Partenza il 2/1/2018 · Ritorno il 5/1/2018
Viaggiatori: 4 · Spesa: Fino a 500 euro

Bella Napoli (I viaggi dei Barto)

di pabarto - pubblicato il

I GIORNO: MARTEDÌ 2 GENNAIO

Io, Laura e Mattia partiamo dalla stazione di Livorno alle 07.03 (sfruttando le tariffe Economy e Super Economy con poco più di 100 euro andiamo e torniamo in 4) e arriviamo puntualissimi a Napoli Centrale alle 12.30. In poco più di un quarto d’ora raggiungiamo a piedi l’appartamento prenotato con Airbnb (60 euro a notte) nel quartiere popolare “Forcella” a pochi passi dal Duomo, una sorta di porta d’ingresso a Spaccanapoli. La posizione è veramente strategica, come detto Duomo a due passi, in dieci minuti da San Gregorio Armeno e se proprio siete refrattari ai mezzi di trasporto in poco più di 20 minuti a piedi siete nella centralissima Via Toledo. Samuele, l’altro figlio, dopo aver festeggiato a Roma l’arrivo del nuovo anno, ci raggiunge nel pomeriggio e con la famiglia così riunita ci facciamo un primo assaggio della città partenopea. Considerando che il Mercoledì tutti i musei sono chiusi decidiamo di dedicarci alla visita del Palazzo Reale che raggiungiamo con la metro soltanto per la curiosità di vedere almeno due delle tanto decantate stazioni che devo dire rispondono in pieno alle aspettative, la Toledo è veramente stupenda ma anche le altre non scherzano affatto, non per niente sono considerate le più belle del mondo. Ma torniamo a noi e al Palazzo Reale, con soli 4 euro in totale varchiamo la soglia degli appartamenti reali (Mattia beneficia dell’ingresso gratuito fino a 18 anni Samuele che gli ha superati ha libero accesso in quanto studente di ateneo con indirizzo artistico, Laura è free in quanto insegnante e l’unico a pagare sono io povero ragioniere…). Il palazzo, sono visitabili soltanto il primo piano e i giardini reali, è riccamente arredato, specchi, pomposi lampadari, ceramiche e decorazioni in oro fanno da padrone ma sinceramente non ci impressiona granché. La visita, in solitario, non dura più di tanto quindi abbiamo tutto il tempo per goderci la zona circostante. Usciti dalla residenza reale ci soffermiamo ad ammirare la famosissima e centralissima Piazza Plebiscito (un tempo chiamata Largo Palazzo) sulla quale si affaccia la chiesa di San Francesco de Paola splendidamente valorizzata da coloratissimi giochi di luce proiettati sui suoi portici. Gambe in spalla, imbocchiamo Via Toledo (una delle vie dello “struscio napoletano) e visitando la Galleria Umberto I non possiamo lasciarci sfuggire la mitica sfogliatella riccia da Mary (si dice che insieme alla vicina pasticceria Pintauro sforni le migliori di Napoli), dopo un breve giretto all’interno della Galleria, da Via S.Brigida ci riportiamo su Via Toledo e cammina cammina arriviamo in Piazza Carità da dove portandosi verso Piazza del Gesù Nuovo iniziamo a percorrere la zona di Spaccanapoli. Via Benedetto Croce, S.Biagio dei Librai fino a Via Duomo, non prima però di aver dato una prima sbirciatina alla Via dei Presepi a S.Gregorio Armeno. Cena in appartamento un po’ di lettura, breve programmazione del giorno dopo e tutti a nanna (anche perché la Tv non funziona).

II GIORNO: MERCOLEDì 3 GENNAIO

Sveglia, colazione in appartamento e cielo grigio su come dicevano i Dik Dik in “Sognando California”, purtroppo una fastidiosa pioggerella in barba al famoso sole di Napoli ci accompagnerà per quasi tutto il giorno (poco male abbiamo anche un programma indoor). Partiamo in direzione del vicino Duomo al quale, neanche il cielo plumbeo di oggi riesce a smorzarne il luminoso candore della facciata. L’interno ci ricorda un po’ il nostro Santuario di Montenero, notevole l’altare da dove tre volte l’anno (Maggio, Settembre e Dicembre) l’Arcivescovo di Napoli annuncia ai trepidanti fedeli se il sangue di San Gennaro si è sciolto oppure no. Finita la visita ci portiamo nella vicina Via dei Tribunali, chiassosa, colorata, festosa (metterebbe allegria alla persona più depressa) e dopo pochi minuti sulla nostra sinistra ci avventuriamo nella affollatissima Via dei Presepi… quasi non si riesce a camminare. Una spallata qui un colpetto là riusciamo a farci largo e a goderci le fantastiche creazioni di questi artisti che con fatica portano avanti la tradizione del presepe, anch’essa minacciata dalle squallide riproduzioni provenienti dai paesi asiatici… a tal proposito un’artista ci sottolinea come spesso siano gli stranieri piuttosto che noi italiani a cercare il vero prodotto italiano in barba a qualche euro in più. Simpaticissime le statuette raffiguranti personaggi famosi, cantanti, calciatori, attori e politici (ne abbiamo vista una a grandezza naturale dedicata a Pino Daniele). Arriva la pioggia quindi vai con le attrazioni al coperto, prima tappa Cappella di San Severo con il Cristo velato. Entriamo dopo circa un’ora e mezza di fila (consiglio il biglietto on-line salta fila). La cappella creata dal principe massone Raimondo di Sangro oltre che da un bellissimo soffitto affrescato è circondata di varie opere in marmo raffiguranti varie virtu’ a lui molto care, la sincerità, la pudicizia, l’educazione, l’amor divino ma la “star” indiscussa è però il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, considerata, a ragione, una delle più belle sculture del mondo. IMPERDIBILE.

Una volta usciti (il pranzo a base di pizza fritta lo avevamo consumato mentre eravamo in attesa di entrare) visto che la pioggia si è così affezionata a noi optiamo per il secondo sito al coperto, “Napoli Sotterranea”. Altra fila di almeno un’ora e finalmente entriamo (10 euro adulti poi varie riduzioni in base all’età). Qui non è possibile prenotare, a meno che non siate un gruppo numeroso, e la visita è soltanto guidata. Una volta fatti i biglietti incontriamo la nostra guida che ci accompagnerà per circa un’ora alla scoperta di una parte del fittissimo reticolato di cunicoli nascosto nel sottosuolo di Napoli, nati in seguito all’estrazione del tufo e sfruttati successivamente come acquedotti e rifugi antiaerei. Ne percorriamo vari tipi più o meno stretti (per uno di questi è necessario camminare di traverso e con una lampada tanto è stretto e buio). Moltissime sono le leggende ad essi legate, prima fra tutte quella di o’monicello, ovvero un esserino piuttosto bruttino che si calava nei cunicoli per andare a pulire le acque degli acquedotti. Si diceva di lui che attraverso questi reticoli riusciva a penetrare nelle case dei nobili dell’epoca per rubacchiare oggetti e monete, inoltre anche se l’aspetto non gli era di aiuto, sembra avesse un notevole successo con le nobildonne della borghesia partenopea, alle quali faceva “visita” all’insaputa dei mariti facendo dono di oggetti precedentemente sgraffignati in altre nobili residenze. Lo possiamo definire un po’ un precursore della figura dell’idraulico dei giorni nostri… Usciti dai cunicoli il Tour finisce con la visita di una parte di un grandissimo Teatro Greco-Romano (vi si esibiva Nerone) nascosto ormai da case e palazzi impunemente costruiti sulle sue mura. Pensate che vi si accede da un tipico “basso napoletano” (case a livello della strada con un'unica finestra come fonte di luce per l’intero appartamento) abitato fino al 2000 da una famiglia che ignara utilizzava una piccola porzione di un camerino del teatro come cantina per i vini. Entrati in questa casa è sufficiente che la guida sposti un letto e apra una botola che dopo pochi scalini ci ritroviamo in quelli che una volta erano appunto i camerini del Teatro. Poco distante da qui, in Vico Cinquesanti, dove fino a poco tempo fa si trovava la bottega di un falegname è possibile ammirare un ulteriore frammento di questo teatro riconducibile ad una anello della gradinata da dove i nobili napoletani assistevano agli spettacoli. Finita la visita abbiamo in programma la cena all’Antica Pizzeria da Michele in Via Sersale n. 1 (fortunatamente a pochi minuti dal nostro appartamento). Non è possibile prenotare e l’attesa è piuttosto lunga ma la pizza, la scelta è soltanto tra margherita e marinara, è veramente come dicono la migliore del mondo.

III GIORNO: GIOVEDì 4 GENNAIO

Finalmente oggi o'sole di Napoli ha deciso di uscire allo scoperto e noi ne approfittiamo per farci una bella passeggiata sul C.so Umberto, Via De Pretris fino al Maschio Angioino o Castel Nuovo davanti al quale non possiamo non farci un bel selfie di famiglia. Il castello è veramente imponente anche se i cantieri tutt'intorno non ne fanno apprezzare appieno la bellezza. Lasciandocelo alle spalle ci dirigiamo verso i quartieri spagnoli ubicati nel quartiere di Montecalvario a est di Via Toledo. Costruiti da Don Pedro di Toledo per ospitare le truppe spagnole rappresentano oggi la quintessenza della napoletanità. Unici colorati con i tipici bassi napoletani. Un cartello dice... vai e perditi nella bellezza di questi vicoli... e direi che riassume perfettamente quello che un visitatore deve fare. Il tempo qui si è fermato, una città nella città, indicazioni su cartelli di legno colorato dipinti a mano, murales (famoso quello di Maradona) signore che calano il cestino dal terrazzo per raccogliere la spesa direttamente dal bottegaio sotto casa, panni stesi con corde che vanno da un palazzo all’altro tanto sono vicini e poi il bellissimo panorama del golfo che si gode dalla parte alta del quartiere. Sui vicoli si affacciano piccoli laboratori di artigiani e botteghe di ogni genere ma ovunque è palpabile la povertà che purtroppo regna in questa parte della città. Lasciamo questa parte di Napoli e torniamo in P.zza Plebiscito e da qui scendiamo verso il passeggio sul mare da dove ammiriamo lo spettacolo che ci offre il Vesuvio e la penisola Sorrentina. Come veri napoletani passeggiamo sul bellissimo ed elegante lungomare fino a Castel dell'Ovo così chiamato perché una leggenda narra che il poeta Virgilio lì seppellì un uovo che se mai si rompesse causerebbe il crollo dell'intera città. Da questo castello, costruito interamente in tufo sull'isolotto di Megaris, si gode una bellissima vista della città a 360 gradi, dal Vesuvio alla penisola Sorrentina dai Palazzi partenopei a Mergellina, Marechiaro fino alla punta di Posillipo. Bellissimo!

Lasciamo a malincuore il Castello (la visita è gratuita) e continuiamo a passeggiare sul lungomare, ricorda un po' quello di Nizza, fino a Piazza Vittoria da dove imbocchiamo un'altra via dello shopping la elegantissima via Chiaia che attraversando il quartiere di Pizzofalcone ci conduce nuovamente a Piazza Plebiscito. Abbiamo fatto giusto l'ora per l'ultima visita guidata del Teatro San Carlo dove la simpatica Julia ci accompagna per un'oretta tra i palchi e la platea del bellissimo teatro costruito nel 1737 (il più antico d’Europa) da Carlo di Borbone re di Napoli. L'eleganza e la raffinatezza di questo teatro sono veramente unici al mondo ne’ la Scala di Milano ne’ l'Opera di Parigi secondo noi reggono il confronto. Splendido l’affresco dipinto su una immensa tela che fa da soffitto e cassa di risonanza per l’intero teatro, gli stucchi dorati dei palchetti e i velluti rossi delle poltrone e del sipario rendono l’ambiente sontuoso. In ogni palco vi è uno specchio la cui funzione era quella di controllare dall’esterno il comportamento dei suoi occupanti durante lo spettacolo (come giudizio era concesso soltanto l’applauso) da qui il detto che il vero responso l’artista lo riceve dalla “piccionaia” ovvero dall’ultimo anello del Teatro proprio perché, essendo l’unico settore privo di specchi e quindi di sorveglianza, permetteva allo spettatore di esprimersi liberamente senza timori di repressioni o quasi. Non perdetevelo.

Finita la visita riprendiamo Via Toledo, Piazza Carità, Piazza del Gesù Nuovo dove questa volta visitiamo l'omonima chiesa dove riposano le spoglie del Dottor Domenico Moscati eroe di bontà e spirito Cristiano, la cui vita ha ispirato un bellissimo film interpretato da Giuseppe Fiorello. Stasera decidiamo di cenare a casa e in Via dei Tribunali, dopo aver ammirato il murales di Banksy “La Madonna con la pistola” nella vicina Piazza Gerolonimi, acquistiamo mozzarelle di bufala e salumi tipici campani alla bottega di “Rafele o'lattaro” un piccolo alimentari dotato anche di qualche tavolo dove pranzare o cenare. Le mozzarelle erano divine!

IV GIORNO: 5 GENNAIO

Ultimo giorno, lasciamo l'appartamento, le valigie in deposito alla stazione e con la metro raggiungiamo Piazza municipio dove prendiamo lo shuttle per Capodimonte (12 euro adulti a/r più biglietto ingresso alla reggia 6 euro fino a 25 anni). La reggia fu costruita da Carlo di Borbone insieme alla moglie Amalia di Sassonia (nei boschi attigui amavano molto cacciare) un re che tanto ha dato a questa parte d’Italia (ad esempio il Teatro San Carlo, la Reggia di Portici la Reggia di Caserta) e che tanto è stato amato dai suoi sudditi per la sua umanità generosità e semplicità. All’interno fanno da padroni la collezione Farnese (donata al re dalla madre) tra le cui opere spiccano Mantegna, Raffaello, Masaccio e l'appartamento reale, su tutti il sontuoso salone da ballo e il salottino di ceramica, che a noi è piaciuto molto più del Palazzo Reale. Il Palazzo fu costruito proprio per contenere questa collezione di splendide opere pittoriche e li visse Carlo con la moglie Amalia (la quale dopo molto tentativi riuscì a dargli i figli maschi che tanto il re desiderava… in tutto ebbero 13 figli). Lasciata la reggia dai giardini ci godiamo una bellissima vista di Napoli e dopo una breve passeggiata nel Real Bosco (giardini e bosco sono accessibili gratuitamente) riprendiamo la navetta per tornare in centro e precisamente in piazza Dante. Da qui ci riportiamo verso Via dei Tribunali ma prima di tornare alla stazione ci concediamo l’ultima visita alla bellissima e poco pubblicizzata chiesa di San Giovanni a Carbonara (in Via Carbonara) con affreschi di notevole bellezza (vedi la Cappella Caracciolo del Sole) e un crocifisso del Vasari. La vacanza è terminata da Via Carbonara raggiungiamo la stazione ritiriamo i bagagli e via verso Livorno. Questa città, a dispetto di quanti ne parlano in maniera poco lusinghiera, ci è entrata veramente dentro e, a conferma di quanto dico, mi ha molto colpito la risposta che una ragazza ha rivolto a una signora che chiedeva un’informazione… ”mi dispiace signora, non sono di qua... ma vorrei tanto esserlo”…

Arrivederci Napoli… alla prossima.

di pabarto - pubblicato il