The Big Apple

9 giorni a New York ed 1 a Washington... non mi soffermerò molto nel descrivere i famosi negozi visitati e presso i quali sono stati fatti acquisti (vedasi i vari Macy's e gli infiniti negozi zona Soho, Canal Street)... vorrei ...

  • di ucciopassa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Signori e signore...The Big Apple!!! Il continuo rincorrersi di tutte quelle voci che vedono New York quale città simbolo degli Stati Uniti mi ha da sempre incuriosito e così un bel giorno, armato di internet, ho deciso di farmelo spiegare direttamente da Lady Liberty e Mr Empire State Building! Protagonisti: the blues brothers Documentazione: ESTA dall’apposito sito e compilazione moduli sull’aereo Biglietti monumenti acquistati: New York City Pass, prenotazione Statua della Libertà con accesso alla corona (sito ufficiale), prenotazione visita Fed (gratis sul sito ufficiale) Volo+holel: www.expedia.it -->Iberia ed Alexander Hotel Siti: www.nycgo.com; www.citypass.com; www.statuecruises.com (indispensabile se vuoi prenotare l'accesso alla corona...da fare qualche mese prima della partenza!!)...e poi www.google.it per moltissime altre informazioni Armi a disposizione: scarpe da ginnastica, Metrocard e tanta voglia di camminare! Ma procediamo per gradi con la descrizione delle giornate. La visita alla città è avvenuta dal 9 al 17 maggio e, a dir dei Newyorkesi, sconsigliamo vivamente la visita in periodi caldi quali giugno inoltrato, luglio ed agosto. Per il resto possiamo dire di aver vissuto 9 giorni di sole e giornate ventilate: cosa volere di più!!! 9 Maggio: lo sbarco e la nube. Volo Iberia da Linate, scalo a Madrid e meta definitiva raggiunta attraverso l’aeroporto JFK domenica 9 ore 18 (causa simpaticissima nube vulcanica il volo è durato un paio d’ore di più!). Per capire cosa ci hanno dato da mangiare sull’aereo dovrei leggere il menù in quanto il sapore delle micro pietanze era tutto lo stesso. Espletati i controlli di sicurezza che prevedono, oltre alla consegna della modulistica compilata sull’aereo, anche i rilievi delle impronte digitali di tutte le dita e fotografia al volto… ritiro bagagli e… Welcome to New York!! Ah, una precisazione: sebbene l’inglese sia la lingua ufficiale, quasi tutti conoscono anche lo spagnolo e pertanto non vi saranno grossissime difficoltà nel parlare. Terminal 7…AirTrain (5$) fino a Jamaica Station… linea del metrò (subway) “E” e si scende a Times Square (in realtà la fermata non è proprio sotto la piazza, ma un tunnel sotterraneo collega la linea “E” a tutte le altre linee presenti sotto la piazza). Da tener presente che in qualsiasi stazione della metro è possibile acquistare la metrocard valida per 7 giorni a 27$ con la quale si possono prendere illimitatamente tutti i mezzi di trasposto della MTA. Il nostro hotel è posizionato sulla 94th street (zona West Side) pertanto prenderemo la linea 1, 2 o 3 e scenderemo alla 96th, un paio di centinaia di metri a piedi e check-in!!! N.B. Prestare attenzione alle linee della metropolitana in quanto non tutte fermano in tutte le stazioni: ci sono treni Express che fermano solo in alcune!!! La nostra camera si presenta nel migliore dei modi: molto spaziosa, due letti da 1 piazza e mezza e pulita!! Doccia, passeggiata sulla vicinissima Broadway, caffè da Starbucks e rientro causa stanchezza! 10 Maggio: Central Park. Ore 8.30 A.M. La voglia di appoggiare i piedi sulla Big Apple è tanta…si parte! Ghiotta è l’occasione di visitare l’enorme polmone verde della città in quanto vicinissimo al nostro hotel (Alexander Hotel): calchiamo alcune stradine che la percorrono in largo ed in lungo, costeggiamo uno dei diversi ed immensi laghetti, stringiamo amicizia con un simpatico scoiattolino venuto a noi, ahimè invano, a cercar cibo ed il quale triste e sconsolato… ci mostra l’enorme coda. Giungiamo dalla parte opposta: la 5th Avenue! Un susseguirsi di palazzoni che si rendono sempre più complici dei miei continui scontri con gli ignari passanti: devo smetterla di guardare in alto! Vari negozi di stilisti italiani (con tanto di bandiera italiana ed americana), francesi, americani…etc, la Public Library (da scenografia in diversi films) fino a giungere all’Empire State Building: sebbene la sua maestosità non induca molti dubbi, non ci si renderà effettivamente conto della sua reale dimensione finché non si è saliti!!! L’impressione è quella di esser finiti in un grande set cinematografico con il regista che urla “action”, il ciak si chiude, l’operatore fa scorrere l’enorme telecamera sulle apposite rotaie, gli attori recitano e si muovono… ah, ma guardando bene mi trovo in un set cinematografico, beh... Non sarà il primo e neanche l’ultimo che incontreremo a New York e più precisamente sulla 5th all’altezza dell’Apple Store dove avrò anche modo di provare in anteprima l’eccezionale Ipad! Proseguendo raggiungiamo il Flat Iron Building nei pressi del quale ci infileremo sotto una delle tante stazioni della subway che caratterizzano la città e che ci porterà nelle vicinanze di Battery Park: è financial district. Facendo un giretto per questo parco, tra un simpatico scoiattolo alla ricerca di cibo e la vista in lontananza di Lady Liberty, scorgiamo quello che un tempo era il monumento alla libertà ed originariamente posizionato sulla piazza antistante le Twin Tower: volutamente lasciato danneggiato, così come ricavato dalle macerie delle due torri, esso è posto dietro ad una fiamma perenne in memoria delle oltre 3000 vittime di quell’effimero gesto. Giusto un paio di “Block” più a nord (“unità di misura” utilizzata dai newyorkesi per indicare le distanze), previa prenotazione sul sito ufficiale, entriamo nello storico e di ispirazione fiorentina palazzone della Fed,la banca centrale americana dove, successivamente ad un video inerente le misure di sicurezza, 25 metri sotto il livello del mare i nostri occhi vengono abbagliati da migliaia lingotti d’oro provenienti dalle banche centrali di moltissimi altri Stati mondiali… ci troviamo nel posto più sicuro del mondo! L’idea di portare a casa anche uno solo di quei luccicanti lingotti è tanta, così come sono tante le misure di sicurezza a protezione degli stessi. Abbandonata l’intenzione e riacquistato il pieno possesso della vista, ritiriamo il simpatico omaggio (un sacchettino con alcune banconote tritate…simpatici alla Fed!) e procediamo per le tanto viste e discusse strade del polo finanziario più potente del mondo sino a giungere alla famosissima Wall Street. Un Hot Dog mangiato al volo lungo il percorso sazierà la poca fame rimasta: la voglia di conoscere, vedere ed apprendere è sempre tanta! I km scorrono inesorabili sotto i nostri piedi e, alternandoci tra le stazioni della metropolitana e gli immensi marciapiedi… giungiamo ad un altro simbolo: il ponte di Brooklyn! Lo percorriamo per intero lungo la pista pedonale (sopraelevata rispetto alla sede stradale) giusto per “sgranchirci” le gambe… e, una volta giunti a Brooklyn, altro quartiere della città, chiediamo ennesimo aiuto alla subway per dirigerci verso Canal Street (Tribeca) ed andare a trovare nientepopodimenocchè Little Italy! Come una partita al famoso Risiko ci si rende conto che Chinatown sta sempre più conquistando quello che i nostri antenati avevano a loro volta conquistato: ciò che prima era un’intera zona ricca di ristoranti italiani ora non è altro che una via circondata da ristoranti e negozi cinesi… che peccato! Non me ne vogliano gli asiatici, ma quello che per noi italiani era un simbolo, un monumento e quindi un’attrazione di New York sta scomparendo! Facendo due chiacchiere con un ristoratore si scoprirà che tutti gli italiani si stanno via via trasferendo a Staten Island… Gli ultimi passi della giornata li faremo in quel di Soho (I cui negozi sono molto più convenienti di quelli in centro!!), in Times Square (da visitare il negozio della Toys R Us, m&m’s, Bubba Gump), e sulla 5th.

11 Maggio: l’incontro. Lady Liberty ci attende e l’appuntamento per la visita alla corona è da mesi fissata per le ore 11…quindi Subway linea 1, scendiamo nei pressi di Battery Park, salutino agli scoiattoli e, espletati i controlli di sicurezza, ci imbarchiamo! Il battello si allontana dalle coste di Manhattan liberando dinnanzi ai nostri occhi lo skyline più suggestivo che una città possa proporre. Pochi sono i minuti di navigazione che dividono Mahnattan dalla Statua e finalmente eccola, alla nostra destra: vista e rivista chissà quante volte in tv, foto e depliants ed ora è accanto a noi, quasi a volerci chiamare! Sbarcati ci rechiamo dal Ranger del parco (la zona è in un parco Naturale protetto) per ritirare il braccialetto che ci consentirà l’accesso alla corona. L’atrio, ossia il piedistallo della statua, è occupato da un museo al cui interno è conservata la torcia originale; un altro ranger ci accompagna ad una scalinata invitandoci a salire ed a raggiungere un suo collega alcuni metri più in alto e che effettivamente incontreremo dopo 5 o 6 rampe. Nuovissima l’ascensore che si presenta alla nostra destra, ma il dito del ranger indica la scalinata posta al suo fianco e ci invita a raggiungere un ulteriore collega… “è una caccia al tesoro?” la primaria esclamazione ed intanto tra una rampa e l’altra notiamo che l’ascensore ci continua ad affiancare e lo farà fino all’altezza delle spalle della statua. Le scale si stringono e divengono a chiocciola: stiamo attraversando la gola ed eccoci, finalmente, sulla corona! Il famoso ed inutile ascensore è stato brillantemente sostituito dal fiatone, gli scalini saranno stati più di 300 tant’è che arrivato in cima non avevo neanche il fiato per urlare “Adriana!!”. Stringiamo amicizia con l’ultimo ranger della statua (suo papà era italiano…ma lui ovviamente parla sono inglese) un certo sig. Mazza e scattiamo qualche fotografia allo splendido scenario visibile dalle piccole finestrelle; dopo 10 minuti ripercorrendo le scale in direzione inversa si scende. La visita proseguirà sull’adiacente Ellis Island dove un tempo i nostri antenati, armati della famosa valigia di cartone e partiti alla volta dell’America alla ricerca di fortuna, venivano visitati, puliti e tenuti in quarantena prima di poter accedere in territorio americano. In questo museo è possibile verificare, grazie all’ausilio di un pc, il passaggio di eventuali antenati. La giornata proseguirà con i canonici giretti nei negozi ad acquistare i primi souvenir ed abbigliamento vario

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Commenti
  1. saragabri
    , 22/8/2012 10:20
    Grazie per il bellissimo e utile diario. Noi andiamo a novembre...e prendiamo spunto!!!

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