Sorry, this is Nepal

Viaggio nella valle di Kathmandu

  • di trafik
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Se ne sono letti e riletti diari di viaggio sul Nepal, ma il mio non vuole aggiungere nient'altro, vuole solamente invitare la gente a mettere da parte le solite idee. Ok, c'è stato il terremoto, ma presto tutto tornerà a funzionare, poi toccherà a noi turisti tornare a visitare questa splendida terra, il turismo è una fonte di reddito troppo importante in Nepal. Se vogliamo aiutare queste persone non ci resta che andare a visitare la loro terra.

Accendo il mio televisore poco tempo fa e vedo immagini sconcertanti. Terremoto in Nepal! Quei luoghi fantastici distrutti e quelle persone in ginocchio… Così mi affido a voi, Patrizio e Syusy (che come visto nei dvd della raccolta avete visitato questa fantastica terra insieme al grande Franco Battiato) e ai turisti per caso che leggono questa fantastica rivista. Decido quindi di inviarvi il mio diario di viaggio anche per far sì che la gente non dimentichi e che torni presto a visitare questi luoghi, che per questi abitanti è la cosa migliore anche perché il turismo ha un ruolo fondamentale in Nepal.

PARTIAMO

Descrivere le emozioni che ho provato in quel freddo mattino di febbraio prima di affrontare un viaggio in un luogo così particolare e diverso da quello che siamo abituati a vedere tutti i giorni non è facile. L’unica cosa di cui si è veramente consapevoli e che sarà una grande avventura. Così, io e il mio amico fedele compagno di viaggi partiamo da Malpensa, direzione Kathmandu. Durante il volo la mia testa è zeppa di pensieri. Da anni volevo visitare Nepal e India, due stati così simili per certe sfaccettature, diversi per altre. Di certo due culture completamente opposte rispetto alla nostra di occidentali, ma è anche questo il bello di un viaggio. Tutto questo ti apre la mente. Comunque, dopo un breve scalo di poche ore ad Abu Dhabi, dove regna sovrano lo sfarzo e il lusso, il contrasto con Kathmandu dove arriviamo in serata è decisamente evidente. Veniamo accolti dal sorriso di due ragazzi nepalesi, lasciamo subito la capitale e ci dirigiamo a Bhaktapur, una deliziosa cittadina nella valle di Kathmandu. Naturalmente come potrete immaginare, le strade in Nepal non sono certo autostrade a tre corsie, così anche per fare pochi Km i tempi si allungano, questo grazie anche al traffico presente quasi ovunque in valle.

Passiamo alcuni giorni ad esplorare Bhaktapur (bellissima, credo che fra le tre città principali della valle penso sia sicuramente quella che mi è piaciuta di più). All’interno di questa cittadina mi sembra di essere in un set cinematografico, tutto sembra finto, le persone sembrano delle comparse. Davvero pare di essere proiettati in un altro mondo e in tempi lontani. Fanno eccezione solo gli innumerevoli motorini che sfrecciano con il loro assordante rumore di clacson. Un momento che non dimenticherò mai a Bhaktapur è stato in un giorno di pioggia, lo ricordo benissimo. Cerchiamo riparo dall’acqua in uno dei numerosi portici presenti nella piazza principale di Durbar Square quando i miei occhi da fotografo vengono attirati da uno sguardo di una bambina. Uno sguardo magnetico dal quale non riesco a togliere gli occhi. La chiamo verso di me e lei intimidita inizia a parlarmi, scambiamo due parole e vengo rapito dai suoi occhi grossi e dai quei denti bianchissimi che tanto contrastano con la sua pelle scura. Le chiedo se posso farle una fotografia, lei accetta e mi regala una foto indimenticabile, sicuramente tra le migliori che abbia mai scattato. Ecco, questi sono quei momenti che non scorderai mai alla fine di un viaggio. Lo ammetto, in questo frangente mi sono sentito un po’ come il grande fotografo Steve Mc Curry nel suo incontro con la ragazza afgana. Indimenticabile!

Nei giorni seguenti visitiamo numerosi templi e monasteri nella valle, tra tutti ricordo il bellissimo tempio di Changu Narayan (uno dei più sacri e antichi di tutto il Nepal) e il monastero buddista di Kopan, nel suo interno vive una folta comunità di monaci, la maggior parte di loro sono bambini, bellissimo vedere le immagini che mi scorrono davanti gli occhi, attimi di commozione quando usciamo e dalle finestre del monastero appaiono decine di bambini a salutarci. L’ingresso non è sempre consentito ai turisti da quel che mi hanno raccontato, noi abbiamo avuto la fortuna di poterci entrare ed è stato davvero interessante

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