Bella Napoli (I viaggi dei Barto)

Iniziamo il nuovo anno ai piedi del Vesuvio alla scoperta della città partenopea

  • di pabarto
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro

Una volta usciti (il pranzo a base di pizza fritta lo avevamo consumato mentre eravamo in attesa di entrare) visto che la pioggia si è così affezionata a noi optiamo per il secondo sito al coperto, “Napoli Sotterranea”. Altra fila di almeno un’ora e finalmente entriamo (10 euro adulti poi varie riduzioni in base all’età). Qui non è possibile prenotare, a meno che non siate un gruppo numeroso, e la visita è soltanto guidata. Una volta fatti i biglietti incontriamo la nostra guida che ci accompagnerà per circa un’ora alla scoperta di una parte del fittissimo reticolato di cunicoli nascosto nel sottosuolo di Napoli, nati in seguito all’estrazione del tufo e sfruttati successivamente come acquedotti e rifugi antiaerei. Ne percorriamo vari tipi più o meno stretti (per uno di questi è necessario camminare di traverso e con una lampada tanto è stretto e buio). Moltissime sono le leggende ad essi legate, prima fra tutte quella di o’monicello, ovvero un esserino piuttosto bruttino che si calava nei cunicoli per andare a pulire le acque degli acquedotti. Si diceva di lui che attraverso questi reticoli riusciva a penetrare nelle case dei nobili dell’epoca per rubacchiare oggetti e monete, inoltre anche se l’aspetto non gli era di aiuto, sembra avesse un notevole successo con le nobildonne della borghesia partenopea, alle quali faceva “visita” all’insaputa dei mariti facendo dono di oggetti precedentemente sgraffignati in altre nobili residenze. Lo possiamo definire un po’ un precursore della figura dell’idraulico dei giorni nostri… Usciti dai cunicoli il Tour finisce con la visita di una parte di un grandissimo Teatro Greco-Romano (vi si esibiva Nerone) nascosto ormai da case e palazzi impunemente costruiti sulle sue mura. Pensate che vi si accede da un tipico “basso napoletano” (case a livello della strada con un'unica finestra come fonte di luce per l’intero appartamento) abitato fino al 2000 da una famiglia che ignara utilizzava una piccola porzione di un camerino del teatro come cantina per i vini. Entrati in questa casa è sufficiente che la guida sposti un letto e apra una botola che dopo pochi scalini ci ritroviamo in quelli che una volta erano appunto i camerini del Teatro. Poco distante da qui, in Vico Cinquesanti, dove fino a poco tempo fa si trovava la bottega di un falegname è possibile ammirare un ulteriore frammento di questo teatro riconducibile ad una anello della gradinata da dove i nobili napoletani assistevano agli spettacoli. Finita la visita abbiamo in programma la cena all’Antica Pizzeria da Michele in Via Sersale n. 1 (fortunatamente a pochi minuti dal nostro appartamento). Non è possibile prenotare e l’attesa è piuttosto lunga ma la pizza, la scelta è soltanto tra margherita e marinara, è veramente come dicono la migliore del mondo.

III GIORNO: GIOVEDì 4 GENNAIO

Finalmente oggi o'sole di Napoli ha deciso di uscire allo scoperto e noi ne approfittiamo per farci una bella passeggiata sul C.so Umberto, Via De Pretris fino al Maschio Angioino o Castel Nuovo davanti al quale non possiamo non farci un bel selfie di famiglia. Il castello è veramente imponente anche se i cantieri tutt'intorno non ne fanno apprezzare appieno la bellezza. Lasciandocelo alle spalle ci dirigiamo verso i quartieri spagnoli ubicati nel quartiere di Montecalvario a est di Via Toledo. Costruiti da Don Pedro di Toledo per ospitare le truppe spagnole rappresentano oggi la quintessenza della napoletanità. Unici colorati con i tipici bassi napoletani. Un cartello dice..

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