Namibia meravigliosa

Più di 4.000 chilometri di emozione pura tra parchi e deserti

  • di lare
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Il mio sarà un racconto atipico, non un elenco minuzioso di luoghi visti, di km percorsi, di souvenir acquistati o di foto scattate, ma la testimonianza di un viaggio del cuore e dell'anima in un paese che, se lo comprendi, ti regala forti ed uniche emozioni.

Il primo incontro è con la natura dell'Etosha, pullulante e viva, anche in questa stagione secca. Basta una pozza d'acqua ed ecco apparirvi intorno elefanti, zebre, struzzi, giraffe, orici e una quantità enorme di uccelli di ogni specie. Riusciamo anche a vedere una leonessa che isolata, forse in difficoltà, si avvicina all'acqua e improvvisamente con una zampata cattura un serpente che però abilmente riesce a sfuggirle e a ributtarsi nell'acqua. Che dire poi degli abili uccelli tessitori sociali, che con grandi capacità architettoniche costruiscono sugli alberi ma persino sui pali della luce, veri e propri affollati condomini.

La natura regala continue sorprese e in lontananza due leoni sopraggiungono, la nostra guida intuisce le loro intenzioni: nei pressi c'è dell'acqua e sicuramente sono diretti lì. Inverte il senso di marcia e si apposta in attesa, non occorre aspettare molto che le due meravigliose creature ci passano accanto ed è un brivido che scende lungo la schiena, così vicine, maestose e fiere come nessun altro animale. A poca distanza un branco di leonesse si riposa tra l'erba secca che in parte le mimetizza.

Le strade polverose e desolate che attraversano la Namibia non saranno sicuramente comode al classico turista ma riservano viste mozzafiato e panorami unici.

La visita di un villaggio Himba è sicuramente l'occasione per un approccio con una delle etnie di questo paese che conduce una vita ancora oggi fuori dal tempo. Ci accolgono le donne del villaggio, alte e con un portamento fiero e orgoglioso, ci dedicano delle danze cercando di coinvolgere soprattutto i giovani uomini del gruppo ma con scarso successo, vista la poca dimestichezza con il ritmo e la musica.

Il tempo vola ed è già ora di salutare a malincuore un angolo di mondo unico e così lontano dal nostro modo di vivere, tanto prezioso da doverlo proteggere proprio da noi.

Un'altra emozione ci attende nel Damaraland, alla ricerca dei rari elefanti del Deserto. Non so se è pura fortuna o decisamente la bravura della guida locale a permetterci l'avvistamento di un gruppo di femmine con a capo la matriarca e al seguito i cuccioli. Le seguiamo fino ai pozzi, dove si sono abbeverate, concedendosi anche una rinfrescata dalla calura e poi via ad ammirarle lungo il letto secco del fiume effimero fino a che non scompaiono dal nostro orizzonte.

La mattina seguente una sorpresa ci attende prima di lasciare il Damaraland: toccare con mano un progetto che ha come obiettivo la costruzione di una scuola per diffondere l'educazione ai bimbi delle zone rurali di questa parte del paese, a cui non avrebbero altrimenti accesso. Sei meravigliosi bambini ci accolgono con grandi sorrisi e a braccia aperte, dandoci un caloroso benvenuto. Qui c'è bisogno di tutto: materiale didattico, vestiti, giocattoli ma ciò nonostante sono questi bimbi a donarci la loro gioia. Lasciamo a malincuore quei bellissimi e profondi occhioni con la speranza che il piccolo contributo lasciato possa, anche se in minima parte permettere l'inizio della costruzione di questo grande progetto. Si cambia paesaggio e dalle selvagge montagne desertiche si prosegue verso la mitica costa atlantica namibiana, conosciuta come "Skeleton Coast" e verso la "civile" Swakopmund, un angolo di Baviera nel deserto africano

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