Nepal in bicicletta

L'altro Nepal diario di viaggio di Andrea Abbà e Percivalle Gabriele 10/10 Milano - Kathmandu Inizia la storia di due uomini e dei loro pezzi di metallo con le ruote. L'aeroporto è pieno di business man giacca e portatile, siamo ...

  • di zork
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

L'altro Nepal diario di viaggio di Andrea Abbà e Percivalle Gabriele 10/10 Milano - Kathmandu Inizia la storia di due uomini e dei loro pezzi di metallo con le ruote. L'aeroporto è pieno di business man giacca e portatile, siamo i soli sportivi. Ecco arrivano altri tre uomini rudi, alpinisti con zaini possenti e facce da spedizione. L'aereo per Vienna non è grande ma il volo è tranquillo e non mi dispiace.

Vienna, corsa nell'aeroporto, le nostre biciclette verranno con noi? Temiamo che i nostri scatoloni non ci seguano, corriamo troppo veloci. E' il dilemma di ogni viaggiatore...

Sette ore di volo, un aereo enorme, un film già visto ma in inglese ci allena alla lingua. Cibo accettabile, la meta arriva presto insieme alla notte.

L'atterraggio è brusco, sembra tutto si spezzi, capiremo solo dopo il perchè. La pista è minuscola come l'intero aeroporto del resto. Lunga coda per i visti d'ingresso, facce orientali, poliziotti cinesi con lunghe verghe di legno colpiscono i disturbatori che ci vogliono portare via con loro. Kathmandu è sotto assedio, militari in aeroporto e per ogni dove. L'amico Jeevan, nostro unico contatto, non può arrivare in bus e viene a piedi, i militari non lo lasciavano passare. Il bus corre rapido sulla strada scoscesa, l'autista di Jeevan pare un pazzo. Spuntano vacche e capre che mangiano immondizia insieme ai cani. Hotel Lai Lai, Jeevan è stato di parola. Doccia calda e un letto duro ma pulito. Un tè ottimo, due parole di benvenuto e poi via a riprendersi le ore di sonno perdute. Il compagno Percy barcolla.

11/10 Kathmandu Sveglia tardi, 10.30. Il cuscino “mattone” mi ha rotto la testa. Sole, caldo, scendiamo a colazione. Gente socievole i nepalesi, non sai mai bene se per interesse o per educazione. Hanno l'aspetto di chi ti dice “Ti aiuto, ma tu mi sarai riconoscente?”. Mangiamo molto alla inglese e poi decidiamo che è ora di liberare il metallo dagli scatoloni. Aiutati dai nepalesi sconvolti dal prezzo delle nostre biciclette (un anno di lavoro per quelli ricchi di loro), rimettiamo in sesto i nostri attrezzi da viaggio. Verso l'ora di pranzo torna Jeevan, il percorso è deciso, niente Jiri (direzione Everest), ci sono frane e pericoli che non sta a descrivere troppo. Ci consiglia la visita al Chitwan Park nel Sud, dice che ci piacerà molto.

Qui tutto costa poco, nulla se paghi in rupie nepalesi. Ma i turisti hanno grana da spendere e vanno un po' sfruttati. Per ora cediamo, fa parte del gioco. In giro alla rinfusa per Kathmandu nel pomeriggio. Pochi passi ed è il caos più totale. Milioni di persone per strade sozze e fogne a cielo aperto, motociclette, risciò, piccole vetture che sputano piombo e suonano clacson all'impazzata. Si salutano ci dirà Jeevan, è tradizione, a me però han fatto venire un gran mal di testa. Lo smog ci uccide, Percy sclera tra la puzza e il caos, io mi diverto ma inizia a diventare pesante e vorrei tornare in hotel.

Ore 16, dopo la doccia ultima riunione con Jeevan. Da domani si pedala e non scherziamo più. Un buddhista ci ha segnato la fronte. Ci porterà fortuna? 12/10 Kathmandu - Muglin (113 Km) “Qui sono tutti poveri come bestie” il Percy con questo sconvolgente quanto reale pensiero si addormenta e si risveglia il mattino seguente. Pochi kilometri per uscire dalla città e ci rendiamo conto che ha perfettamente ragione. Mai visto tanta sporcizia, tante persone magre al limite della sopravvivenza che portano fardelli incredibili legati alla fronte da corde ruvide. Fogne a cielo aperto e una infinita coda di autobus, camion, mezzi “sputa-smog” in direzione Pokhara. Il Percy non sa più come uscirne e si lancia per ogni lato della strada esattamente come fanno loro, lo seguo. Venti kilometri e la situazione migliora, possiamo togliere le maschere da verniciatori. Inizia una discesa tortuosa e infinita in una valle meravigliosa e verde di terrazze. Lontano, nella nebbia si lasciano intravedere cime innevate, le intoccabili

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