Afrika Bambaagiaa

Un diario semiserio e semi no di due fantastiche settimane in Namibia

  • di Corrado Benanzioli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

"Afrika Bambaagiaa" Namibia, Agosto 2016.

È da febbraio che mi sento porre una domanda che segue quella classica "Dove andrete in vacanza quest'estate?" ed è questa: "Perché la Namibia?". Ho avuto modo, in questi mesi, di elaborare diverse risposte, argute almeno quanto la domanda posta:

- Pare che facciano una torta di mele strepitosa in una cittadina namibiana;

- Confido nello sbalzo termico tra giorno e notte per temprare il fisico;

- Mi piacciono gli animali, anche vivi;

- Non ci sono zanzare;

- Devo testare l'acchiapparagni appena acquistato su Amazon;

- Volevo vedere della sabbia e quella di Cattolica non mi bastava;

- Ci piace guidare a sinistra e sullo sterrato;

- Ci sarà Tom Cruise che girerà in zona l'ennesimo film su "La mummia", ma non nella parte della mummia;

- Devo prendere confidenza con i felini prima che Linda si trasferisca da me con la sua gatta;

- Ci siamo tagliati lo stipendio, abbiamo abolito le auto blu (io ne ho una nera e Linda una gialla) e, con quello che abbiamo risparmiato, potevamo finanziare piccole imprese o fregarcene e farci una vacanza a cinque stelle;

- L'alternativa era svuotare la cantina e mettere a posto il garage;

- Costa meno del Parco Zoo Safari del Garda; - Lo ha deciso Linda.

Chissà perché le persone credono solo all'ultima risposta che, tra parentesi, è quella più irreale. Ma vabbè.

Venerdì 5 agosto - Primo giorno

Mentre un aereo a Orio al Serio atterra serenamente sulla tangenziale, qui a Venezia la gente si accalca ai check-in, neanche fosse un giorno di agosto con il bollino rosso.

Per la prima volta Linda ed io viaggiamo con dei borsoni al posto dei comodi trolley, questo perché non avrebbero trovato posto nel bagagliaio dell'auto noleggiata e, soprattutto, perché in versione "Sex and the City incontra Mr. Bean" saremmo stati fotografati più noi degli animali selvaggi. Guardando bene questi due scomodi ed enormi porta kalashnikov (nel mio caso pure mimetico, ma è un prestito di mio fratello e perciò sono giustificatissimo...) non sembrerebbero meno ingombranti delle valigie, ma è una cosa che verificheremo solo all'autonoleggio. Male che vada faremo un salto a casa a cambiarli...

Il girone dei viziosi nell'aeroporto di Venezia è ben individuabile, nel caso foste interessati: si tratta di una stanza a vetri, con all'interno gente che fuma sigarette vere e che gioca alle slot machine. A ben vedere mancano solo le donnine nude. La nebbia di nicotina avvolge i frequentatori, come se fossero intenti ad esprimere il loro ultimo desiderio prima del decollo. Incoraggiante, ma tanto noi non fumiamo e giochiamo solo a Tabù.

L'aereo che ci porterà a Francoforte è in ritardo, ma l'attesa nella città tedesca sarà di circa quattro ore e mezza prima di imbarcarci su quello che poi ci condurrà a Windhoek, la capitale della Namibia, quindi siamo abbastanza tranquilli. Ed ecco che la tranquillità svanisce in volo, tra vuoti d'aria e scossoni emozionanti come un'attrazione di Gardaland, ma senza le ore di coda sotto al sole, causati dal maltempo; a tenerci tranquilli ci pensa l'equipaggio tedesco tutto rigorosamente maschile, empatico, affabile ed affidabile come l'ispettore Derrick. Ci vengono offerti anche degli squisiti biscotti scozzesi al burro, che si differenziano da quelli francesi al burro e da quelli danesi al burro perché sono fatti in Scozia. Buoni, pure il mio colesterolo ha fatto la ola

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