Normandia improvvisata

Paesaggi sorprendenti e mozzafiato, tra il respiro dell'oceano e lo sfrigolio di spiagge di ciottoli: evasione in Normandia

  • di Fra Gu
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Pazzia per amore musicale: io e il mio ragazzo avevamo comprato i biglietti per il concerto dei Coldplay a Parigi, ma non avendo voglia di visitarla in pieno luglio abbiamo deciso di fuggire ai 17°C della Normandia.

Il volo (Bologna-Parigi Beauvais) è costato 65€ A/R, preso con 3-4 mesi di anticipo; non disponendo di una carta di credito non abbiamo potuto prenotare un’auto all’aeroporto, per cui abbiamo optato per un autobus che ci portasse a Rouen. Abbiamo dunque acquistato il biglietto sul sito di Ouibus (9€ a testa, da prendere nel parcheggio bus in fondo al parcheggio di Beauvais) e in 2h ci troviamo in centro a Rouen: poggiate le valigie dal nostro host (18€ a testa per notte) ci addentriamo alla scoperta della città. Ci è piaciuto molto passeggiare alla scoperta delle chiese e cattedrali, ma anche semplicemente visitare il centro, armati di street food; in due giornate abbiamo visitato tutta la parte del centro sopra la Senna, mentre la sera abbiamo optato per uno dei ristoranti in centro, scovando “Made in Normandy”, uno dei pochi con cucina tipica che non si approfitta dei turisti: nessuno parlava inglese - come chiunque incontrato in Normandia -, per cui preziosissimo il dizionario italiano-francese alla mano per decifrare il menu. Il tramonto a Luglio avviene circa alle 22.30, per cui le giornate sono piene e siamo rimasti soddisfatti della visita, nonostante il pernottamento di una sola notte.

Siamo ripartiti alle 18 circa del giorno dopo dalla stazione dei treni (1h e 20 di viaggio): grazie all’app di SNCF (ferrovie francesi), il ticket era telematico quindi non abbiamo perso tempo per i biglietti: abbiamo speso 30€ a testa per raggiungere Fecamp, città affacciata sulla Manica in cui abbiamo pernottato per 3 notti in una casa prenotata su airbnb. La scelta di questa città è legata al fatto che ci fosse la stazione dei treni facilmente raggiungibile, più scelta per il pernottamento – nonostante siano tutte cittadine molto piccole, quindi i prezzi non sono bassi ed è meglio muoversi per tempo- e la presenza di un noleggio auto senza carta di credito (30€ a testa per 3 giorni di noleggio, con 10€ di benzina finale): ada. Una volta noleggiata l’auto (sempre grazie al francese raccattato tramite dizionario), immediatamente siamo andati a visitare le imponenti falesie (Cap Fagnet, nella parte est della città, prendendo la strada che va a salire), il percorso da continuare a piedi è stupendo: immerso nel grano e in mezzo a roccaforti tedesche risalenti alla seconda guerra mondiale; impressionante il profilo scosceso delle falesie, il silenzio che regna e l’immensità dell’oceano visto da lassù.

I due giorni seguenti invece, siamo andati a Etretat, nostro obiettivo fin da subito, a 20 minuti in macchina di distanza da Fecamp. Meta molto turistica, tanto che mezz’oretta buona per cercare parcheggio ci vuole (a pagamento), ma se ci si alza presto non si dovrebbero avere di questi inconvenienti. Etretat è piena di ristoranti, ma soprattutto pasticcerie (patisserie) deliziose, incredibile l’aria turistica che si respira e che svanisce una volta che si comincia ad affrontare le falesie e ci si imbatte in paesaggi mozzafiato. Impressionante la velocità con cui la marea impiega 10 minuti per “riempire” la spiaggia, circa verso le 13; assolutamente necessario entrare nella “grotta” che conduce da una parte all’altra della falesia, tenendo presente che al suono della tromba è opportuno tornar subito indietro - a saperlo, ci saremmo risparmiati un’immersione fino al ginocchio con jeans e scarpe da ginnastica-.

In due giornate abbiamo percorso il sentiero sia nella parte “est” che “ovest”, trovandoli affascinanti e diversi tra loro, la marea agisce in tempi diversi per cui una la costa ovest risulta più bianca, mentre dall’altra parte si hanno paesaggi più scuri. Paradiso per i fotografi, in tanti affrontavano i percorsi muniti di treppiedi e obiettivi pesantissimi, appostandosi ore ed ore per “lo scatto perfetto”. Tornati a Fecamp, abbiamo cenato in un ristorante sul mare, Le Pavillion, suggestiva la location con tramonto su panorama completamente bianco: una spiaggia bianca ciottolata contornata da falesie

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