Otto giorni in Nepal: stupa e non solo

Quando i giorni a disposizione sono pochi ma la voglia di scoprire è tanta… basta organizzarsi

  • di Fairyfloss
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Viaggio organizzato nelle due settimane precedenti la partenza e quindi nel nostro caso non è stato troppo economico, ma solo a causa del volo. Per il resto invece ci siamo trovate benissimo grazie al tour organizzato da Francesco Sardano, che direttamente dal Planet Bhaktapur Hotel, ha pianificato tappa per tappa un itinerario perfetto che ci ha permesso di visitare i luoghi più belli di questo paese così immenso e particolare. Siamo partite in due, da Roma con volo Etihad del 4 gennaio con scalo di circa 7 ore ad Abu Dhabi, arrivato a Kathmandu la sera del 5 gennaio. I ragazzi del Planet sono venuti a prenderci in aeroporto col minivan che ci avrebbe accompagnato per tutto il nostro viaggio. Siamo arrivate in albergo per l'ora di cena e ci hanno accolto con un pasto tipicamente nepalese e buonissimo a base di riso e verdure, in quanto entrambe vegetariane.

6 gennaio, primo giorno effettivo in Nepal: in mattinata il nostro minivan ci accompagna in 20 minuti al tempio indù di Changu Narayan, uno dei templi più importanti di tutto il Nepal e il più antico, dedicato al dio Vishnu.

Per pranzo ci dirigiamo verso Bhaktapur, antica città newari nella parte est della valle di Kathmandu. Lì cominciamo a conoscere il popolo nepalese, sempre molto disponibile e gentile con i turisti, facciamo due chiacchiere qui e lì e man mano visitiamo il centro, nel quale purtroppo emerge la distruzione post terremoto del 2015, dove molti templi hanno resistito e dove la popolazione è in costante movimento per ricostruire ciò che la natura ha portato via. Iniziamo ad entrare in questa cultura affascinante, in cui tutti si prodigano per gli altri e non si arrendono di fronte a nulla perchè la loro spiritualità e responsabilità vanno oltre il concetto occidentale, che molto spesso è frenetico e limitato.

Sera cena al Planet, ricca e gustosa come la precedente, staff sempre cordiale e divertente.

7 gennaio: sveglia molto presto per andare a vedere i sacrifici alla dea a Dakshinkalisi, dove un bambino di circa 12 anni si avvicina a noi per farci da guida nel caos della giornata in cui tutti gli induisti portano fiori e animali da sacrificare. Ci mostra svariati rituali induisti, colori, campane ecc.. e una volta finito il giro lo ringraziamo offrendogli una mancia per averci accompagnate.

Il minivan del Planet Hotel ci trasporta in giro per i vari templi buddhisti ed induisti, dove incontriamo tante persone intente nelle loro preghiere e riti, ci spostiamo tra i colori e i monasteri di Pharping, Dollu, Kokhna e Patan, quest'ultima una delle cittadine più ricche di templi di tutto il Nepal, davvero molto bella.

La giornata si conclude sulle rive del fiume Bagmati, dove al tramonto a Pashupatinath, osserviamo la cerimonia delle cremazioni, un momento di grande riflessione sul passaggio dalla vita alla morte.

8 gennaio: sveglia presto, ma non troppo, il nostro ormai fedele e paziente amico del Planet ci accompagna in minivan attraverso Shanku fino al tempio di Vajra Jogini, dove una lunga scalinata ci fa assaporare la natura e le scimmiette del tempio. Da qui andiamo poi a Gokarna Mahadev dove troviamo altre dozzine di scimmiette aggirarsi tra gli dei del tempio. Ci dirigiamo in seguito al Monastero di Kopan, luogo che resta nel cuore, dal quale si può ammirare il paesaggio della città dall’alto, circondato da giardini e piccoli stupa buddhisti dai mille colori, la serenità dei ragazzi tibetani, le citazioni del Dalai Lama e le tante persone che vengono in questo monastero proprio per ritiri spirituali. Un sorriso emerge inevitabilmente, inoltre questo luogo ha ispirato il celebre film “Il piccolo Buddha”

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