Namibia, Zimbabwe e Botswana

Viaggio in self drive... dal Namib all'Etosha, dalle Victoria Falls ai parchi del Botswana: che meraviglia

  • di Mary Pina Zantedeschi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Km percorsi: 4720; benzina: circa 800 €

10/09/12

Windhoek, pernottamento al Namib Oasis B&B. Gentilissima cameriera, che durante la colazione tira fuori un fucile per il padre che va a cacciare gli animali fuori Windhoek. Cominciamo bene! :-) L'autista della Camping Car Hire arriva alle 9 in punto e ci porta a prendere la macchina (una Nissan 4x4 double cab con roof tents). Si parte per Windhoek per fare la spesa e prendere la Sim dell'Mtc.. Strano guidare a destra! Partiamo alle 14 verso sud (B1, C24) e appena fuori Windhoek ci sorprende il paesaggio collinare namibiano, vediamo babbuini, struzzi, nidi giganti e springbok che non sarà difficile trovare ancora a ridosso delle strade... Arriviamo nel tardo pomeriggio alle Naukluft, colline che con il tramonto creano zone di ombra bellissime! Pernottamento allo Tsauchab River Camping, gestito da orgogliosi Boeri. Dormiamo in una delle loro piazzole (separate le une dalle altre da minimo 50 metri), la "Bustard"; montiamo le tende, accendiamo il fuoco e ci godiamo la nostra prima grigliata africana, con un'aria fredda e sotto un cielo limpidissimo nel quale è chiaramente visibile la Via Lattea.

11/9/12

Partiamo verso il deserto del Namib (D854, C19, C27). Neanche tre ore e siamo arrivati. Fa molto più caldo del giorno prima, beviamo una birra, facciamo un bagnetto nella piscina del campeggio, paghiamo l'ingresso al parco del Namib ed entriamo. Bellissimo guidare per una cinquantina di km ed avvicinarsi sempre di più alle dune. Troviamo, lungo la strada, delle antilopi (tra le quali degli splendidi orici), che danno un grande senso di libertà. Arriviamo vicino alle dune, decidiamo di fermarci alla 45. C'è parecchio vento, quindi nessun turista si è arrampicato. Siamo gli unici e riusciamo a fare solo una cinquantina di metri, dal momento che veniamo travolti dalla sabbia (il cappello di Cex sarà l'unico a subire una seria conseguenza: un'intera fredda notte da solo nel deserto del Namib!). Ripartiamo, andando verso Sossusvlei. Vogliamo arrivarci col nostro 4x4 e, come non detto, rischiamo di insabbiarci. Torniamo al punto in cui partono i furgoni di turisti ma ormai sono le 17 e nessuno parte più.. Uno degli autisti decide di farci un corso di guida, ma ci fa insabbiare in modo grave! Prova e riprova ad uscirne, ma la frizione rischia grosso.. Proviamo a farci trainare, ma il cavo si rompe.. Come ultimo tentativo, sgonfiamo al massimo le gomme e spingiamo la macchina in 8 (ci hanno aiutato 4 ragazzi): riusciamo ad uscirne e decidiamo che la nostra esperienza con la sabbia può considerarsi terminata!

Tornando indietro, ci fermiamo a fotografare il tramonto. Splendide le dune con questa luce! Uscendo dal parco, ci attraversa la strada una rara iena bruna! Arriviamo giusti in tempo all'uscita, e ci mettiamo a cucinare. Pernottamento al Sesriem Camp Site.

12/9/12

Sveglia alle 5.20 per riuscire a vedere l'alba sulle dune. Fa freddissimo! Entriamo nel parco del Namib, osserviamo l'alba facendo mille foto e poi ci rechiamo verso la Duna 45. Decidiamo, vista la mancanza di vento, di seguire l'esempio di alcuni turisti e di scalarla. Le vertigini si fanno sentire ma ce la faccio, arriviamo in cima e osserviamo uno spettacolo stupendo: l'albeggiare del sole sul deserto, con dei colori bellissimi. Scendiamo e montiamo tavolino e sedie per fare colazione ai piedi delle dune!

Partiamo verso Swakopmund (C19, C14, B2): i paesaggi di questa parte di Namibia sono stupendi e molto vari: dalle Naukluft, al deserto rosso, a quello giallo, ai canyon, all'immensa savana. Lungo la strada, Ale riesce a scovare tre licaoni in lontananza, ed anche un branco di rare zebre di montagna! Foto di rito al Tropico del Capricorno e, nel pomeriggio, ci avviciniamo all'oceano lungo una strada (gli ultimi 200 km della C14) che rappresenta la morte più totale: non c'è niente di niente, zero vita, solo piccole tempestine di sabbia. Ci fermiamo ad osservare il Vogelfederberg, un massiccio di granito che rappresenta un ottimo posto per... morire! (non a caso vi si trova una tomba!). Arriviamo a Walvis Bay, oscena cittadina industriale, e la passiamo senza dispiacere. Ci fermiamo solo 10 minuti lungo la fredda e ventosa spiaggia per osservare i pellicani ed i fenicotteri che popolano questa costa. Siamo a Swakopmund prima del tramonto, e ci rechiamo verso l'ostello Villa Wiese. Fa freddo, ci facciamo una bella doccia e andiamo a mangiare dei mega hamburgers

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