Tour classico di New York

Full immersion nei luoghi più importanti della metropoli americana... visti sempre in cartolina

  • di Paolo Rebizzo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Poi torno in albergo e ripunto la sveglia per il giorno successivo, nuovamente alle 6,30.

MARTEDÌ

Raggiungo nuovamente Times Square per incontrare la mia guida e assieme a lui iniziare la visita della zona di Brooklyn, non prima di aver bevuto un caffè da altri italiani anche loro originari della Toscana, zona Pistoia. Iniziamo il tour e percorriamo tutto il ponte di Brooklyn a piedi, l’intera lunghezza è di 1.8 km, scattiamo alcune foto con i poliziotti di presidio al ponte, ed una volta arrivati dall’altra parte visitiamo la zona sotto il ponte completamente ristrutturata, un po’ come l’Expo della mia città… vecchi magazzini ristrutturati e adibiti a bar e locali. Ci dirigiamo verso la collina che è di fronte al ponte e incominciamo la passeggiata dalla quale si vedono il ponte di Brooklyn e il porto di NY. Purtroppo la pioggia inizia a cadere copiosa e decidiamo di tornare a Times Square dove lascio la mia guida. Grazie ai suoi buoni uffici ottengo uno sconto del 50% per salire sul bustour cittadino per visitare Uptown e la zona di Harlem dove si costeggia anche Central Park. Ormai è tardo pomeriggio e rientro nel Queens. Quindi doccia d’ordinanza e anche per martedì stesso locale, questa vola penne al pomodoro. Il mercoledì è l’ultimo giorno della mia visita e dedico la mia giornata alla statua della libertà e di Ellis Island e, nel pomeriggio, a Central Park.

mercoledì

Parto alle 7,30 dall’albergo ed arrivo alle 8,30 a Battery Low dove il battello mi porta all’isolotto della Statua che visito arrivando al quinto piano con l’ascensore interno. Acquisto due souvenir e riparto per Ellis Island, il luogo dove gli immigrati venivano accolti per le verifiche, soprattutto sanitarie, del caso. È un luogo dove si respira aria di storia e soprattutto qui si immagina cosa potevano provare gli immigrati appena sbarcati a NY. Visito tutti e tre i piani del comprensorio e torno con un altro battello a NY, attraverso la linea 1 della subway, con fermata a Columbus Circle. Questa fermata è proprio di fronte all’entrata sud del Central Park. All’entrata del parco si staglia in bella mostra una statua dedicata a Cristoforo Colombo. Inizio il percorso e, complice la giornata soleggiata, molti newyorkesi e turisti praticano footing, percorro i vari viali fino ad arrivare alla zona di Strawberry Fields, ovvero la parte dedicata a John Lennon, dove ogni anno, in occasione del giorno suo compleanno e del suo assassinio si riuniscono i fans er commemorarlo cantando le sue canzoni. Anche oggi un ragazzo di colore canta “Imagine”suonando la chitarra, davanti a molte persone. Arrivato a questo punto incomincio la discesa verso la fermata della metro di Columbus Circle per tornare a Times Square dove raggiungo il Rockfeller Center, luogo molto gradito dai pattinatori su ghiaccio, soprattutto nel periodo invernale. Torno indietro nella zona di Park Bryant dove riprendo la metro 7 per tornare in albergo. Alla sera resto in zona Queens ed opto per il Mc Donalds (aperto h/24) di fronte l’albergo e salgo in camera per vedere un po’ di televisione. Trovo un canale in lingua spagnola che trasmette il film sulla vita di Mennea, con Luca Barbareschi, tradotto in spagnolo.

GIOVEDÌ

Siamo arrivati a giovedì, bisogna tornare in Italia, preparo la valigia, saldo il conto con l’albergo e mi dirigo verso Central Terminal per prendere lo shuttle che mi porterà a Newark dove troverò l’aereo che mi riporterà in Italia. Che dire di questo viaggio? È stata un’esperienza molto interessante che mi ha permesso di vedere la città più metropolitana del mondo per eccellenza e di interloquire con molte persone. Quello che mi ha colpito è stata la disponibilità dei newyorkesi, mai scocciati nel rispondere, mentre non ho apprezzato molto i ritmi frenetici della vita newyorkese.

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