La meraviglia è che anche i cani sono buddisti

Premessa: Non ero mai stato in Asia, è il primo viaggio che ho fatto in questi luoghi. Più d’ogni altra cosa, mi ha colpito la straordinaria mitezza della gente. Sarà banale, ma è la sensazione che mi pervadeva di continuo. ...

  • di enrizla
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Premessa: Non ero mai stato in Asia, è il primo viaggio che ho fatto in questi luoghi.

Più d’ogni altra cosa, mi ha colpito la straordinaria mitezza della gente.

Sarà banale, ma è la sensazione che mi pervadeva di continuo.

I panorami dell’Himalaya, non hanno bisogno di commenti, valgono qualsiasi sacrificio.

Il diario che segue è la trascrizione delle pagine vergate sul taccuino durante il viaggio.

Probabilmente ci sono molti luoghi comuni, ma ho voluto conservare il più possibile il racconto delle emozioni dirette, forse per salvarne l’immediatezza.

Non so se ci sono riuscito.

Le informazioi "tecniche" in fondo.

NEPAL La meraviglia è che anche i cani sono buddisti... Viaggio dalla valle di Kathmandu all’Annapurna 25/12/2006 – 12/01/2007 25/12/2006 Roma - Doha Di notte, poca gente in aeroporto, tutto chiuso, faccio check-in.

Nell’aria c’è del fumo, nessun allarme e nessuna scena concitata, però Fiumicino brucia... Arrivano i pompieri, ma le procedure d’imbarco vanno avanti normalmente, sicuramente nulla di grave.

Penso: “Iniziamo bene” 26/12/2006 Doha – Kathmandu Arrivo in Qatar, sopra l’ala albeggia, sotto l’ala si sganciano i carrelli, atterriamo a dir poco dolcemente, quasi non si sente la terra arrivare.

Scendiamo, saliamo, entriamo.

Il gate è semideserto, io sono semisveglio, il passaggio al controllo bagagli è semicaotico.

Entriamo, saliamo.

Trovo una banconota da un Riyal, porterà fortuna, è bellissima.

Nel transito a piedi verso l’imbarco, un bambino di non più di un anno mi sorride, in braccio alla madre è bellissimo.

Si riparte per il Nepal, in sette ore sorvoliamo Kathmandu, non si atterra perché la pista è piena così si gira in tondo, si vede l’Himalaya, il sole splende sulle montagne.

Si atterra che è giorno, si resta in fila per diverse ore per recuperare il visto d’ingresso, si esce che è notte.

Ras ci attende con un cartello che riporta il nome, saluta da lontano, sorride come se ci si conoscesse da sempre.

Kathmandu non l’avevo calcolata così, è molto buia, lo smog la ammanta, pulsa di vita in ogni più recondito anfratto.

Thamel è il quartiere della pensione, è il quartiere commerciale, per turisti e malgrado ciò, non riesco neppure ad immaginare cosa siano tante merci esposte.

Le acquisteranno i turisti? Mah.

Le macellerie vendono pezzi di carne grigia, sbattuta su tavolacci a ridosso della strada, polli, agnelli e galline, frattaglie e teste.

Maiali punk dipinti di rosso (forse tintura di iodio) rasati di tutte le setole, ai quali è stata lasciata una graziosa cresta nera in mezzo alla testa, giacciono accoppati nell’attesa di essere venduti a tranci.

Medito subito di tornare ad essere vegetariano.

Per strada mi vedono turista, è così evidente, mi offrono marijuana e hashish, non fumo e rifiuto, anzi fingo di non intendere, ma mi scoprono subito.

Alle 21.30 la brulicante attività di colpo si ferma.

In meno di mezz’ora si spopolano le strade, risciò, venditori, spacciatori, tutti scompaiono.

Rientro alla guest-house, doccia fredda, mi precipito a letto per il sonno e il freddo; cambierei subito albergo.

27/12/2006 Kathmandu – Durbar Square Kathmandu, ore 6.00 concerto per cani, clacson, scalpelli e grida varie.

La città non è fatta per vivere di notte, è bene che il giorno inizi in fretta.

Sulla strada per Durbar Square, la piazza del Re, attacca bottone un tale, che dice di chiamarsi Micheal.

La sua prima domanda di rito è: First time in Nepal? Ignoro di dover rispondere vagamente e di non mostrarmi interessato e dico: Yeeees!!! Racconta di essere indiano e di trovarsi in Nepal per curare la figlioletta di due anni malata, poi di non essere una guida, ma di voler fare un po’ di pratica con l’inglese, così chiede ai turisti di fare due chiacchiere

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