Il Nicaragua che volta pagina

Nicaragua, Novembre-Dicembre 2006 Itinerario: San Josè (Costarica) – Managua – Matagalpa – La Dalia – Leon – Masaya – Granada – San Juan del Sur Mezzi di trasporto: Pulman Pernottamenti: Casa Materna Tuma La Dalia – hotel Durata: 15 giorni ...

  • di vagamondi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Nicaragua, Novembre-Dicembre 2006

Itinerario: San Josè (Costarica) – Managua – Matagalpa – La Dalia – Leon – Masaya – Granada – San Juan del Sur

Mezzi di trasporto: Pulman Pernottamenti: Casa Materna Tuma La Dalia – hotel Durata: 15 giorni

26 Novembre 2006

Ad un anno esatto di distanza dall’ultimo viaggio a Cuba, ho rimesso lo zaino in spalla! E finalmente ci sono, dopo un interminabile volo oltre oceano sono atterrato in Costarica, a San Josè. Dopo le interminabili trafile burocratiche di passaporti e bagagli esco dal piccolo e caotico aeroporto, ad aspettarmi c’è Silvia, una amica italiana che in questo periodo è a San Josè per lavoro. Che bello, finalmente la possibilità di proferire parola con qualcuno! In taxi mi porta alla piccola, tranquilla e graziosa guesthose Bekuo (325m oeste Spoon Los Yoses - info@hostelbekuo.Com) che ha una sorta di cucina self service, e avrò per questa notte una camera spaziosa con bagno e 4 letti tutta per me!Un letto!Mamma quanto l’ho desiderato in queste interminabili ore! Poi con Silvia andiamo a piedi a mangiare qualcosa per cena in un ristorantino non lontano, anche perché è buio, e girare di notte a San Josè è molto pericoloso! Silvia mi racconta anche dell’enorme differenza tra l’atmosfera un po’ ovattata, e molto americanizzata del Costarica rispetto a quella ancora autentica e genuina del Nicaragua, e mi da delle utili dritte sul viaggio che mi aspetta domani in bus da San Josè a Managua! Altre 9 ore di tragitto, aiuto, un incubo!In più ci sarà l’attraversamento della frontiera, già immagino le comiche! Però la mia destinazione è il Nicaragua! Vabbè, saluto Silvia che è stata davvero gentile , la rivedrò domani mattina. E così sono qui, solo, nella mia camera. Non ho neanche la forza di farmi una doccia, la rimando a domani, la voglia di stendersi orizzontale è troppo forte! La mia testa però è ancora un continuo di pensieri, ricordi e riflessioni: è la prima volta che viaggio da solo, e lo ammetto, sono contento di essere qui, ma anche un po’ confuso, sembra un po’ surreale. Penso tanto, poi la stanchezza, nonostante qui siano solo le 20.30, fa il resto. Pensavo facesse più caldo, invece la copertina leggera ci vuole. La tiro su, schiaccio il tasto “pause” della mia testolina, e mi concedo un meritato riposo...Sono sveglio da non so quante ore, alle 5 am italiane già gironzolavo come uno zombie nell’aeroporto di Linate...E in più domani mi aspetta un altro tour de force!Il viaggio è solo all’inizio!

27 Novembre 2006

Sono le 5.30 del mattino, ma non ho più sonno...Bhè, un po’ ho dormito! Che bello, mi accorgo di non essere più a casa perché tra i primi rumori uditi al mio risveglio non c’è quello del traffico, ma un concerto di versi di strani volatili, sembra di essere nella giungla!Fantastico! Dopo una colazione self service a base di frutta, mi ritrovo con Silvia, che gentilissima mi ha già procurato dei panini per il pranzo e il biglietto del Tica Bus che in 9 ore mi porterà in Nicaragua!Facciamo prima insieme un breve giro nel centro di San Josè; la città me la immaginavo diversa, invece non è niente di chè, anche se comunque si comincia a respirare un po’ di atmosfera centroamericana. Sicuramente se il Costarica è definita la Svizzera di queste parti, San Josè non è di certo la sua Berna o Zurigo! All’ora di pranzo saluto Silvia e salgo sul Tica Bus: per questo tragitto infinito, e appena un giorno dopo il volo aereo, mi sono concesso un bus di classe turistica, comodo, con bagno e aria condizionata, il tutto per pochi dollari in più. A bordo però ci sono solo locali, fatta eccezione per me e altre 4 ragazze credo tedesche. Al mio fianco mi ritrovo una signora ingombrante che legge la Bibbia. Man mano ci si allontana dalla città, il paesaggio si fa di un verde intenso, ci sono degli scorci stupendi, poi però comincia a piovere forte. Passano le ore, e, all’improvviso, dal finestrino appare un enorme arcobaleno (così grande non l’avevo mai visto!!!)e il cielo assume tonalità fantastiche...Peccato che attraverso il vetro bagnato le foto che scatto non rendano...Intanto si è fatto buio, e finalmente, arrivo alla frontiera:è stracolma di file di enormi camion. Scendiamo tutti dal bus, il caos regna sovrano, si viene assaliti dai coyotes (cambiavalute), è buio e non si capisce bene cosa fare, anche perché nessuno te lo spiega...Comunque il qualche modo, esco dal Costarica. Di nuovo pochi metri di bus, e giù di nuovo: sono le 19.30, finalmente Nicaragua! Il timbro che aspettavo sul mio passaporto! Qui avviene un controllo casuale dei bagagli, io lo scampo, e così il puffetto viaggiatore che mi accompagna in ogni viaggio, entra con me come clandestino, e la tassa d’ingresso (8$) la pago solo io...Il viaggio sul Tica Bus prosegue lento, è buio, dai finestrini non si vede nulla, per fortuna la sciura a fianco a me è scesa, e almeno scambio due chiacchere con una ragazza nicaraguese. Sono ormai passate le 22 quando l’interminabile viaggio termina a Managua. Sono cotto! Saluto la ragazza, ad attendermi c’è Norman (il compagno di Silvia), un ragazzo nicaraguese che vive in Italia, ma che è qui per un po’ di mesi, e mi ospiterà nella mia permanenza nella capitale. Lo rivedo dopo tanto tempo con molto piacere! Mi porta prima a mangiare qualcosa in un paladar per strada, poi nella sua bellissima casa che ha affittato, a più camere, in una tranquilla via, con un patio e dei dondoli (tipici di queste parti) stupendi...Ma sono troppo cotto per apprezzarli, e così, dopo due chiacchere, mi piombo nel letto!

28 Novembre 2006

Mi sveglio con la schiena a pezzetti, dopo le interminabili ore di spostamenti degli ultimi due giorni, ma finalmente da oggi comincio a girare! Fa caldo qua a Managua. La città in effetti non offre granchè da vedere: il tipico traffico caotico dove tutti suonano, enormi rotonde per le auto, qualche sfarzoso centro commerciale, e tanta tanta povertà. Ci sono ancora dappertutto manifesti e scritte elettorali delle recentissime elezioni politiche, che hanno visto il ritorno al potere del Frente Sandinista di Liberacion Nacional (FSLN) di Daniel Ortega. Le enormi disparità sociali e la povertà in cui versava il Paese, hanno reso inevitabile questo cambio, nonostante le solite paure e pressioni del capitalismo occidentale. Non sarà forse il Frente di qualche decennio fa (ahimè...), forse è più annacquato, ma resta pur sempre l’unica soluzione, in un contesto totalmente cambiato rispe4tto a quei tempi...Con Norman assistiamo anche ad una strana (soprattutto da queste parti) manifestazione fatta in auto, davanti all’Università, di giovani che invitano all’uso del preservativo! Poi ci facciamo un giro al locale mercato al coperto (con lo zaino davanti, sempre sottocchio): si vende di tutto, frutta, verdura, carni, e l’immancabile e colorato artigianato locale. In una di queste bancarelle cambio i miei dollari nella moneta locale, i Cordobas. Poi una breve visita in cima alla collinetta Tiscapa, dominata dall’enorme scultura raffigurante il generale Sandino, che sembra vegliare dall’alto l’intero Nicaragua. Managua è più o meno tutta qui. A mezzogiorno Norman mi accompagna alla stazione dei bus, dove, come sempre, regna sovrano il caos. Ci salutiamo qui per il momento: la mia destinazione è il Nord, la zona di Matagalpa, in montagna, feudo storico del FSLN. Sono su un bus scassato, pieno di indios contadini...L’atmosfera è surreale:musica a palla, statuetta di Gesù e adesivi del Che, in più la strada è in salita e piena di buche, soprattutto l’ultimo tratto. Il pulman si ferma ad ogni angolo e tira su chiunque e qualsiasi cosa, c’è gente anche sul tetto! Sembra di essere in un film, sono l’unico straniero a bordo, quasi mi vien da ridere! E’ un viaggio nel viaggio! Il paesaggio fuori è stupendo, sono nella selva, verde dappertutto. Vedo anche le prime povere case dei campesinos. Nel pomeriggio arrivo finalmente a Matagalpa, ma la vedo per poco tempo, perché subito mi sorprende un temporale. Mi riparo sotto una tettoia e ne approfitto per parlare con un signore che mi parla del suo Paese, e mi chiede del mio...Sui tetti di molte case e sui pali della luce (anche a Managua era così) svettano le bandiere rosse e nere del Frente. Mi ritrovo così a pernottare nel piccolo Hotel Plaza che per la verità non è un granchè. In Matagalpa, come in tutto il Nicaragua, c’è un grave problema energetico (uno dei tanti ricordi lasciati da anni di sfruttamento capitalista...)e così tutte le sere o quasi va via la corrente per diverse ore, lasciando le città completamente al buio, in un atmosfera spettrale, da ultimo giorno del mondo. La mia stanza per questa notte è un buco, ci sta giusto il letto, e l’unica luce durante l’immancabile black out, è data da un lumino con l’effige di Gesù...Si si, proprio quello dei morti!Mi sembra di essere in una bara anziché in un letto!Domani scoprirò se sono ancora vivo..

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