Nicaragua, spiagge, città e vulcani

Seconda volta in Costa Rica e prima, ma non ultima, in Nicaragua. Siamo due “fidanzatini” quarantenni già avvezzi al fai da te, amanti della natura e della cultura. Arriviamo all’aeroporto di San Josè (Costa Rica) dopo un lungo volo da ...

  • di Africapersempre
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 
Annunci Google

Seconda volta in Costa Rica e prima, ma non ultima, in Nicaragua. Siamo due “fidanzatini” quarantenni già avvezzi al fai da te, amanti della natura e della cultura.

Arriviamo all’aeroporto di San Josè (Costa Rica) dopo un lungo volo da Bologna con Iberia via Madrid, troviamo ad aspettarci l’autista inviato dal nostro B&B prenotato via internet. Visto il traffico del venerdì nell’ora di punta necessitiamo di molto tempo per raggiungere la nostra sistemazione vicina al centro città. Il B&B “La Gioconda” è molto intimo, solo qualche camera raccolta intorno al piccolo patio centrale. Tutte le stanze sono arredate con gusto e curate nei minimi particolari.

Alle cinque del mattino, saliamo sul taxi che in qualche minuto ci porta al terminal dei Tica Bus. I Biglietti li abbiamo prenotati via internet. Consegniamo passaporti e prenotazioni e ci sono assegnati i nostri posti. Partiamo alle sei in perfetto orario attraversando una città che inizia a svegliarsi. L’aria condizionata è tremenda necessito di una felpa e di una giacca. Il bus è pulito, i sedili sono comodi e reclinabili, vengono anche proiettati un paio di film.

Per raggiungere il Nicaragua percorriamo l’interamericana attraversando piccoli paesi e cittadine immerse nel verde d'ogni tonalità, ogni angolo meriterebbe una foto. Facciamo qualche sosta per raccogliere passeggeri fermi lungo la strada o per fare salire venditori di bevande e panini. Arriviamo a Liberia crocevia per il pacifico e continuiamo sempre verso nord fino a raggiungere il confine con il Nicaragua, qui siamo bloccati da un'interminabile colonna di camion in coda per sbrigare le pratiche doganali. La voce dell’autista ci raggiunge gracchiante capiamo che dobbiamo scendere dal pullman e proseguire a piedi. La procedura standard avrebbe previsto di consegnare i passaporti ed i moduli per l’immigrazione all’autista che avrebbe poi pensato ai dovuti timbri ma l’inghippo ci costringe al fai da te. C’incamminiamo verso la frontiera inseguiti dai coyotes (cambiavalute). L’uscita dal paese è molto semplice, non paghiamo nulla ed in pochi istanti ci riconsegnano i nostri passaporti debitamente timbrati. Attraversiamo la terra di nessuno, ogni tanto ci ferma la polizia per ulteriori controlli ma ci fanno procedere senza ritardi alcuni. Avvicinandoci alla parte Nicaraguense ci attende il caos generale! Venditori di orologi ed occhiali, di generi alimentari di qualsiasi tipo, coyotes autorizzati e non, bambini d'ogni età, cani semi randagi, facchini carichi di merci e bagagli. Un ragazzino di non più di quattordici anni ci accompagna nella bolgia infernale, tecnicamente non sarebbe necessario ma considerando che i moduli d’entrata non sono disponibili agli sportelli e che le file non sono chiaramente indicate il suo aiuto , dietro pagamento di una piccola mancia, si è rivelato molto utile almeno per non perdere inutilmente tempo. Ripartiamo quindi alla volta di Granada, bella città coloniale costruita nel 1524 dagli spagnoli. E’ molto colorata e pulita, ha ricevuto finanziamenti dall’Unesco per un restauro generale. Il Parque Central con la Cattedrale costituisce il centro della città, tutt’intorno si diramano le varie calles ed avenidas ricche di botteghe, bar, ristoranti per tutti i gusti e le tasche. Non mancano i musei che raccolgono gli antichi reperti in ceramica oppure le statue dell’isola di Zapata e raccontano della vita degli indios e della sanguinosa conquista da parte degli spagnoli. Anche il chiassoso mercato cittadino merita una visita come lo meritano le numerose chiese. Dal campanile della chiesa de la Merced si ammira uno splendido panorama della città, mentre davanti al convento di San Francisco abbiamo spesso riposato all’ombra ammirando la bella facciata color mirtillo ed il variegato passaggio. Altre mete da non perdere sono il vecchio ospedale, la fortezza ormai chiaramente in disuso ed una piacevole uscita in barca alle Isletas che punteggiano il lago del Nicaragua. Alcune di queste sono abitate ma la maggior parte sono ancora selvagge colonizzate solo da piante di mango ed uccelli acquatici. Siamo anche saliti sul vulcano Masaya col suo fumante calderone per poi recarci a fare shopping nell’omonima città dove si possono trovare bellissime amache di tutte le misure , oggetti in legno, magliette di Sandino o del Che, collane e bracciali di vari materiali, profumato rum, caffè di montagna, sigari ed altro. Abbiamo proseguito poi per la cittadina di Catalina, con la sua splendida vista sulla laguna di Apoyo formata da un cratere ora riempito da fresca acqua e per San Juan de Oriente noto per le sue belle ceramiche. Altro interessante vulcano è il Mombacho anche questo vicino a Granada, qui abbiamo percorso uno dei vari sentieri che attraverso la foresta e per varchi aperti dalle eruzioni portano a fumarole, spazi aperti colorati dalle orchidee e punti panoramici. Con tutti questi colori e le viste magnifiche la mia passione per la fotografia è stata ampliamente ripagata. La popolazione è ancora molto povera, si dedica per lo più all’artigianato, all’allevamento ed all’agricoltura. Il turismo inizia a prendere piede ma, ad esempio da noi italiani, il Nicaragua è praticamene sconosciuto oppure considerato una meta molto pericolosa. Se non ci si reca in zone remote, specialmente del nord e della parte caraibica, e si adottano le normali sane precauzioni non si avranno problemi. La popolazione è cordiale molto giovane ed aperta alle novità, anche nei più piccoli villaggi troverete un collegamento ad internet od una rivendita di telefoni cellulari. A Granada abbiamo soggiornato tre notti all’hotel Patio del Malinche, in una tranquilla strada laterale in prossimità del centro. E’ mirabilmente gestito da una coppia di Catalani. Le camere, sono disposte attorno ad un cortile interno, sono pulite e dotate di tutti i confort. E’ presente anche una piccola piscina, il bar ed attorno ad un secondo cortile si gusta una ricca prima colazione. L’hotel Alhambra, dove ci siamo fermati solo una notte, da direttamente sul Parque Central è sicuramente in una bellissima posizione ma lo abbiamo trovato molto disturbato dato che il parque è frequentato dalle prime luci dell’alba fino a tarda sera. Vi si trovano le carrozze per i turisti trainate dai cavalli, il trenino per un breve giro della città, venditori ambulanti e mendicanti, è spesso sede di animate partite di calcio o di predicatori di qualche nuova religione, vi sostano anche i disco bus con finestrini aperti e musica a tutto volume

Annunci Google
  • 7210 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social