Namibia, a bordo dell'arca di Noè

Un tuffo nel passato tra paesaggi desertici e arcaiche tribù

  • di steber
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 7
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Un tour in Namibia riporta l’avventuroso viaggiatore indietro nel tempo, a vivere sensazioni primordiali, un contatto con la natura vera, selvaggia e soprattutto solitaria ed incontaminata. La Namibia è il secondo stato con minore densità di popolazione al mondo dopo la Mongolia, durante il nostro girovagare percorrevamo moltissimi chilometri prima di incontrare altri veicoli o la presenza di esseri viventi e nei luoghi oggetto della nostra visita spesso e volentieri eravamo soli a goderci la grande bellezza della natura.

Ho viaggiato con un tour organizzato, ma è possibile partire in modo autonomo senza troppe accortezze, il paese è sicuro sia dal punto di vista sociale che sanitario, scegliendo il periodo giusto probabilmente è possibile evitare di assumere farmaci per la malaria.

1° E 2° GIORNO 20-21/09/2016: MILANO-WINDHOEK

Partenza da Milano con volo Etihad (Milano-Abu Dhabi /Johannesburg /Windhoek). Arrivo a Windhoek in tarda serata. All'aeroporto apprendiamo che ci hanno perso le valigie, che ci recapiteranno in hotel due giorni dopo. Al ritorno abbiamo avuto problemi con i biglietti, è la prima volta che volo con Etihad, la compagnia mi ha deluso sia come qualità di aeromobili sia come assistenza. Noleggiamo due Jeep guidate da autisti locali e passiamo la notte nel semplice e pulito Hotel Puccini.

3° GIORNO 22/09/2016: WINDHOEK- SOSSUS DUNE LODGE

Sveglia di buon mattino, colazione e via, non vediamo l’ora di raggiungere il deserto del Namib, uno dei luoghi più magici e più inospitali del pianeta. Sosta in un’area protetta CCF (Cheetah conservation fund), un centro di ricerca, di recupero e conservazione della specie del ghepardo, dove possiamo avere un primo contatto ravvicinato con questi animali selvatici che popolano il bush. In quest’oasi sono presenti alcuni esemplari di leopardi. Le strade sono sterrate e nonostante la polvere, le buche e la scarsa visibilità gli autisti sfrecciano a 130 km/h! Verrebbe da pronunciare la celebre frase: se vai ancora un po’ più forte torniamo indietro nel tempo! Conviene stipulare una polizza all inclusive, forare un pneumatico è all’ordine del giorno. Noi buchiamo due volte e un sasso ci rompe il parabrezza. Il Sossus Dune Lodge è un luogo magico, il migliore della vacanza, camere splendide e location meravigliosa, peccato per il personale indisponente.

4° GIORNO 23/09/2015: DESERTO DEL NAMIB

Partiamo prima dell’alba, raggiungiamo la favolosa duna 45, è ancora buio, l’atmosfera è surreale, in questo periodo i turisti si possono contare sulle dita di una mano. Iniziamo la scalata prima che i raggi del sole accarezzino la finissima sabbia rossa della duna. A seconda dell’inclinazione dei raggi solari la duna si illumina di colori, dal rosso accesso fino al rosa pallido, l’occhio non è mai sazio di questi incantevoli panorami. Camminiamo sul crinale della duna addentrandoci all’interno del deserto, fino a calpestare dune “vergini” ed essere i primi a mettere i piedi sulla cresta della duna. Adoro questo silenzio, quest’atmosfera, questa pace, quest’armonia… ci si sente parte della perfezione della natura. Proseguiamo con le Jeep fino alla Big Daddy. Al mattino e alla sera la temperatura è fresca sui 12 gradi, durante al giorno si arriva fino a 35 gradi, ma senza umidità. Dopo circa 40 minuti sotto il sole, arriviamo all’attrazione, giustamente, più fotografata della Namibia, la death valley. Un enorme “lago” di terra cotta dal sole di color argento, con all’interno alberi che sembrano sculture, trova naturale collocazione ai piedi delle alte dune di sabbia rossa, regalando ai visitatori un panorama tanto ineguagliabile quanto strabiliante. Un luogo che entusiasma, sorprende… le foto non sono in grado di immortalare così tanta bellezza. Dal lago in solitaria inizio a salire sulla montagna di sabbia, per raggiungere il crinale della Big Daddy, non è semplice i piedi affondano nella sabbia rovente: un passo avanti… e mezzo indietro! Il caldo è insopportabile, ogni 20 passi mi devo sedere per recuperare fiato, mentre sto annaspando un gitante avventuroso scende a lunghe falcate e sorridendomi mi dice: enjoy! Maledetto! Stavo per mollare, ma le sue parole mi motivano, recupero le forze e finalmente arrivo in vetta. Sono ricompensato, la vista è straordinaria, in pochi secondi la stanchezza viene spazzata via dall’entusiasmo e dalla gioia di essere tra i privilegiati che hanno potuto vedere con i propri occhi tanta armonia, un lungo sogno che si avvera. Ultima tappa del parco è il Sesriem Canyon, un profondo e suggestivo luogo dove è possibile passeggiare fino ad una pozza d’acqua situata nel letto di questo fiume in secca. Dopo la visita raggiungiamo l’Adventure Centre, è arrivato il clou della giornata: il sorvolo del deserto del Namib! A bordo di un piccolo, ma efficiente, Cessna da 5 posti, rivediamo da un’angolazione particolare i luoghi visitati durante il pomeriggio, in attesa del tramonto del sole. Tra le nuvole il deserto ci regala preziose ed indelebili emozioni. La sindrome di Stendhal è una affezione psicosomatica che provoca capogiri, vertigini e lacrime in soggetti messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza, durante il sorvolo del deserto namibiano i miei occhi hanno continuato a generare lacrime di gioia. Rientro al lodge, seconda cena e pernottamento al Sossus Dune Lodge

  • 9426 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social