il grande Nord ci sta aspettando.

Ci fermiamo a mangiare al ristorante Bimbo a Mo i Rana. Io mi lancio su uno spezzatino di renna con patate e fagioli (abbastanza costoso, ma non è malaccio), Anna non si fida e opta per un hamburger triste con patate fritte.

Giusto il tempo di sgranchirsi un po’ le gambe e via, si riparte. Dopo circa un’ora arriviamo al mitico Circolo Polare Artico, ovvero la linea che segna i 66° e 33’ di latitudine nord, il limite meridionale del sole di mezzanotte al solstizio d’estate e il culmine della notte polare al solstizio d’inverno. Il paesaggio circostante è diventato decisamente più brullo. Evitiamo accuratamente il Polarsirkelsentert, un mega chiosco definito dalla Lonely “la perfetta trappola per turisti”, e dopo aver scattato le foto di rito siamo di nuovo in macchina, sempre in direzione Nord

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