Tour in Namibia

La terra dove si vive in simbiosi con la natura selvaggia lontano dalla società moderna e si ammirano e si contemplano in pace e tranquillità i panorami e gli animali

  • di curiosona
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 11
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

L'idea di un viaggio in Namibia ci è balenata vedendo un documentario che ci ha subito entusiasmato e, dopo esserci informati sul come e con chi andare grazie alla cortesia di Ric e di molti tpc, ecco presentarsi l'occasione dell'amico di un amico, che conosce bene questo Paese per esserci andato diverse volte, che ci propone di unirci a un gruppetto di persone per un tour tradizionale alla scoperta della Namibia. A ottobre partiamo! Ci aspettano paesaggi sconfinati, deserti dalle mille sfumature come un grande dipinto della natura, ma anche animali da avvistare durante il safari, a cui abbiamo già avuto la fortuna di partecipare in Kenya anni fa.

Il viaggio più economico è un po' lungo perché bisogna fare scalo a Johannesburg via Londra. Arriviamo a Windhoek, la capitale, in tarda mattinata e decidiamo di fare subito un giro nel pomeriggio. E' una cittadina graziosa, situata sull'altopiano centrale a 1660 m, circondata dalle montagne Auas, la seconda catena montuosa più alta della Namibia. La cittadina reca ancora tracce del passato coloniale tedesco (dal 1884 al 1919) che si riflette non soltanto nell'architettura colorata, ma anche nella fusione di cultura europea e sudafricana (l'indipendenza dal Sudafrica risale al 1990). Qui non sembra di essere davvero in Africa perché le persone sono vestite all'occidentale. In ogni caso è il paradiso dello shopping etnico e conviene approfittarne perché l'assortimento di oggetti artigianali è rappresentativo della Namibia.

Al mattino presto partiamo verso sud in direzione del Deserto Kalahari per circa 280 km. La strada è asfaltata e non c'è traffico, e per ora la temperatura è intorno ai 21° che più tardi raggiungeranno i 45° all'ombra. Il clima è secco e il trucco, ci dicono, è di bere molta acqua. Si attraversano colline dalla forma circolare dette "koppies" e forte è il contrasto tra la terra rossa e la sabbia dorata delle imponenti dune. Sul ciglio della strada incontriamo babbuini neri alla ricerca di cibo, famigliole di facoceri che si nascondono subito nella sterpaglia e cavalli selvaggi che vagano come fantasmi. A questo proposito esiste una storia romantica del barone Heinrich von Wolf che, per amore, nel 1909 fece costruire nel deserto un imponente castello (Duwisib) per sua moglie e insieme importarono cavalli per iniziare ad allevarli in questa Terra inospitale. Alla loro morte i cavalli furono liberati e col tempo divennero selvaggi. E’ probabile che oggi noi vediamo i loro discendenti. “Il vento del Paradiso è quello che soffia tra le orecchie di un cavallo”.

Il nostro lodge è situato in una riserva privata ricca di moltissime specie di animali, come orici, springbok, zebre, gnu e struzzi. Nel tardo pomeriggio viviamo l'esperienza del nostro primo fotosafari naturalistico in Namibia per assaporare la luce del tramonto. Coi nostri compagni di viaggio sorseggiamo una fresca bibita in cima a una duna godendo di uno dei panorami naturali più intatti di questo Paese. La Namibia è attraversata dal Tropico del Capricorno e un cartello ne segnala il punto esatto. Una sosta per la foto è d'obbligo e ci coinvolge tutti allegramente. Il nostro primo pernottamento nel lodge africano si rivela ricco di suoni che nella notte rimbalzano intorno a noi tanto da farci sentire al centro di un scenografia cinematografica. Grugniti, tonfi, rumore di zoccoli ci ricordano di essere in Africa e ci addormentiamo sereni.

Il giorno seguente partiamo presto perché ci attendono 400 km circa diretti verso ovest nel deserto geologicamente più antico del mondo, il Namib, dichiarato recentemente parte del Patrimonio dell'Umanità, detto anche deserto rosso. E' un insieme di vallate, canyon e montagne che nel corso del giorno si colorano di pesca, arancio e albicocca con una suggestione di colori e forme che soltanto un bravo pittore sa dipingere. Proseguiamo verso Sesriem, l'entrata all'area di Sossusvlei, che però visiteremo il giorno dopo per ammirare le dune di sabbia più alte del mondo. Oggi restiamo nel Goondwana Namib Park tra arbusti di un verde pallido e alti alberi posizionati sul letto di un fiume asciutto. Indescrivibile il paesaggio che ci avvolge. L'immensità del deserto infinito, lo sterminato orizzonte di dune, la spietata bellezza della natura che qui crea scenari unici. La particolarità di questo Parco è che le sabbie rosse delle dune incontrano le pianure di ghiaia grigia e le saline bianche, il tutto arricchito da diverse specie di animali selvatici come zebre, antilopi e varie specie di uccelli

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