NEPAL 2008 : 2 gatti italiani sul tetto del mondo

NEPAL 2008 – 2 gatti italiani sul tetto del mondo 23-agosto / 15-settembre Annapurna round trek Ciao mi chiamo Gianluca. Qui di seguito cerchero’ di “narrare” l’avventura nepalese vissuta da me e da Patrizia (la mia compagna di viaggio e ...

  • di tenikom
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

NEPAL 2008 – 2 gatti italiani sul tetto del mondo 23-agosto / 15-settembre Annapurna round trek Ciao mi chiamo Gianluca.

Qui di seguito cerchero’ di “narrare” l’avventura nepalese vissuta da me e da Patrizia (la mia compagna di viaggio e di vita). Una pianificazione e preparazione accurata durata quasi un anno . Obbiettivo principale e’ un trekking di 15gg con abbinata una visita di massima della capitale Kathmandu’ e dintorni. Un mio grande sogno nel cassetto da realizzare. Un qualcosa che hai dentro te e che non ti sei forse mai reso conto di quanto sia forte. Finche’ un giorno tutto prende un forma intensa e definita. Necessita’ di portare a buon fine un desiderio. La passione per la montagna e per i “giganti della terra” : in Nepal ne sono presenti ben 8 dei 14 monti che superano gli 8000 metri .Gli altri sono in Pakistan e Cina. La scelta va proprio in direzione di Lui , del tetto del mondo il “gigante” monte Everest o Sagarmatha come lo chiamano in nepali la gente del posto (leggo che significa capo del cielo). Ci appoggiamo ad un’agenzia di trekking-viaggi locale trovata su internet : Navjo Nepal. Strano a dirsi ,ma il titolare e’ un italiano che trasferitosi in Nepal ha aperto questa attivita’. Molto professionali e disponibili con la possibilita’ di comunicare via email in italiano senza alcun problema. Il periodo ottimale per fare trekking in Nepal e’ ottobre-novembre , ma purtroppo non possiamo prendere le ferie in questi due mesi. La scelta obbligata va su fine agosto-settembre. Periodo pero’ che e’ ancora monsonico e con il conseguente pericolo di tempo piovoso, umido e rischio di vedere poco le montagne che possono essere avvolte dalle nubi. Che fare? Decidiamo di “provarci” lo stesso, ed affidarci alla fortuna puntando inoltre ai lati “positivi” del periodo monsonico e cioe’ i pochi trekkers sui sentieri , la meravigliosa fioritura presente un po’ ovunque e la tranquillita’ anche della gente nei villaggi , non sottoposta allo stress dell’alta stagione... Il monsone va da fine maggio a fine settembre con periodo peggiore di solito intorno a luglio-agosto.

Il periodo del trekking per eccellenza e’ l’inizio della stagione secca : ottobre-novembre , unico problema la massa di turisti che invadono sentieri e lodge. Il cielo pero’ e’ azzurro, niente nuvole e le cime libere dalle nuvole. Se proprio si sceglie come nel nostro caso il periodo monsonico credo comunque sia da evitare luglio ed agosto. Andare piu’ che si puo’ su settembre garantisce condizioni meteo gia’ discrete. D’estate piove molto e le temperature non sono particolarmente rigide. Di solito non nevica salvo qualche eccezione negli alti passi oltre i 5000m. Il monsone aumenta inoltre nel caso del trek per il campo base dell’Everest l’handicap del famoso volo interno per Lukla che gia’ normalmente e’ sottoposto a ritardi e cancellazioni. In questa localita’– villaggio nella valle del Khunbu si atterra solo se la visibilita’ e’ buona , non in presenza di nuvole basse , altrimenti non si riesce. Questo implica avere dei giorni definibili come “cuscinetto” da utilizzare per eventuali ritardi sia all’andata che al ritorno. Tutto e’ programmato in funzione di questo : 15gg di trekking ed una settimana da sfruttare per gestire i possibili ritardi del fantomatico volo interno. Nel frattempo i mesi a disposizione ci servono per la preparazione in Italia del viaggio. Ci documentiamo con guide (lonely ,routard , ecc...) , internet ed innumerevoli libri che accrescono il nostro “sapere” , ma anche la voglia e la curiosita’ del vedere dal vivo questi luoghi dove sono state scritte pagine memorabili della storia dell’alpinismo himalyano. Puntiamo anche e molto sulla preparazione fisica. Il trekking non e’ alpinismo , ma cammineremo comunque per parecchi giorni a quote elevate (oltre i 4000m) con conseguente maggior fatica legata alla riduzione di ossigeno nell’aria (a 5000m si conta una riduzione del 50% rispetto al livello del mare). Facciamo pertanto perecchie escursioni cercando di sfruttare al meglio le piu’ alte montagne della nostra regione: il Piemonte. Ci documentiamo anche sulla possibilita’ di utilizzare un farmaco (il diamox) che sembra possa aiutare il corpo nell’accellerare la fase di acclimatamento alle altezze elevate. Tutto e’ pronto , attrezzatura compresa , prestando anche molta attenzione al peso del bagaglio che non deve superare i 15kg a testa : peso concordato con l’agenzia che verra’ trasportato dal portatore durante il trekking e limite del bagaglio imbarcabile sul volo interno. Nel trekking infatti ci saremo solo io ,Patrizia con un portatore e la guida. Prima pero’ di entrare nei dettagli del viaggio voglio dare (per quanto mi e’ possibile) alcune info generali sul Nepal sperando possano risultare utili

  • 4640 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social